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un racconto di Maurizio Meschia










L'autore
Maurizio Meschia è nato a Milano nel 1952; oltre a "L'uomo su cui cadono piume" ha pubblicato diverse raccolte di poesie e altri racconti.

Le gif animate che illustrano il racconto sono tratte dal sito http://www.gifanimate.it/

Vi presentiamo il primo dei racconti che compongono la raccolta "L'uomo su cui cadono piume", di Maurizio Meschia, Edizioni Nuove Scritture. Sono racconti brevi, lievi come piume, che gettano uno sguardo ironico, a volte triste e a volte divertito, su oggetti e situazioni abituali, lasciando intravvedere squarci di altre realtà possibili.

Ultimamente, parlando all'apparecchio, l'utente si era reso conto che qualcosa non andava per il verso giusto. Era come se il respiro e le parole urtassero una barriera e ne fossero respinti. Tuttavia, una frase qua e là riusciva a farla franca in qualche estremo pertugio.
Poco tempo dopo, fatalmente, accadde l'impensabile.
Concludendo una telefonata serale si sistemò in poltrona a riflettere. Non appena rannicchiò le gambe, il telefono diede uno squillo debole e lamentoso, quasi un guaito. Il ricevitore sbalzò dalla sua sede. Ricadendo, cominciò a vomitare parole, frasi intere variamente modulate in un elastico alternarsi di toni velocissimi e biascicamenti abissali. Spaventato, tentò di rimetterlo a posto ma questo gli sfuggiva di mano sussultando e abbattendo gli oggetti circostanti, come nei cartoni animati. Intanto dilagava l'emorragia verbale, le coordinate e le relative gli martellavano le tempie, gli imperativi lo pungevano, le dubitative gli toglievano la lucidità e i congiuntivi tentavano di sgambettarlo. Tutto ciò che aveva pronunciato per anni in quell'imbuto plastico gli si stava rivoltando contro.
Risolutamente, anche se in preda a un certo panico, strappò il filo. Mossa inutile. L'esplosione fonetica continuava inesorabile.
Pensò che il guaio stesse allora nel ricevitore. Appellandosi a residue tracce di energia, bloccò il mostro con forza e lo svitò.
Le voci sfumarono sino a un flebile balbettio, poi più nulla. Finalmente il silenzio.
Ispezionò con cura lo strumento non trovando nulla di anormale. I fili a posto, guarnizioni nelle giuste sedi, contatti ben saldati. Tutto regolare tranne un minuscolo granello sferico e lucente che scivolò fuori e sparì nel gran disordine.
Avrebbe desiderato chiamare un amico per confidargli l'avventura ma il solo pensiero lo fece inorridire. Solo allora fu colto dal dubbio doloroso se mai le sue parole fossero giunte a destinazione.