Da gemelli e primogeniti incubi e paura

Due ricerche diverse - una sugli ormoni dello stress nei primogeniti, l'altra sugli incubi nei gemelli - rivelano origini genetiche e condizionamenti prenatali.

Il gruppo di ricerca diretto da Christer Hubkin (Università di Helsinki) ha osservato la frequenza di incubi in 2276 coppie di gemelli identici e 4176 coppie di non identici.
Le 13 femmine e i 15 maschi di scimmiette tenute sotto osservazione da Steven Shelton e Ned Kalin, psicologi (Università del Wisconsin), invece sono state "spaventate"in vari modi; per esempio: sole in una stanza vedevano entrare all'improvviso una persona.
Al centro delle due ricerche incubi e paura.
I gemelli. Da ricerche condotte in generale sulla attività onirica degli umani risulta che la frequenza degli incubi sia un dato soggettivo che ha dei suoi livelli standard: se si è soggetti, per esempio, ad un incubo ogni quindici giorni tale media permane costante dall'infanzia fino ai cinquant'anni circa. C'è insomma una predisposizione individuale a mantenere identiche ricorrenze dei brutti sogni. Per valutare le possibili derivazioni genetiche del fenomeno le coppie di gemelli sono un campione indubbiamente significativo. E i conti sembrano tornare; gemelli identici presentano, in una percentuale del 45%, gli stessi ritmi nella occorrenza di incubi. Per i gemelli non identici la percentuale scende al 20%.
Veniamo alla paura. E' noto che la sensazione della paura è connessa alla produzione di una specifico ormone dello stress da parte del nostro corpo. Analoghe reazioni si rilevano in tutti i mammiferi. Nel campione di scimmiette volutamente spaventate per il progresso della scienza, si è notato che i livelli dell'ormone dello stress erano doppi nei soggetti primogeniti rispetto agli altri. Non è ancora chiara l'origine del fenomeno; potrebbe difendere dal fatto che la madre ha un atteggiamento diverso nei confronti del primogenito, una minore ovvia esperienza. Si è notato infatti che anche le scimmie madri che hanno avuto un solo figlio/a presentano livelli ormonali più alti delle colleghe con tanti cuccioli.
Ciò detto, giungere alla conclusione che l'essere primogeniti sia una condizione connessa al dover combattere con sensazioni più forti di paura non è ancora consentito da questi primi esperimenti. Lo affermano gli stessi ricercatori.