Il consenso informato


Il consenso del paziente ai trattamenti medici è diventato anche in Italia "consenso informato" e ha assunto i caratteri di un vincolo sociale.
Le sue prospettive non sono però semplici: è temuto dai medici, che vedono in esso un pericolo per la loro libertà di decisione, e non entusiasma i pazienti, dal momento che può ridursi a una firma in più in calce a qualche incomprensibile modulo, senza che nulla cambi nella realtà dei rapporti con i medici. Sicuramente porta scompiglio nei riti consolidati della relazione medico-paziente. L'idea che il paziente debba essere informato altera gli antichi equilibri psicologici del paternalismo e costringe a ripensare i percorsi della decisione in medicina.

Il consenso informato (a cura di Amedeo Santosuosso, Raffaello Cortina Editore 1996) è un libro scritto da giuristi, medici e psicologi, e dà conto sia della dimensione etico-giuridica del consenso informato, sia delle dinamiche psicologiche che ruotano attorno a esso. E' il primo testo in Italia che abbia affrontato l'argomento in modo conciso ed esauriente: è ancora un fondamentale testo di riferimento.

Per gentile concessione dell'Editore, erewhon pubblica l'Introduzione e la Conclusione del libro, del quale è possibile anche consultare l'Indice.

Amedeo Santosuosso, giudice a Milano, è presente da molti anni nel dibattito bioetico italiano. E' stato tra i fondatori della Consulta di bioetica e ha diretto il Comitato etico presso la Fondazione Floriani di Milano. Ha pubblicato saggi e testi su temi che vanno dai diritti della persona di fronte alle nuove applicazioni tecnologiche ai problemi del rapporto medico-paziente e del processo decisionale in medicina.