L'anima bella
di Gilles Deleuze



(Gilles Deleuze, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina Editore 1997, pp.2-3)

Numerosi sono i pericoli di richiamarsi a differenze pure, liberate dall'identico, divenute indipendenti dal negativo. Il pericolo più grande è di cadere nelle rappresentazioni dell'anima bella ove, lungi da lotte sanguinose, non convivono che differenze conciliabili e armonizzabili. Afferma l'anima bella che siamo differenti, ma non opposti... E la nozione di problema, che vedremo legata a quella di differenza, sembra anch'essa alimentare gli stati di un'anima bella: contano soltanto i problemi e le domande... Tuttavia, noi crediamo che, quando i problemi attingono il grado di positività che è loro proprio e quando la differenza diviene l'oggetto di una affermazione corrispondente, essi liberano una potenza di aggressione e di selezione che distrugge l'anima bella, privandola persino della sua identità e spezzando il suo buon volere. Il problematico e il differenziale determinano lotte e distruzioni rispetto alle quali quelle del negativo non sono che apparenze, e i desideri dell'anima bella, altrettante mistificazioni operate nell'apparenza. Proprio del simulacro è non d'essere una copia, ma di rovesciare tutte le copie, rovesciando anche i modelli: allora ogni pensiero diviene un'aggressione.

© Raffaello Cortina Editore 1997