I bambini a venire
Scienza e psicanalisi
faccia a faccia
sulla procreazione assistita

 
Convegno promosso dal LAF - Laboratorio per la Famiglia
e dalla Casa della Cultura
Con il sostegno dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia
In Collaborazione con
Associazione per una Libera Università della Donne
Fondation Européenne pour la Psychanalyse
 
Milano, Casa della Cultura, 8-9 maggio 1998
Via Borgogna 3 - 20122 Milano

 
Sulle culle dei bambini a venire non si chinano più ostetriche e fate. Il concepimento ancor più della gestazione e della nascita, è al centro dell'attenzione di discipline molteplici: medicina, biologia, genetica, sociologia, diritto, psicanalisi, bioetica. Dal punto di vista biologico il concepimento è associato/vincolato all'incontro di due corpi di sesso diverso.
Negli ultimi decenni, la messa a punto delle tecniche di conservazione dei gameti (prima il seme maschile, da poco anche l'ovocita) ha reso possibile il concepimento extracorporeo. L'incontro delle cellule germinali maschile e femminile avviene dunque al di fuori dei corpi da cui provengono o dove potrebbero essere trasferiti, come tali o dopo aver formato uno zigote. L'appartenenza dei gameti diventa una questione giuridica ed economica, più che costituire il supporto materiale di una discendenza simbolica.
Se la tecno-scienza manipola il materiale sessuale umano prescindendo dai corpi che lo producono e dai soggetti che questi corpi abitano, la psicanalisi, che si occupa precipuamente del corpo e della sessualità di esseri che parlano (e che perciò sono umani) sostiene posizioni radicalmente diverse. Considera anzitutto la filiazione come fondamentalmente simbolica e irriducibile alla sua dimensione biologica; considera la nascita di ogni nuovo essere umano sovradeterminata da desideri inconsci e perciò ambivalenti e non del tutto padroneggiabili; considera imprescindibile per ciascuno e per tutti l'accettazione del limite, della mancanza, dell'impotenza a cui siamo sottoposti in quanto umani e mortali.
Le nuove forme di sperimentazione scientifica alimentano l'illusione che sia possibile evitare ogni forma di rinuncia e di attesa, fornendo "in tempo reale" soddisfazione al bisogno. Col risultato di privarci della possibilità di desiderare (che si nutre di mancanza) e del tempo dell'attesa, indispensabile all'elaborazione psichica.
La mutazione culturale prodotta dalla diffusione delle biotecnologie, non riguarda solo la sfera riproduttiva; questo è l'ambito però in cui, grazie alla possibilità di creare nuova vita, essa sta integrando progressivamente il più privato ed essenziale degli atti umani: l'incontro tra due esseri sessuati. E non riguarda solo le coppie o i singoli che vi fanno ricorso, ma introduce nell'immaginario sociale una trasformazione dagli effetti imprevedibili: presidiando -al posto delle fate, delle cicogne, del buon Dio, in altre parole del mito- la nascita, la desimbolizzano.
Una pratica medica oggettivante e asettica, che negli ultimi due secoli ha incluso nelle sue "cure" la riproduzione ha messo a tacere i corpi (materia biologica intrisa di storia, cultura, immaginario) per poi spingerli ai margini di una scena dove altri attori -i biologi, gli embriologi, i genetisti- operano sulle cellule da cui potrebbe aver origine un nuovo individuo.
La tecnologia penetra e - nello stesso tempo- mette in mostra il momento dell'origine possibile, aprendo alla conoscenza scientifica un campo teoricamente infinito, per quanto siano microscopiche le sue dimensioni reali. L'indagine visiva estesa alle fasi aurorali del concepimento o addirittura alle sue premesse, sostituisce all'immaginario individuale che si interroga sul segreto dell'origine, l'immagine preformata elaborata dalle macchina.
Quanto più avanza la sperimentazione, tanto più balza in primo piano il suo oggetto: il materiale sessuale biologico primario, ovuli, spermatozoi e l'esito della loro combinazione, lo zigote, il pre-embrione, l'embrione. Ovuli, spermatozoi ed embrioni, oggetti staccabili, modificabili, ricombinabili a prescindere dai corpi cui appartengono costituiscono un materiale alienato dalla sua appartenenza originaria e in quanto tale inseribile in un circuito di merci. Esso può essere ceduto e amministrato dalla tecnologia e dal mercato.
Col materiale sessuale si possono produrre bambini con più di un padre o di una madre, con un solo genitore, oppure senza. La nascita di un bambino non costituisce più la prova che un uomo e una donna si sono incontrati. Essa può anche essere "semplicemente" il risultato biologico della combinazione di materiali prodotti separatamente dall'uno e dall'altra e assemblati da terzi. Il mercato della procreazione offre infatti un ampio ventaglio di possibilità ancora inesplorate.

