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In viaggio
tra Goethe e i Romantici

di Cristina Meneguzzo
















Quando Johann Caspar Goethe, ricco commerciante di Francoforte e padre di Johann Wolfgang, torna nel 1740 dal suo grand tour, porta con sé una serie di incisioni. Queste vedute di Roma certamente depositeranno nella fantasia del figlio il seme di una nostalgia di terre remote.
Ma, nel 1786, altre motivazioni più stringenti convincono Goethe, consigliere segreto del duca di Weimar, a intraprendere il suo viaggio verso l'Italia: la stanchezza di dieci anni trascorsi a corte, aggravata dalla frustrazione di un amore irrisolto e, più probabilmente, l'ormai incontenibile bisogno di nutrire la propria vocazione artistica trascurata per gli impegni mondani.

All'alba del 3 settembre, sotto mentite spoglie e quasi senza bagagli, Goethe inizia la sua "fuga di formazione". Le carte geografiche d'Italia, richieste tre anni prima a Charlotte von Stein, gli sono servite a costruire un itinerario preciso, ogni tappa del quale rappresenta un gradino di maturazione interiore verso l'armonia.
Goethe oltrepassa il Brennero e arriva a Trento, poi a Verona.

A Vicenza rimane incantato dal canone classico degli edifici palladiani, visita villa La Rotonda sulla Riviera Berica, la più celebre invenzione del Palladio, edificata per il prelato Paolo Almerico come raffinato punto d'incontro per gli aristocratici vicentini, cultori degli ozi letterari.
A villa Valmarana Goethe ammira gli affreschi del Tiepolo:

"Oggi ho visitato la villa Valmarana decorata dal Tiepolo, che lasciò libero corso a tutte le sue virtù e alle sue manchevolezze. Lo stile elevato non gli arrise come quello naturale, e di quest'ultimo ci sono qui cose preziose, ma come decorazione il complesso è felice e geniale." (Diario del viaggio in Italia, 24 settembre 1786)

Poi riparte per Padova, attratto dall'antico Orto Botanico della città universitaria. Uomo dai mille interessi, compila appunti di botanica e soprattutto si fa strada in lui l'idea della pianta originaria e della metamorfosi delle piante.

Muove verso Venezia, poi Ferrara, dove si reca in pellegrinaggio alla Tomba dell'Ariosto e alla presunta prigione del Tasso.

 

Il sito dell'Università di Bologna presenta un interessante spaccato della storia del turismo in Europa, comprensivo delle diverse fisionomie di viaggiatori, alle prese con pellegrinaggi, viaggi d'istruzione e formazione, dal medioevo fino al grand tour settecentesco e al turismo al femminile del secolo successivo.

Un ritratto di Charlotte von Stein. Sette anni più vecchia di Goethe, la dama dai capelli e gli occhi italiani attrasse Goethe per tutto il periodo weimariano, senza mai concederglisi. L'intenso rapporto, al contempo esaltante e mortificante, ispirò al poeta numerose poesie, rimaste inedite fino alla morte di Goethe.

Una mappa di tutto il percorso di Goethe e i suoi appunti e resoconti di viaggio in lingua tedesca.

Il sito del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio è dedicato agli edifici palladiani. Un itinerario nel Vicentino permette di visitare numerose ville palladiane.

La concezione della "Urpflanze" (cui è dedicato un saggio in lingua tedesca) ipotizza una pianta primigenia, dalla quale si sono sviluppate via via le diverse tipologie del mondo vegetale, e riflette l'ordine supremo del cosmo goethiano.

L'Orto Botanico di Padova esiste dal 1545.

 

 

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