Il paradosso è il pathos della filosofia
di Gilles Deleuze



(Gilles Deleuze, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina Editore 1997, p.294)

Il modo di manifestarsi della filosofia non è il buon senso, ma il paradosso. Il paradosso è il pathos o la passione della filosofia. Per giunta, si danno varie specie di paradossi, che si oppongono alle forme complementari dell'ortodossia, al buon senso e al senso comune. Soggettivamente il paradosso infrange l'esercizio comune e spinge ogni facoltà fino al proprio limite, fino all'incomparabile, il pensiero fino all'impensabile che unicamente può pensare, la memoria fino all'oblio che è anche l'immemoriale, la sensibilità fino all'insensibile che si confonde con l'intensivo... Ma nello stesso tempo, il paradosso comunica alle facoltà così infrante questo rapporto che non è di buon senso, situandole sulla linea vulcanica che fa fiammeggiare l'una alla scintilla dell'altra, saltando da un limite all'altro. E oggettivamente, il paradosso afferma l'elemento che non si lascia totalizzare in un insieme comune, nonché la differenza che non si lascia livellare o annullare nella direzione di un buon senso. E' giusto dire che la sola confutazione dei paradossi sta nel buon senso e nel senso comune a patto tuttavia che tutto si conceda loro, la funzione di giudice come quella di parte e l'assoluto non disgiunto dalla verità parziale.

© Raffaello Cortina Editore 1997