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Non sfondate quella porta
di Francesca E. Magni















Il Lago Vostok, rimasto isolato da milioni di anni sotto i ghiacci dell'Antartide, forse sarà perforato. L'operazione potrebbe portare a importantissime scoperte scientifiche; c'è però il rischio di contaminare un ambiente rimasto finora al sicuro

Un'immensa distesa di acqua dolce sotterranea. Un lago lungo 280 Km "dorme" profondamente - è proprio il caso di dirlo - a quasi 3600 metri sotto le nevi del Polo Sud e rischia un brusco risveglio.

Antartide: un ghiacciaio  Si chiama Vostok: scoperto nel 1974, è stato studiato e misurato soltanto nel 1996 grazie a tecniche di indagine radar e all'analisi di dati sismici, che hanno rivelato le sue dimensioni e hanno permesso di riconoscerlo come il lago più esteso dei 70 scoperti finora nella regione orientale dell'Antartide, ma soprattutto come il depositario del cuore di ghiaccio più profondo del pianeta.

La stazione russa di Vostok, posta in prossimità del lago, che già in passato aveva detenuto il primato di aver registrato la temperatura più bassa mai misurata sulla Terra (-126.9 gradi Fahrenheit, che corrispondono a - 52.7 gradi Celsius), ha ospitato il progetto statunitense, francese e russo che, tramite trivellazioni, ha raggiunto il ghiaccio sovrastante il lago, a una profondità di 3623 metri (a questo proposito, si veda la Home Page dello SCAR, Scientific Committee on Antartic Research).
Per evitare di inquinare l'ambiente lacustre, le operazioni sono state deliberatamente sospese a soli 120 metri dal lago, che rimane tutt'oggi inesplorato. I ricercatori hanno stimato fino a 30 milioni di anni il periodo di isolamento del lago. Periodo che potrebbe finire, se saranno trovati i fondi per finanziare il progetto di cui si è discusso recentemente in un congresso a Cambridge in Inghilterra e anche in un precedente meeting a Washington, organizzato dalla National Science Foundation.

Il rapporto del meeting, intitolato "Lake Vostok: A Curiosity or a Focus for Interdisciplinary Study", è scaricabile in formato .pdf o .ps al seguente indirizzo.

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