Caillois diagonale
di Sandro d'Alessandro


 


Talpa dal naso stellato (Condylura). America del Nord.
In Caillois, Au coeur du fantastique.



"Je suis attiré par le mystère. Ce n'est pas que je m'abandonne avec complaisance aux charmes des féeries ou à la poesie du merveilleux. La verité est tout autre: je n'aime pas ne pas comprendre, ce qui est très différent d'aimer ce qu'on ne comprend pas, mais s'y apparente cepedant sur un point très précis qui est de se trouver comme aimanté par l'indéchiffré. La ressemblance ne va pas plus loin. Car, au lieu d'estimer aussitôt l' indéchiffré indéchiffrable et demeurer devant lui ébloui et comblé, je le tiens au contraire pour à déchiffrer, avec le ferme propos de venir, si je puis, d'une façon ou d'une autre, à bout de l'énigme." (Roger Caillois, Au coeur du fantastique, Introduction, Gallimard 1965)

Che si trattasse di arte fantastica come in Nel cuore del fantastico - in un percorso tra emblemi cinquecenteschi, tavole anatomiche con schelettri e uomini scorticati, quadri disegni e affreschi di Tintoretto, Pollaiuolo, Raimondi, Holbein e Luca Cambiaso… - di giochi (I giochi e gli uomini), di miti (Il mito e l'uomo), di sacro (L'uomo e il sacro), di sogni (L'incertezza dei sogni), Caillois fu sempre "attratto dal mistero" e impegnato a "venire a capo, in un modo o nell'altro, dell'enigma".

Talvolta gli enigmi per essere decifrati richiedono anzitutto di essere intesi, restaurati, come tali. Così avviene nell'Incertezza dei sogni, dove l'onirico viene liberato dalle pretese dell'interpretazione psicoanalitica e di ogni altra "chiave dei sogni", viene restituito al suo mistero per poter essere trattato.

L'interesse per i comportamenti mimetici, intimidatori, per i travestimenti e le metamorfosi terrificanti degli animali, che è argomento di L'occhio di Medusa, è documentabile nell'opera di Caillois fino da Il mito e l'uomo del 1938. Già qui troviamo farfalle apiformi (Trochilium) e bruchi (Choerocampa Elpenor), animali inoffensivi, che assumono l'aspetto di animali terribili. E calappe che si mimetizzano prendendo forma di ciottoli rotondi, chlamys forma di semi, palemoni forma di fuchi…

Dalla straordinaria varietà degli interessi (e delle conoscenze) di Caillois e dalla sua passione per il mistero e per la decifrazione all'auspicio delle "scienze diagonali", il passo è breve. E anche preciso: come Caillois avversa la deriva nel mistero e nell'indecifrabile, non intende le scienze diagonali come un ritorno "alle analogie superficiali di tipo qualitativo". Per lo scienziato, il compito 'diagonale' "consiste nel determinare corrispondenze sotterranee, invisibili, inimmaginabili per il profano".
Certo, "è il caso, unito a una fantasia particolarmente coraggiosa, che mette sulla buona strada per arrivare a tali scoperte". E quelli che si trovano nella posizione migliore per individuare correlazioni sin qui trascurate sono i ricercatori che si dedicano spontaneamente allo studio di fenomeni che fuoriescono dalle cornici tradizionali delle scienze, che cercano di decifrare ciò che Caillois chiama "i percorsi trasversali della natura".

Per leggere il testo di Caillois Scienze diagonali clicca qui.

Per una scheda del libro da cui è tratto, L'occhio di Medusa, qui.