Nell'arcipelago tecnognostico
di Carlo Formenti

 
Per chi desideri solcare i mari dell’arcipelago tecnognostico il porto di partenza è obbligato: si salpa dalle pagine dell’Extropy Institute, il sito d’un gruppo californiano che evoca memorie di millenarie eresie.


Come gli antichi gnostici, gli extropiani si raccolgono in piccole comunità (nexus) che rifiutano i valori della società tradizionale e ogni autorità politica (sognano "a world without governments"). E come gli antichi gnostici, odiano i limiti che il corpo ("wetware") impone alle loro aspirazioni di immortalità e di trascendenza. Per rendere immortale il loro spirito si preparano a trasformarlo in software, in modo da poterlo trasferire nei corpi incorruttibili forgiati della tecnoscienza. In attesa che la carne possa così divenire Verbo, aspirano a prolungare indefinitamente la loro vita "terrestre" con l’aiuto della scienza.
Fieramente avversi al pessimismo cacadubbi degli ecologisti, adorano il progresso tecnologico da cui si aspettano solo cose buone ("we embrace the future"). Il sito raccoglie materiali e link sull’ingegneria genetica, la clonazione, le nanotecnologie applicate alla medicina, l’ibernazione.
Chi voglia approfondire può iscriversi a una mailing list. Riceverà il benvenuto del leader Max More assieme a un’ampia illustrazione dei cinque Principi Extropiani (Espansione Illimitata, Auto Trasformazione, Ottimismo Dinamico, Tecnologia Intelligente, Ordine Spontaneo).
Fra i messaggi (una trentina al giorno) può capitare di leggere interessanti interventi di scienziati e scrittori di fantascienza.
Argomenti simili tratta la rivista online del gruppo, Homo Excelsior.
Visitandone il sito è possibile iscriversi a un altro newsgroup, la Transhuman Mailing List.


Il Transumanesimo è una filosofia molto simile (anzi identica) a quella praticata dagli extropiani. Al punto che, consultando le pagine della Transhuman Web Alliance, si ha l’impressione che si tratti d’una rete allargata (a livello nazionale e internazionale) del gruppo californiano di Extropy.
Il sito è infatti molto ramificato e, oltre ad offrire la possibilità di consultare e scaricare numerosi documenti sui principi e sulle idee del movimento, rinvia a una serie di sezioni locali (americane ed europee).
Molto spazio viene dedicato alla produzione artistica della Musa transumanista Natasha Vita Mora. E numerosi link rinviano alle Home Page personali dei più prestigiosi leader intellettuali del movimento.

Fra queste ultime meritano una visita soprattutto quelle di Hans Moravec e Alexander Chislenko.
Il primo, noto esperto di robotica (lavora alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh), è il teorico della possibilità di realizzare l’upload di personalità umane nei computer.
Seguace della filosofia riduzionista di Marvin Minsky, Moravec è convinto che non esisteranno più sostanziali differenze fra umani e robot non appena questi ultimi avranno raggiunto una complessità tale da favorire l’emergenza di facoltà cognitive di livello superiore, come la possibilità di imparare e una qualche forma di autoconsapevolezza. A quel punto, nulla si opporrà all’integrazione fra hardware e wetware, e lo scambio di memoria e informazioni fra l’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale si ridurrà a un banale problema di "traduzione" fra codici informatici.
Più estroso e immaginifico il pensiero di Chislenko, ricco di suggestioni che evocano la spiritualità New Age e una concezione mistica dell’evoluzione (alla Teilhard de Chardin). Chislenko condivide la convinzione di Moravec in merito alla possibilità di ibridare l’intelligenza umana con quella artificiale, creando delle menti cyborg, ma immagina che ciò debba condurre alla destrutturazione delle personalità individuali, le quali verranno ridistribuite in identità sistemiche più ampie, contribuendo a un processo di teogenesi che darà vita a un’entità superintelligente e coincidente con l’intero universo. Il sito rivela l’estrosità del curatore proponendo classifiche dei grandi visionari del passato, repertori umoristici, save screens, videogiochi, nozioni di massaggio e arti marziali.
Prendendo spunto dalle suggestioni New Age di Chislenko, dirottiamo la navigazione verso isole in cui il culto della tecnoscienza assume sfumature animiste e neopagane. Cliccando all’url http://dhalgren.english.washington.edu/~shannon/technopagans.html veniamo accolti dalla preghiera "May the astral plane be reborn in cyberspace", che introduce alla pagina Technopagans. Qui troviamo un’ampia raccolta di saggi, interviste e articoli relativi alla cultura "modern primitive" americana, caratterizzata da una paradossale commistione fra passato e futuro e dalla credenza che solo la magia consenta agli umani di convivere con l’imperscrutabile complessità di una tecnoscienza che popola il mondo di divinità virtuali, di spettri nella macchina. Privo di grafica, il sito contiene testi lunghi che conviene scaricare e leggere con agio.
Per rifarsi di tanta austerità conviene spostarsi su Ezeckiel's Esoteric Website, un sito molto più "esoterico" e leggero nei contenuti, che ha tuttavia il merito di proporre una grafica estremamente ricca e raffinata alternando suggestioni barocche, neogotiche e liberty.