Il convegno ruoterà sullo statuto di oggetti staccabili e collocabili fuori dal corpo dei materiali da concepimento: l'intervento medico diagnostico e "terapeutico", la normazione giuridica (esistente e a venire), le modificazioni antropologiche e sociali saranno sul confine. I motivi di questa scelta sono dettati da una parte dalla necessità di tracciare un confine, per quanto non rigido, per andare a fondo di una questione, dall'altra dal fatto che la distanza fra procreazione naturale/sessuale e medicalmente assistita (PMA) ci sembra ben rappresentata (e agìta) proprio nel percorso cui rivolgiamo la nostra attenzione.
Invitando psicanalisi e scienza a un confronto, vogliamo sollecitare una produzione di discorsi su due modi centrali e radicalmente diversi di intervenire sul corpo e la sessualità.


In due mezze giornate - venerdì 8 maggio, pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30, e sabato 9 maggio, mattina dalle 9 alle 13.30 - parleranno, alternandosi, esperti ed esperte di:

1) scienza e tecnologia
Noi vogliamo ascoltare le parole di chi in questo campo, decide, opera, lavora, studia e sceglie: lo spermatozoo più vitale, l'ovocita di miglior aspetto, il pre-embrione senza tare genetiche. Come lavora e quali domande si pone chi opera in questo campo? Che senso attribuisce al proprio lavoro? C'è posto per una tensione etica? Il ricercatore si pone domande sulla sua passione o si limita, quando va bene, a interrogarsi sulle ricadute sociali-etiche del proprio lavoro?
Ci aspettiamo dai relatori medici e scienziati che non si trincerino dietro la protezione della cosiddetta oggettività scientifica, ma enuncino intenzioni scopi ed esiti delle proprie ricerche e delle loro applicazioni, che dichiarino se e quale etica li guidi e quale responsabilità si assumano nel loro operare.

2) psicanalisi e etica della soggettività
Dagli psicanalisti ci aspettiamo altrettanto e di più. Che rendano conto di una pratica sempre più infiltrata da un reale sociale ingombrante (per esempio come e se ascoltare una donna che si sottopone a PMA e al tempo stesso si sdraia sul lettino), che non può più esigere l'astinenza dai suoi pazienti (l'astensione dal fare scelte importanti per tutta la durata dell'analisi); ci aspettiamo che dicano come e se l'immaginario scientifico abbia sedotto i loro pazienti, se e come abbia alienato la loro sessualità (l'autismo sessuale della masturbazione per la fornitura di sperma, il controllo veterinario dell'andamento del ciclo femminile o della vitalità dello sperma), se e come li abbia indotti a confondere desiderio e bisogno (di un figlio, di una gravidanza, di una discendenza), come infine un sintomo (in questo caso una sterilità o una difficoltà a concepire) possa essere mobilizzato e/o dissolto nel corso di una cura.

Agli interventi di scienziati e psicanalisti seguirà un dibattito con interventi preordinati di persone con competenze diverse cui chiediamo di interloquire con un pensiero, una domanda, un racconto, con scienziati e psicanalisti a proposito del loro lavoro e della passione che li anima.
A loro, come ai presenti che lo vorranno, chiediamo di tentare connessioni tra pratiche e discipline che si fondano su modelli diversi del sapere e concezioni diverse del soggetto della conoscenza.


I temi

Dal segreto dell'alcova all'obiettivo del microscopio
La fecondazione in vitro

E questo il campo d'osservazione che abbiamo scelto: alla lettera il campo del microscopio dove viene "combinata" la fecondazione mediante la selezione dei gameti e dove uno spermatozoo o un suo precursore vengono microiniettati nella cellula-ovulo; lo spazio della capsula Petri, luogo fisico in cui avviene l'incontro dei gameti e dove lo zigote effettua le prime duplicazioni cellulari in attesa di essere trasferito in utero. Quali sono gli aspetti tecnici di quanto succede in questo settore, le questioni scientifiche sottese e le incertezze operative di chi vi opera?
Ritagliando all'interno delle applicazioni tecno-scientifiche il settore della fecondazione, abbiamo voluto circoscrivere il punto più fragile e vulnerabile in cui ci troviamo esposti alla scienza: quello della sessualità e della filiazione,cardine libidico e sociale della nostra esistenza.
Relatori
Jean-Pierre Lebrun, psicanalista
Jean Jacques Moscovitz, psicanalista
Jacques Testart, biologo

