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Telelavoro: una storia vera













 

L'antefatto

Nel 1998 - il sito Donna al Lavoro era aperto da pochi mesi - giunse alla redazione una mail di una lettrice, che tra le altre cose ci comunicava la sua intenzione di telelavorare, per tornare a vivere nella sua cittadina di origine ed evitare i lunghi spostamenti sulle strade tortuose dell'appennino emiliano. Il luogo da cui partiva la mail ha un nome emblematico, Castelnovo ne' Monti, in provincia di Reggio Emilia, e vanta il primo Centro di Telelavoro in Italia, dove la lettrice aveva deciso di appoggiarsi. La lettera era firmata con un indirizzo di posta elettronica, uovoblu.
Dopo due anni, per questa serie di articoli sul telelavoro, è tornata di attualità questa mail, e siamo andati a vedere se e come le intenzioni e i progetti di uovo blu si sono realizzati. Ovviamente il mezzo è stato la posta elettronica, con cui abbiamo concordato questa intervista.

Il sito del comune: Castelnovo ne' Monti, capoluogo dell'Appennino Reggiano, è situato proprio sotto l'imponente blocco della Pietra di Bismantova (1.047 metri), un imponenete scoglio di arenaria conficcato in un mare di argille.

Dal giornale on line Stradanove, un'intervista del 1998 al direttore dell'Università del Progetto, Maurizio Magri. A seguire un articolo di presentazione dell'Università, e tutti i riferimenti per la scelta e l'iscrizione ai corsi.

Il Telecentro di Castelnovo ne' Monti: sul progetto che ha portato alla nascita del telecentro, finanziato dal Fondo Sociale Europeo e cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna. Nato nel 1996, è stato il primo in Italia.

La storia di uovo blu

uovo blu è il marchio di Federica Romei, 29 anni, che così racconta la sua vita e i suoi esordi professionali.

Vivo vicino a Castelnovo ne' Monti, un paese di circa 10.000 abitanti, che gravita su Reggio Emilia, distante 45 km, e su Sassuolo, a circa 55 km dal paese. Le occasioni lavorative localmente non sono molte, soprattutto per le donne, e quindi la scelta obbligata è il pendolarismo, o l'andare a vivere in città. Dopo il liceo scientifico, ero attirata dal settore della grafica e della pubblicità, e così decisi di iscrivermi a un corso biennale presso l'Università del Progetto.

Non ti sei posta il problema del lavoro, a quel tempo?

Ho cominciato pensando di fare una cosa che mi piaceva, senza pormi tanti problemi e senza sapere bene a che cosa andavo incontro. Avevo diciotto anni. Per entrare all'UdP c'era un test di ammissione, piuttosto selettivo, e la prima soddisfazione fu quella di superarlo. E cominciare a frequentare i corsi.

E dopo l'UdP?

Provai a cercare lavoro nelle piccole strutture tipografiche del paese, ma alla fine fu più facile trovare un posto in un'agenzia di Reggio, e poi a Sassuolo. Era un posto fisso, come dipendente. E lì cominciai a fare esperienza, una cosa importantissima. Prima andavo avanti e indietro, più di due ore di viaggio. Poi ho affittato una casa in città, ma mi mancavano le montagne, la tranquillità, il mio paese. E poi gran parte dello stipendio se ne andava per l'affitto e per i trasferimenti. Insomma, non ero soddisfatta. E così, senza pensarci molto, mi sono licenziata. E' stata quasi un'intuizione, a quel tempo, nel 1995, non sapevo nulla di Internet, ancora non se ne parlava. Ma "sentivo" che doveva esserci un modo per fare una vita diversa.

Cosa è successo allora?

Sono tornata al paese e ho fatto diversi lavoretti, che non c'entravano per niente con la grafica e la pubblicità. E' stato allora che ho capito quanto fosse importante per me il lavoro di comunicazione e grafica. Allo stesso tempo pensavo al continuo rinnovamento dei software e degli strumenti di lavoro e mi preoccupava il mio mancato aggiornamento. E così dopo un anno mi sono iscritta al corso IFOA "Tecnico di Produzione di sistemi multimediali", che prevedeva anche uno stage in azienda. Anche lì ho superato la selezione; ho cominciato a studiare e poi a fare il tirocinio.

Sempre a Castelnovo?

No, figurati, in quel periodo per arrivare al lavoro facevo quasi quattro ore di viaggio, e alla fine mi sono convinta che quella vita non faceva per me. Ho fatto le mie scelte. Per cercare un lavoro bisogna guardarsi dentro, pensare anche a come si è fatti, conoscersi. Nel frattempo è arrivata Internet, e hanno aperto il Telecentro a Castelnovo ne' Monti. Così è nata uovo blu, impresa individuale con partita iva.

Hai cominciato lì?

All'inizio mi ha dato una grande opportunità, perché è una struttura che offre gratuitamente per un certo periodo i servizi e le macchine, evitando costi vivi iniziali. Ho preso le Pagine Gialle e ho cominciato a cercare clienti nelle aziende delle città vicine. Ero disponibile agli spostamenti, ma senza l'obbligo della presenza su un luogo di lavoro lontano da Castelnovo. Per elaborare meglio il mio lavoro ho poi acquistato macchine e programmi, che ho portato al Telecentro. Arrivavano i primi clienti, e dovevo fare tutto. Lavoravo dieci/dodici ore al giorno, perché dovevo promuovermi, e intanto lavorare. Ma le cose hanno cominciato a funzionare.

Segue