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Occhi, ottici, e uno strano portale














B2eyes: questo il nome. Nel gergale Internet i siti che si pongono come obiettivo un servizio per una specifica realtà commerciale si definiscono con la sigla B2B, cioè Business to Business, con il "to" che diventa un "two". B2eyes, sito italiano, opera nel mondo degli occhiali, settore nel quale il nostro paese è leader mondiale. Il suo indirizzo: http://www.b2eyes.com.

E' nato da poco più di un mese. La sua vocazione è chiara: una finestra Internet, internazionale, per l'ottica italiana. Idea buona, certamente, visto che un sito italiano con queste caratteristiche ha i numeri per diventare un punto di riferimento mondiale di grande rilievo. C'è in questo aspetto una prima ragione per segnalarlo, ma per il lavoro di recensione che siamo soliti fare sul nostro web potremmo anche fermarci qui, perché i web B2B sono solitamente molto mirati, rivolti a un pubblico professionale. B2eyes non è così, invece.

Con una scelta editoriale che ci sembra interessante - ne è l'artefice Antonio Stella, direttore del sito ma anche ottico italiano di antica tradizione e grande qualità - B2eyes è anche un web che si occupa di "visione", in senso lato, e muovendosi in questa direzione si rivela come un sito di interesse per tutti.
E' vero che un web B2B che lavori nel campo delle molle per divani avrebbe molti problemi ad allargare i suoi contenuti (tranne che per un'eventuale sezione "le molle raccontano" che potrebbe dare qualche soddisfazione); mentre la visione è un grande territorio. Ma se è vero, non è detto che venga percorso, e i siti B2B quasi sempre se ne stanno ancorati alla loro funzione di mercato.
Avviene, allora, che B2eyes si impegni a documentare lo stato attuale delle nostre conoscenze nel campo delle "lacrime di coccodrillo".

"Il luogo comune - leggiamo in apertura dello specifico articolo - vuole che il coccodrillo pianga copiosamente dopo aver addentato la sua preda: sbagliato. Un altro luogo comune vuole che proprio questo sia un luogo comune. E che cioè non sia vero niente: sbagliato."

Come stanno le cose lo si legge qui.
Come tutte le creature della Terra - ci sembra adatto un riferimento francescano - anche il coccodrillo cadrà sotto lo sguardo divino. Sguardo da secoli simbolicamente rappresentato dal triangolo con l'occhio al centro. Da secoli? Questo crediamo in molti, probabilmente. Lello Iacobone, docente della Università gregoriana, ci spiega che il simbolo è molto più recente

B2eyes sembra interessato a ricordarci che anche gli animali hanno i loro problemi di occhi, raccontandoci, per esempio, la storia del falcone Jamie e delle sue lenti a contatto

Ma come nasce un occhio? La domanda può sembrare strana, sballata, se non la poniamo a partire da un particolare punto di vista, quello dell'evoluzione. Allora le cose cambiano, perché la storia degli organismi viventi - dei "pezzi" che li compongono, più esattamente - è una storia tremendamente lenta. Per "fare" un occhio, ovvero quel meccanismo per la visione che oggi conosciamo, ci vogliono 500 milioni di anni.

Passati i quali, Umberto Eco ha comunque bisogno di occhiali. B2eyes gli ha chiesto di raccontare il suo rapporto con le lenti; non semplice, visto che è un po' miope, un po' presbite e un po' astigmatico.

Insieme a molti articoli di cultura della visione e strane storie ad essa collegate, B2eyes offre molta altra informazione pratica per il grande pubblico, compresi molti consigli di tipo medico o le ultime novità nel campo degli occhiali e della moda che li riguarda.

C'è solo un interrogativo che il sito si pone - con onestà intellettuale - ma non risolve: Berlusconi dovrebbe essere presbite, pare abbia ordinato tempo fa una dozzina di occhiali, ma nessuno lo ha visto mai inforcarne uno. E non porta lenti a contatto. Anche il Papa non ha occhiali, ma forse per questo c'è una spiegazione...