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Evoluzione, intelligenza e coscienza delle macchine
(e della specie umana)

di Francesca E. Magni















Fra le prime letture del nuovo Millennio, potrebbe inserirsi a pieno titolo L'evoluzione delle macchine. Da Darwin all'intelligenza globale di George B. Dyson (edito da Raffaello Cortina)

L'autore, figlio del famoso fisico teorico Freeman (si veda Uno sguardo lontano), nonostante nell'introduzione prenda "le distanze" dal padre dichiarando che il suo libro non parla del futuro, si cimenta in un'analisi dei rapporti fra tecnologia, natura ed esseri umani, che inevitabilmente fa presagire scenari inquietanti o rosei a seconda dei punti di vista.

George Dyson, che non sembra schierarsi apertamente a favore di una posizione specifica e che dichiara di provare "amore" per la natura e "affetto" per le macchine, lasciando aperte molte possibilità per gli sviluppi futuri, insinua però spesso fra le pagine una serie di metafore e alcuni ragionamenti che certo fanno pensare, come il seguente:

Il gioco della vita e dell'evoluzione vede tre partecipanti seduti allo stesso tavolo: esseri umani, natura e macchine. Io sto decisamente dalla parte della natura, ma ho il sospetto che quest'ultima stia dalla parte delle macchine.

Le macchine potranno diventare intelligenti e avere una coscienza?
Questa domanda percorre l'intero libro e si interseca nel racconto della storia del calcolo digitale, dei computer, delle reti di comunicazione, dell'intelligenza artificiale e della cibernetica, magistralmente sintetizzate, insieme alla storia delle idee di filosofi, scienziati e artisti che con questo interrogativo si sono via via confrontati.

Si parte con il Leviatano di Thomas Hobbes (1558 - 1679), un'opera in cui il filosofo descrive un organismo collettivo (rappresentato dall'intera società umana) capace di manifestare un'intelligenza diffusa e una nuova forma di vita operante su un livello di scala diverso da quello dei singoli individui che la compongono. Sarebbe, secondo Dyson, la rete mondiale di computer, il candidato favorito a diventare il moderno Leviatano, nato dalla feconda simbiosi fra esseri umani e macchine.

Il tipo di intelligenza e di vita che un tale organismo distribuito potrebbe un giorno manifestare non assomiglieranno molto probabilmente a quelle umane e potranno essere addirittura incomprensibili al nostro livello di coscienza.

Il racconto prosegue con la descrizione delle idee e delle opere realizzate (macchine calcolatrici e computer compresi) da altri grandi ingegni della storia, come Gottfried Wilhelm Leibniz (1646 - 1716), Charles Babbage (1791 - 1871), George Boole (1815 - 1864), Alan Turing (1912 - 1954) e John von Neumann (1903 - 1957).

Segue

Per un percorso in rete alla ricerca dei protagonisti di quella che Dyson definisce come una coevoluzione dell'organismo simbiotico uomo - macchina vi consigliamo i seguenti indirizzi:

L' edizione elettronica del Leviathan di Thomas Hobbes;
Pagine e siti dedicati a: Leibniz, Babbage, Boole, Turing (in particolare, questo è un sito molto ricco di informazioni), von Neumann. Un'interessante Storia dei computer.


Thomas Hobbes