Se torna indietro, allora è un boomerang

Quando si parla di boomerang c'è in agguato un pericoloso fraintendimento. E si ha l'impressione che che molti giochino nel torbido, tirino l'acqua al proprio mulino, nel solito tentativo di togliere ad altri il merito di una scoperta o di un'invenzione.

Il problema è: dove è stato inventato il boomerang?


L'opinione diffusa è che il merito vada alle popolazioni native dell'Australia. Non è vero che le opinioni diffuse rispondano sempre alla verità, ma in questo caso tutti gli elementi ci dicono che le cose stanno così.
Solo che - ecco dove astuti antropologi tentano il colpo basso - si è diffuso l'andazzo di definire "boomerang" anche alcuni oggetti che non tornano indietro.

In sintesi la vicenda è la seguente. Fin da tempi molto antichi, fra gli strumenti di caccia e di guerra sono presenti delle specie di clave che, abilmente lanciate, raggiungono grandi distanze e colpiscono con precisione un obiettivo. Attorno a queste clave si svilupparono tecniche di una certa raffinatezza, basate su criteri aerodinamici, certo empirici, ma efficaci.
Di questi strumenti si ha traccia in Europa, in India, e anche in Australia, ecco il punto.
Ma solo in Australia, almeno fino ad oggi, sono stati trovati antichi reperti di boomerang.
Non clave!

Perché, solo se torna indietro è un boomerang.

E il boomerang non serve per cacciare. Gli aborigeni australiani lo inventarono come gioco, intelligente e divertente. Qualche uso non ludico sembra pure l'avesse, come quello di dirigere il volo di uccelli verso reti per la cattura.