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Migranti di ieri e di oggi
di Attilia Cozzaglio
















Sulle migrazioni degli italiani vedi anche nell'archivio 1999
"L'oro della rete", sezione Narrare e
"2000 navi e 400mila immigrati", sezione Altrove

Mentre in Italia non accennano a placarsi le polemiche su quella che dovrebbe essere la linea di intervento sul fenomeno dell'immigrazione clandestina e si oscilla schizofrenicamente tra voci che dicono "Abbiamo bisogno di loro, per i lavori che gli italiani non vogliono più fare" e altre che invocano la "linea dura", al sito di MUVI - Museo Virtuale della Lombardia - che è una delle sezioni di URL, per chi non l'avesse ancora individuata nella nostra home page - continuano ad arrivare le fotografie di italiani che negli anni di crisi hanno dovuto abbandonare il nostro paese e cercare fortuna - così si diceva - all'estero.  
 
St. Louis, Stati Uniti d'America 1927
Casa di emigranti di Cuggiono a St.Louis, dopo il tornado che devastò la città

Ci sembra significativo, fra l'altro, che si trattti di documenti sull'emigrazione lombarda. Quanti sanno che dal 1870 fino agli anni '30, da molte province - Varese, Pavia, per esempio - decine di migliaia di persone emigrarono in cerca non di fortuna ma di sopravvivenza. Molti in Sud America, tanti in Nord America.

Se da un lato queste fotografie diventano un forte richiamo a non dimenticare il nostro recente passato, dall'altro si può cominciare a guardare al presente, per analizzare forme e modalità di una presenza italiana all'estero, che vede ormai famiglie giunte alla terza generazione. E' un esercizio interessante e non accademico, che può risultare utile anche per prefigurare il futuro delle comunità che sempre più stabilmente si stanno insediando nel nostro paese e nel nostro tessuto sociale.

Il fenomeno, spesso affrontato esclusivamente in termini di ordine pubblico, è estremamente complesso, ma certo è che queste comunità possono costituire una risorsa e una ricchezza, anche in termini culturali, per la società italiana. Come del resto è stato per quei paesi che all'inizio del secolo hanno cominciato ad accogliere migranti provenienti dall'Europa.

La difficoltà e la complessità del percorso verso possibili forme di integrazione emergono con chiarezza dai servizi on line che Antonio Maglio ha pubblicato sul Corriere Canadese, quotidiano gemellato con La Repubblica. Sono una serie di lunghe interviste, di grande interesse, di cui vi proponiamo alcune citazioni,ordinate per temi, per invitarvi a una lettura più approfondita direttamente alla fonte.

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