Fauna marina
Legioni
sterminate
Piccoli,
minuscoli, praticamente invisibili, eppure sono la prima fonte di
sostentamento per le gigantesche balene le quali, per raccoglierli,
usano i fanoni come colapasta, filtrando l'acqua in modo da intrappolare
quintali di microscopici "spaghetti". Come avrete capito, ci riferiamo
alla miriade di microrganismi invertebrati che costituiscono il plancton,
forse la forma di vita pluricellulare più diffusa sul pianeta, dal
momento che la distesa oceanica non è altro che un'immane "zuppa"
di questi animaletti. Per saperne di più sul plancton, e per ammirare
una ricca galleria di foto (ovviamente a forte ingrandimento), è d'obbligo
una visita al sito dello Scripps (sigla dell'Istituto Oceanografico
dell'Università della California). Nel data base del sito (http://www-sioadm.ucsd.edu/plankton),
è contenuta la più grande collezione (108.000 campioni!) di organismi
planctonici del mondo, raccolti con reti speciali, pompe e altri dispositivi
nel corso di centinaia di spedizioni oceanografiche in tutto il mondo.
Gelatinose
ed effimere (anzi, immortali)
Gli
eleganti movimenti con cui assecondano il flusso delle correnti, dalle
quali si lasciano trasportare, le rendono a volte davvero affascinanti.
Sempre che non ci si trovi in acqua e non le si osservi da troppo
vicino, visto che un eventuale contatto può provocare conseguenze
dolorose. Stiamo parlando, ovviamente, del veleno delle meduse che,
come nel caso di una specie di Hydromedusae diffusa sulle coste della
Russia Orientale, può spedire la vittima in ospedale. Da un sito scientifico
americano (http://faculty.washington.edu/cemills/Hydromedusae.html),
apprendiamo che questi esemplari (che misurano solo qualche millimetro)
vivono pochi giorni. Di tutt'altra tempra la Turritopsis nutricula,
che, come spiega un'altra pagina scientifica (http://zygote.swarthmore.edu/intro6.html),
può essere considerata immortale. Infatti, mentre il ciclo vitale
di altri idrozoi prevede uno stadio di polipo (colonie sessualmente
indifferenziate) e uno stadio d'individuo sessuato (la vera e propria
medusa) destinato a morire dopo la riproduzione, la Turritopsis, una
volta raggiunta la maturità sessuale, "inverte" il ciclo tornando
allo stadio di polipo, quindi, in un certo senso, non muore mai.
Un
signore casalingo
Non
si può dire che il granchio eremita ami la vita avventurosa: una volta
trovata casa nessuno lo convince più a fare due passi fuori. A provocare
tanto attaccamento non è tuttavia un'indole pantofolaia, bensì un
addome molle che fa di questo animale un boccone prelibato quanto
indifeso di qualsiasi predatore.
Così
il nostro amico si organizza, infilandosi in una conchiglia vuota
di gasteropode, dalla quale lascia sporgere solo le robuste chele.
Ma c'è un guaio: quando il granchio cresce troppo gli tocca cercare
una nuova casa (non è raro vedere due esemplari impegnati a disputarsi
ferocemente l'alloggio migliore). Se volete sapere tutto su habitat,
morfologia e abitudini di questi curiosi crostacei, consultate il
sito Marine
Crustaceans Of Southern Australia.