Per completare la digressione, vale la pena di dare un’occhiata al sito di un altro estroso personaggio, il "tecnosciamano" Terence McKenna, il quale, sulle tracce di Thimoty Leary, tenta di stabilire una relazione di omologia fra mito, stati di coscienza indotti dalle droghe psichedeliche e realtà virtuale.


Se a questo punto sentite il bisogno di valutare i contrasti culturali fra la tecnognosi extropiana e quella dei modern primitive, niente di meglio di una lettura del documento "Primitive and Extropians". Si tratta di un testo di Hakim Bey che potete scaricare all’url http://www.hermetic.com/bey. Il noto intellettuale anarchico critica sia il "fondamentalismo" tradizionalista dei primi che la totale assenza di spirito critico dei secondi nei confronti della tecnoscienza. Tuttavia, dopo aver messo in luce le comuni aspirazioni libertarie dei due movimenti, auspica (nello spirito dell’antica gnosi) lo scambio sincretista fra le eresie che abitano la Rete.
Citando Hakim Bey non si può fare a meno di citare la pagina del suo editore italiano, la Shake Underground, che troverete allo stesso indirizzo della rivista cyberpunk Decoder. Il catalogo Shake offre titoli di narrativa e saggistica che consentono di esplorare le isole più turbolente dell’arcipelago tecnognostico, quelle dove l’immaginario cyborg si trasforma in scenario dell’insurrezione contro i valori della cultura mainstream. Arcipelago troppo vasto per tracciarne una mappa pur schematica, per cui ci limitiamo a dare poche altre indicazioni, del tutto soggettive e arbitrarie. Restando in Italia, segnaliamo il sito di Castelvecchi, editore romano che dedica molto spazio al rapporto fra trasgressione erotica e cyborghizzazione del corpo (vedi i collegamenti con le pagine di Helena Velena).
Un buon sito, dedicato a vita, morte e miracoli del guru cyberpunk William Gibson, è invece l’americano Postmodern Science Fiction and Cyberpunk. Troviamo qui esaurienti note biobibliografiche sul maestro, assieme a interviste ed articoli critici sui film tratti da suoi romanzi.
E molto materiale informativo relativo al cyberpunk, assieme a numerosi link e alla possibilità di accedere a mailing list, chat e newsgroup dedicati all’argomento, offre il sito francese Net Tribes.


Come ultima tappa di questa escursione sulle rotte del pensiero cyborg radicale suggeriamo una visita all’indirizzo http://www.architettura.it/stelarc , dov’è possibile vedere immagini della performance "ping body", che Stelarc ha effettuato il 22 maggio scorso al Teatro Studio di Scandicci, "danzando" per un’ora al ritmo impostogli dai muscoli che ricevevano impulsi elettrici da una trentina di siti Internet.


Per tenersi aggiornati e approfondire i temi del viaggio che abbiamo condotto fin qui e progettarne altri, suggeriamo infine cinque indirizzi. In primo luogo non guasterebbe visitare ogni tanto le pagine della versione online di Wired. Per quanto in crisi, la creatura di Negroponte continua ad essere un utile strumento per chi desideri conoscere le novità cyberculturali.
Più approfondito il contributo di Tr@averses, versione online della prestigiosa rivista edita dal Centre Pompidou, che ospitò a suo tempo le elucubrazioni postmoderne di J-F. Lyotard e J. Baudrillard. E altrettanto interessante ed utile è la rivista italiana Apogeonline che, oltre al catalogo del gruppo editoriale Apogeo-Urra - originale commistione di titoli cyber, manuali di software e saggistica New Age -, offre informazioni sulle nuove tecnologie e sui trend culturali in Rete. E proprio Apogeonline segnala due ottimi siti di "cyberantropologia". Il primo si chiama appunto Cyber Anthropology ed è curato da Steve Mizrach, un giovane e brillante studioso americano che offre geniali spunti di riflessione sul neoanimismo nell’epoca di Internet.
Il secondo, Cybersoc, è curato da un sociologo che lavora all’Università londinese di Westminster, Robin Hamman, e suggerisce uno stimolante parallelo fra Internet e il concetto di rizoma elaborato dai filosofi Deleuze e Guattari.


 

Vai a "Il Dio della Rete"

Return