|
Accidenti!
Non sta solo in Sud Africa
1998: Mark
Erdmann, biologo marino americano, scopre un Coelacanthus nei
mari dell'Indonesia. Grande è l'emozione nell'ambiente della ricerca.
L'esemplare è stato osservato (e anche catturato, nonché congelato
e sezionato, diciamocelo) nelle vicinanze dell'isola vulcanica
di Manado Tua, a nord di Sulawesi.
Nature,
la rivista scientifica che da più di 100 anni pubblica le comunicazioni
di ricerca più importanti nella storia della scienza, riceve da
Erdmann una fotografia del suo Coelacanthus indonesiano.
La vedete
qui sotto:

Si tratta
di un esemplare di 30 kg lungo 124 centimetri. Le sue dimensioni
non sono molto diverse da quelle del suo collega sudafricano,
solo che i due se ne stanno a 10mila km di distanza.
E
adesso? Viene fuori che ci sono anche vicino a Java!?
Tocca sempre
a Nature. Ma tocca anche a SéPoSe, il triplice ricercatore francese.
SéPoSe invia a Nature, nei primi mesi del 2000, un testo accompagnato
da un'immagine di Coelacanthus, sostenendo che l'esemplare è stato
catturato nel 1995 nei mari sudoccidentali di Java. Siamo a 2000
km dal ritrovamento di Erdmann, a Sulawesi. Ma siamo anche tre
anni prima della scoperta di Erdmann.
Come mai SéPoSe spedisce solo oggi a Nature i dati sulla sua scoperta?
Ebbene, la fotografia del Coelacanthus di Java era andata persa,
sostiene SéPoSe. Ed era l'unica prova del loro ritrovamento.
A dire il vero c'era pure il corpo del Coelacanthus, che un pescatore,
con cui SéPoSe lavorava per le ricerche, doveva conservare; e
invece - preso da un raptus di solerzia verso le istituzioni culturali
del Sulawesi - il pescatore consegna il pescione a un museo, che
lo imbalsama, presumibilmente.
Bene, non ti va a capitare che il Coelacanthus del Museo viene
rubato?
Con
Photoshop si fanno miracoli
Per fortuna
viene SéPoSe ritrova la foto perduta. Eccola:

Confrontatela
con quella precedente, che è stata scattata da Erdmann. Le due
immagini non sono molto nitide ma è del tutto evidente che esse
presentano drammatiche analogie. Se lasciamo perdere il colore
- con un programma di grafica un colore nero lo fate diventare
rosso - possiamo osservare che le tre pinne che escono dalla pancia
sono disposte allo stesso modo. La configurazione della coda è
identica. In alto, le pinne presentano, come unica differenza,
una lunghezza inferiore di una delle due.
Erdmann, che magari non è un uomo sospettoso, ma alle sue scoperte
ci tiene ed è un atteggiamento comprensibile, cosa fa? analizza
le due immagini con un programma di grafica e scopre che anche
la disposizione delle macchie sulla pelle è sostanzialmente identica.
A volte, fra gemelli, il rapporto può complicarsi. Per quanto
rarissimi, dei casi di rottura si verificano, e così può accadere
che uno se ne resti nei mari di Sulawesi e l'altro si faccia una
sua vita a Java.
Però bisognerebbe dimostrarlo.
Al momento,
interrogato da Nature, SéPoSe non ha dato risposte soddisfacenti.
L'imbarazzo nel mondo dei biologi marini è grande.
Uno dei tre
francesi, Bernard Séret, ha dichiarato che la fotografia del loro
Coelacanthus era stata scattata da un suo amico. Sarebbe il caso
di sentirlo, allora. Non si può. E' una coincidenza triste, non
v'è dubbio: l'amico è morto, infatti.
Cosa diavolo
può aver spinto il triplice ricercatore francese a montare una
bufala di tale portata? Non è facile trovare una spiegazione,
perché la truffa è macroscopica, ed era davvero difficile pensare
di poterla fare franca.
Quello vero vive da 80 milioni di anni. Il Coelacanthus Digitalis,
magari non così a lungo, ma per un bel po' di tempo avrà il suo
posto nella storia della scienza.
|