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Fra
le prime letture del nuovo Millennio, potrebbe inserirsi a pieno
titolo L'evoluzione
delle macchine. Da Darwin all'intelligenza globale di
George B. Dyson (edito da Raffaello
Cortina)
L'autore,
figlio del famoso fisico teorico Freeman (si veda Uno
sguardo lontano), nonostante nell'introduzione prenda
"le distanze" dal padre dichiarando che il suo libro non parla
del futuro, si cimenta in un'analisi dei rapporti
fra tecnologia, natura ed esseri umani, che inevitabilmente
fa presagire scenari inquietanti o rosei a seconda dei punti
di vista.
George
Dyson, che non sembra schierarsi apertamente a favore di una
posizione specifica e che dichiara di provare "amore" per
la natura e "affetto" per le macchine, lasciando aperte molte
possibilità per gli sviluppi futuri, insinua però spesso
fra le pagine una serie di metafore e alcuni ragionamenti
che certo fanno pensare, come il seguente:
Il gioco della vita e dell'evoluzione
vede tre partecipanti seduti allo stesso tavolo: esseri
umani, natura e macchine. Io sto decisamente dalla parte
della natura, ma ho il sospetto che quest'ultima stia dalla
parte delle macchine.
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Le
macchine potranno diventare intelligenti e avere una coscienza?
Questa domanda percorre l'intero libro e si interseca nel
racconto della storia del calcolo digitale, dei computer, delle
reti di comunicazione, dell'intelligenza artificiale e della
cibernetica, magistralmente sintetizzate, insieme alla storia
delle idee di filosofi, scienziati e artisti che con questo
interrogativo si sono via via confrontati.
Si
parte con il Leviatano
di Thomas Hobbes (1558 - 1679), un'opera in cui il filosofo
descrive un organismo collettivo (rappresentato
dall'intera società umana) capace di manifestare un'intelligenza
diffusa e una nuova forma di vita operante su un livello di
scala diverso da quello dei singoli individui che la compongono.
Sarebbe, secondo Dyson, la rete mondiale
di computer, il candidato favorito a diventare il moderno
Leviatano, nato dalla feconda simbiosi fra esseri umani e
macchine.
Il
tipo di intelligenza e di vita
che un tale organismo distribuito potrebbe un giorno manifestare
non assomiglieranno molto probabilmente a quelle umane e potranno
essere addirittura incomprensibili al nostro livello di coscienza.
Il
racconto prosegue con la descrizione delle idee e delle opere
realizzate (macchine calcolatrici e computer compresi) da
altri grandi ingegni della storia, come Gottfried Wilhelm
Leibniz (1646 - 1716), Charles Babbage (1791 - 1871), George
Boole (1815 - 1864), Alan Turing (1912 - 1954) e John von
Neumann (1903 - 1957).
 Segue
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| Per
un percorso in rete alla ricerca dei protagonisti di quella
che Dyson definisce come una coevoluzione dell'organismo
simbiotico uomo - macchina vi consigliamo i seguenti
indirizzi:
L'
edizione elettronica del Leviathan
di Thomas Hobbes;
Pagine
e siti dedicati a: Leibniz,
Babbage,
Boole,
Turing
(in particolare, questo è un sito molto ricco di informazioni),
von
Neumann. Un'interessante Storia
dei computer.
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Thomas Hobbes
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