Il materiale sessuale alienato
Prelievo, conservazione, circolazione dei gameti

Come e dove avviene che un uomo o una donna offrano le loro cellule per la riproduzione? o ne vengano richiesti? Qual è il tragitto dei gameti dai corpi alle "banche" dove saranno, conservati, esaminati, selezionati insieme agli zigoti? Che ne è nel tempo di questo "capitale"?
Il materiale sesuale umano, mai come oggi alienabile, cedibile, messo in circolazione, resta fuori da ogni patto simbolico e da ogni scambio, soggetto al solo arbitrio del mercato o al delirio d'onnipotenza di chi lo cede. Cosa ne è di questo oggetto slegato da ogni contenimento simbolico e alla deriva del solo immaginario? sarà un oggetto da accaparrarsi in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo pur di assicurarsene il beneficio e il godimento.
Relatori:
Elisabetta Chelo, ginecologa
Franco Dondero, andrologo
Marisa Fiumanò, psicanalista

Dibattito
coordina Sylvie Coyaud, giornalista scientifica
intervengono
Annamaria Bernasconi, Giovanna Capelli, Conceiçao Faria, Carlo Formenti, Maddalena Gasparini, Alessandra Kustermann, Giovanna Melandri, Gianna Milano, Marina Ravizza, un giurista del collettivo Donne e Diritto

Filiazione biologica e filiazione simbolica
I bambini nati da procreazione assistita

In tutte le culture conosciute il nascere prende senso all'interno dell'ordine di successione delle generazioni, dei legami di parentela, della definizione di ruoli e delle funzioni paterne e materne.
Nel nostro orizzonte è l'esito di un dono fra i sessi. Il dono, come insegnano gli antropologi, ha la funzione di scambio simbolico, si alimenta di un patto sociale, presuppone un terzo, referente comune sia per chi dà che per chi riceve.
Chi fa da terzo nella nostra cultura? In quale contesto simbolico si colloca e si collocherà il nascere? Il processo di alienazione e di autismo sessuale legato alle nuove forme di procreazione umana è irreversibile? Che senso vanno assumendo la paternità e la maternità? Sarà ancora posssibile definirle e distinguerle? E infine: che senso assumerà l'essere figlio se la valenza biologica prende il sopravvento su quella adottiva e simbolica?
Saranno presentati e commentati i dati desunti dal Registro Nazionale istituito presso l'Istituto Superiore di Sanità sui centri privati e pubblici che fanno PMA. All'epoca del convegno il decreto della Bindi del marzo '97 che obbligava i centri privati all'autodenuncia, e l'eventuale approvazione di una legge (è del 29 ottobre il "Testo unificato delle proposte di legge in materia di procreazione medicalmente assistita") dovrebbe aver prodotto qualche cambiamento nell'informazione. E potrebbe modificare l'atteggiamento di chi alla procreazione assistita vuole fare ricorso.
Relatori
Muriel Drazien, psicanalista
Gerard Pommier, psicanalista
Amedeo Spagnolo, medico
Silvia Vegetti Finzi, psicologa clinica

"Il desiderio del gene"
L'eugenismo

Le nuove tecnologie applicate alla riproduzione umana vengono considerate come esiti positivi dei progressi compiuti dalla ricerca scientifica negli ultimi decenni. Quale attenzione viene prestata dagli operatori del settore, dagli utenti e dai media alla constatazione che il procedere di pari passo delle tecniche di procreazione assistita e delle conoscenze nel campo della genetica umana (con il conseguente sviluppo dei test per la diagnosi di malattie genetiche) rende possibile la selezione degli embrioni prima del loro trasferimento nell'utero materno, creando delle condizioni del tutto nuove per il controllo della "qualità" dei futuri bambini? La biomedicina pretende di governare la riproduzione: saranno capaci le donne e gli uomini di oggi e di domani di padroneggiare questa padronanza?
Relatori:
Laurent Dianoux, biologo
Anne Joos, psicanalista
Anna Rollier, genetista

Dibattito
coordina Sylvie Coyaud, giornalista scientifica
intervengono
Massimo Camiolo, Sabina Dal Verme, Ludovica Denti, Ida Finzi, Ombretta Fumagalli Carulli, Lea Melandri, Maurizio Mori, Graziella Sacchetti, Amedeo Santosuosso, Fabio Terragni


Segreteria scientifica del Convegno
Marisa Fiumanò, psicanalista
Maddalena Gasparini, neurologa
Anna Rollier, genetista

Segreteria organizzativa
Mimi Testori
Casa della Cultura
tel. 02.795567 - fax 76008247