|

Il
documento
dell'Unione Europea sulla direttiva WEEE.
Molte
associazioni ambientaliste si occupano delle attuali tecniche
costruttive dei prodotti hi-tech, con l'intento di mettere in
evidenza che già oggi sarebbe possibile utilizzare materiali meno
nocivi. La Silicon
Valley Toxic Coalition è una di queste associazioni, che nel
suo sito raccoglie molte indicazioni sulle tecniche alternative
e sui pericoli - anche per i lavoratori delle industrie di settore
- di quelle attualmente usate.
Vedi
anche su Url la scheda Macchine
casalinghe
|
L'Unione Europea
ha messo a punto una direttiva: Waste Electrical and Electronic
Equipment (WEEE in sigla), cioè un'insieme di normative sui rifiuti
di materiale elettrico ed elettronico. Entrerà in vigore nel 2006,
con regole da seguire non facili per i costruttori. In breve:
dovranno riprendersi le apparecchiature dismesse. Senza studiare
nuove tecnologie costruttive, la nuova legislazione può creare
problemi pesanti. Di fatto costringerebbe le aziende a smontare
gli apparecchi. Ma la data del 2006, avanzata, è stata decisa
per dare tempo ai produttori per la ricerca di nuove soluzioni,
e in questa direzione potrebbero aprirsi delle prospettive interessanti,
come si è detto, sul versante del recupero di materiali pregiati.
Però: se le
apparecchiature fossero sufficientemente "intelligenti" per smontarsi
da sole, non sarebbe meglio? E' indubbio. Quale intelligenza si
richiede? Niente di fantascientifico, a dire il vero. Gran parte
delle nuove strategie costruttive da usare dovrà essere basata
sui cosiddetti materiali intelligenti, noti e applicati già da
un po' di anni in molti settori. La caratteristica di questi materiali
risiede nella capacità di avere reazioni diverse a seconda dell'ambiente
in cui si trovano. Nel caso specifico che stiamo trattando possiamo
pensare alle viti che in ogni apparecchiatura sono certamente
presenti. Se fatte di leghe particolari, esse, sottoposte a certe
temperature, possono sviluppare delle forze interne capaci di
modificarne la struttura, con conseguente "autosvitamento" (passateci
questo efficace ma brutto neologismo).
Non avevamo detto, però, che bruciare certi materiali contenuti
negli elettrodomestici contemporanei potrebbe essere pericoloso?
Certo, lo è, ma il pericolo non c'è a qualunque temperatura di
riscaldamento. Ecco allora che le procedure di demolizione dei
nuovi elettrodomestici prevederanno fasi successive: a una certa
temperatura le viti "intelligenti" si smonteranno da sole, ad
una temperatura maggiore entreranno in funzione i componenti plastici,
e così via.
La cosa da evitare, naturalmente, è che in nessuna condizione
ambientale
quotidiana possano innescarsi i processi di autodemolizione, altrimenti
in una giornata estiva un computer portatile sul sedile posteriore
di un'auto potrebbe incominciare a scoppiettare come una pentola
di pop corn.
|