Che le Orche e le Balene vadano in onda !
Da Vancouver allo Stretto di Messina, passando per Pavia



L'acquario di Vancouver


Perché mai titolare così? Forse che i grandi cetacei già non vivono fra le onde? E' vero, ma qui si tratta di onde diverse. Quelle del campo elettromagnetico. Il progetto è una radio FM che trasmetta le loro voci.
John Ford, zoologo dell'acquario di Vancouver, studia da tre decenni il comportamento sociale di alcuni branchi di Orche che percorrono la costa occidentale del Canada, con spostamenti annuali regolari. Il programma di ricerca è basato su un monitoraggio costante delle varie famiglie di cui è composta l'intera popolazione di Orche, circa trecento esemplari. Delle attività di rilevamento fa parte anche la ripresa fotografica di ogni singolo esemplare, una attività che ha portato alla costruzione di un "album" costantemente aggiornato con le immagini dei nuovi nati. Qui di lato, per esempio, si può vedere la pinna dorsale del Signor Brooker, un maschio nato, probabilmente, intorno al 1952 e appartenente alla famiglia catalogata come C6. La pinna dorsale esprime sempre dei tratti caratteristici d'ogni esemplare.


Ma una manifestazione altrettanto specifica e distintiva è rappresentata dalle loro voci. Abbiamo raggiunto John Ford via posta elettronica e gli abbiamo chiesto di spiegarci il significato di questo dato sorprendente.
"Noi possiamo seguire ogni singola famiglia durante i suoi spostamenti perché ogni gruppo ha un suo dialetto, ed è molto facile identificarlo".
Al momento la ricerca non pare abbia raggiunto risultati significativi nell'interpretare cosa diavolo si dicano queste Orche che abitano la costa occidentale canadese, e ci viene pure in mente che, quando sarà possibile capirlo, sarà anche interessante confrontarlo con gli argomenti di conversazione delle Orche polari.

In questi anni il problema principale è stato registrare le voci di ogni branco, utilizzando delle sonde ancorate sul fondo e disposte a distanze regolari lungo la costa. Impresa non da poco; ogni sonda va seguita da un gruppo di ascolto e non è facile mantenere un gruppo di sorveglianza in allerta costante, tenendo presente che i tratti di costa da controllare non sono affatto brevi.
Ad un certo punto Ford ha avuto un'idea semplice e brillante: colleghiamo alle sonde un trasmettitore in FM e mandiamo in onda le conversazioni dialettali. Abbiamo una radio, molto semplicemente; ascoltabile in tutta la zona e, in particolare, da un solo centro di monitoraggio.

Se si va a trovare Ford, quelle voci si possono anche "vedere", perche' all'acquario di Vancouver funzionano tre grandi monitor che mostrano in tempo reale lo spettrogramma dei suoni captati dalle boe. Onde colorate sui video, che rappresentano onde acustiche che si propagano sotto le onde marine. Una bella esperienza di "suoni e luci". La rappresentazione video aiuta il ricercatore a catalogare i suoni, e aiuta gli 850.000 visitatori a fissare l'attenzione su quello che viene ascoltato.
Il software per questa rappresentazione e' stato fatto al Centro di Bioacustica dell'Universita' di Pavia, che da dieci anni si occupa di ricerca acustica sui cetacei. Qui a Pavia stanno sviluppando un progetto simile a quello del Pacifico, per l'ascolto permanente nello Stretto di Messina. Non si sa ne' quante e ne' quali balene passino per queste parti. Forse e' la volta buona per contarle.

Ebbene, erewhon può contribuire a farlo.
Deve nascere RadioBalena.