Terapia costruttivista
a cura di Sandro d'Alessandro


"Non sono le cose in sé che ci preoccupano, ma le opinioni che abbiamo di quelle cose." Epitteto


Esce presso Raffaello Cortina Editore Terapia breve strategica, a cura di Paul Watzlawick e Giorgio Nardone.
Le terapie brevi si stanno diffondendo, il mercato sembra sempre più orientato verso interventi terapeutici capaci di rispondere in tempi brevi, e a minor costo, alle necessità degli utenti.
Ma la "terapia breve strategica" non si presenta come un adattamento alla legge del mercato. Dietro le "soluzioni semplici" a complicati problemi umani, che essa propugna, c'è una teoria complessa, sviluppata da psicologi ed epistemologi come Paul Watzlawick stesso, Heinz von Foerster, Ernst von Glasersfeld. (Per saperne di più si possono vedere almeno questi due libri: La sfida della complessità, a cura di Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, Feltrinelli 1985; La realtà inventata. Contributi al costruttivismo, a cura di Paul Watzlawick, Feltrinelli 1988.)

L'assunzione di base dell'approccio strategico è che non esista una realtà "vera" in sé, ma che ci siano tante realtà quante sono le diverse interazioni tra soggetto e realtà. La psicoterapia costruttivista non si illude perciò di far vedere al paziente il mondo come realmente è. "Piuttosto," scrive Watzlawick, "il costruttivismo è del tutto consapevole che la nuova visione del mondo è - e non può che essere - un'altra costruzione, un'altra finzione, ma più utile e meno dolorosa." L'intervento terapeutico è dunque orientato a rompere il sistema circolare di retroazioni tra soggetto e realtà che alimenta la sofferenza psichica, modificando le percezioni e le concezioni del mondo che inducono le reazioni problematiche del paziente.

Terapia breve strategica è suddiviso in due parti: teoria e tecnica.
Dalla prima parte, per gentile concessione di Raffaello Cortina Editore, diamo, come estratto del libro, La costruzione di "realtà" cliniche di Paul Watzlawick.