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Questa che
stiamo per raccontare è una storia strana e divertente. Una storia
che ha richiesto, perché i suoi ingredienti fossero tutti disponibili,
circa 80 milioni di anni.
E' questo il tempo trascorso da quando un probabile ultimo Coelacanthus
ha nuotato negli oceani, a quando Adobe Photoshop, uno dei migliori
programmi di grafica digitale, è stato immesso sul mercato.
Photoshop è in circolazione da qualche anno e la storia che verrà
raccontata narra dell'uso di questo programma da parte di un gruppo
di scienziati truffaldini e poco esperti nella grafica digitale.
Tale sconsiderato utilizzo si è materializzato poco prima dell'estate
2000.
Ecco definito l'intervallo temporale.
Iniziamo il racconto.
Il
Coelacanthus non è più fossile
O, meglio:
tracce fossili di Coelacantus ve ne sono eccome, ma egli è anche
vivo e vegeto, magari con una sua vita un po' ritirata, timida;
però chi siamo noi per mettere il naso nelle sue scelte esistenziali
e nel fatto che egli ora viva in alcuni fondali dell'Oceano Indiano,
vicino al Sud Africa?
Tre ricercatori francesi, invece - Bernard Séret, Laurent Pouyad
e George Serre, che da questo momento identificheremo con la sigla
SéPoSe - il naso ce l'hanno messo eccome. Ma, prima, qualche premessa
storica.
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Nel
dicembre del 1938 fu scattata la fotografia che vedete qui di
lato.
Uno strano pesce, lungo circa un metro e 50 centimetri e del peso
di 60 kg, era finito nelle reti di pescatori sudafricani della
costa orientale, al largo della foce del fiume Chalumna.
Quando J. L. B. Smith, ittiologo presso la Cecil Rhodes University
di Grahamstown (Sud Africa), vide l'immagine dello strano pesce,
si accorse che la stranezza era proprio eccezionale: di lui si
erano visti solo resti fossili, tutti appartenenti all'ordine
dei coelacanthiformi. Fu battezzato Coelacanthus, detto anche
"il fossile vivente" perché dopo ottanta milioni di anni si era
rifatto vivo.
Logico pensare
che ce ne fossero altri? Certamente.
Fu
stampato un manifesto (lo vedete qui a fianco) che venne diffuso
lungo i paesi della costa. Qualunque pescatore era dunque avvisato
e sapeva chi contattare qualora un buon vecchio Coelacanthus gli
fosse capitato nella rete.
La storia
degli anni successivi annovera altri eventi.
La trovate bene raccontata in una pagina web francese (dalla quale
sono state tratte le due immagini precedenti):
http://perso.wanadoo.fr/cryptozoo/coel_mex.htm
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