Inseminazione (eterologa e omologa)
di Gianna Milano



(da Gianna Milano, Bioetica. Dalla A alla Z, Feltrinelli 1997)

In assenza di leggi e servizi adeguati, la fecondazione artificiale procede spesso con inconvenienti pratici e morali, oltre che senza garanzie giuridiche e certezze scientifiche. In Italia, come suggerisce e raccomanda il Comitato nazionale di bioetica, essa dovrebbe essere praticata in centri sanitari autorizzati, perché richiede una competenza approfondita non solo ginecologica, ma anche biologica.
Indagini genetiche anamnestiche, chimiche, ematologiche devono garantire la sicurezza dello sperma sia del padre naturale (inseminazione omologa) che del donatore (inseminazione eterologa). Il donatore deve essere anonimo e si devono evitare speculazioni economiche sulla cessione di seme. Mentre l'inseminazione in provetta omologa non vede l'opposizione della morale cattolica (che pure condanna la separazione tra atto sessuale e procreativo), quella con seme di donatore diverso dal marito viene condannata. Una circolare del Ministero della sanità nel 1984 vietava nelle strutture pubbliche pratiche diverse dall'inseminazione omologa. Questo ha fatto ricadere le altre pratiche di fecondazione artificiale nell'ambito del mercato privato, dove non esiste possibilità di controllo. Sono fiorite le cliniche e i centri di procreazione assistita che offrono ogni tipo di assistenza procreativa a chi ha problemi di sterilità. I problemi maggiori nella donazione dello sperma per l'inseminazione eterologa sono di ordine giuridico. Per impedire controversie sulla filiazione, successive alla nascita, alcune legislazioni straniere prevedono il consenso preventivo del coniuge allo scopo di escludere il suo successivo disconoscimento del figlio, giuridicamente del marito, ma biologicamente del donatore.
Il Comitato Warnock aveva stabilito che la donazione di sperma deve essere anonima e che il padre biologico deve poter riconoscere il figlio, al quale, al compimento del 18 anno d'età, si dovranno spiegare le circostanze del suo concepimento. Su questo punto, alle resistenze di molti bioetici, si contrappongono le ragioni degli psicologi, che invece ritengono opportuna questa comunicazione. I problemi giuridici posti dalla inseminazione omologa riguardano l'uso e la proprietà del liquido seminale del marito qualora la coppia si separi o il coniuge muoia. Appartiene alla banca che lo conserva o è un bene trasmissibile per eredità? I primi casi di controversie sono stati resi noti dai mass media negli ultimi anni.

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