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Una grande comunità per l'orientamento al lavoro















 

 

Nel 1993 Drema Howard, direttore del Career Center alla University of South Florida, creò JOB PLACE, la prima lista di discussione per operatori all'orientamento.
L'idea, semplice ma geniale, era quella di mettere in contatto tra loro via e-mail gli operatori, in modo continuo, per favorire lo scambio delle esperienze professionali.
Da allora il numero di iscritti è costantemente cresciuto, fino ad arrivare alle attuali 2.000 persone. Lo scambio di mail è arrivato alle cinquanta mail giornaliere: i messaggi ponevano problemi e interrogativi di qualunque genere, inerenti all'accesso al mondo del lavoro, dai più generali ai più specifici.

Anche per un lettore esterno alla realtà americana, le mailing erano interessanti da diversi punti di vista.
Da un lato, in un mercato del lavoro molto più dinamico e flessibile del nostro (modello verso cui ci stiamo avvicinando anche in Italia), si poteva capire quali strumenti di orientamento uno studente, un laureato, un lavoratore avessero a disposizione per trovare una collocazione lavorativa o un'opportunità di stage. Strumenti in rete o fuori dalla rete.
Quando un operatore poneva un problema, o un caso, riceveva le risposte in privato, ma metteva poi in lista un sommario delle risposte ricevute. E la qualità dei sommari era notevole: si citavano web, libri, convegni, fiere, giornali, riviste, magazine on line, software, Cd-Rom, insomma di tutto. Anche se il problema era estremamente specifico, ad esempio come fare carriera nel mondo dei mammiferi marini, le risorse messe a disposizione della persona interessata erano molteplici, grazie alla condivisione delle esperienze fatte nel tempo da centinaia di professionisti dell'orientamento.

D'altro canto, meravigliava la quantità di quesiti posti, e l'attenzione che nei Career Center veniva data alle problematiche delle singole persone. Oltre alle informazioni sui diversi settori del mercato del lavoro, si è discusso sui livelli salariali, (e su come ottenere questi dati), sul modo migliore di presentare un C.V. (carta, elettronico, video, multimediale, ...), su cosa scrivere o non scrivere su un C.V., sulle lettere di accompagnamento, sulle problematiche personali di un aspirante a un lavoro.
Per fare qualche esempio, si è dibattutto a lungo sul caso di una laureata vegetariana, che era però adattissima a una posizione di rilievo nella Mac Donald. Dirlo, non dirlo, dirlo dopo l'assunzione? Oppure se è più opportuno per una donna presentarsi a un colloquio in gonna, e di che lunghezza, o in pantaloni. E ancora come deve scrivere un C.V. una persona che ha cambiato sesso.
Ogni quesito, anche portato per risolvere l'esigenza di una singola persona, mobilitava l'esperienza e la professionalità di decine di iscritti alla mailing list, consapevoli del fatto che si andava in questo modo ad accrescere l'esperienza e la professionalità di tutti. Peraltro da questa lista sono nati decine di libri, e sono stati aggiornati i siti di centinaia di college e università.


Prima riflessione

In Italia, mentre si guarda con grandi aspettative al modello americano di lavoro e dilagano nuove forme lavorative, non esiste nulla di tutto questo. Né in rete, né sul territorio. I Centri per il Lavoro nelle Università sono quasi assenti, nelle scuole superiori l'orientamento è delegato a pochi professori di buona volontà, nelle istituzioni territoriali le competenze di orientamento sono spezzettate tra comuni, province e regioni, e ognuno procede in ordine sparso. Ci sono situazioni di eccellenza, e ci sono zone desertiche. Se cambiano i rapporti di lavoro, aumenta la flessibilità e la mobilità, è importante sviluppare anche gli strumenti che possono consentire ai giovani, e ai meno giovani, di orientarsi in una situazione che può dare grandi dubbi e incertezze. Creare una rete, non solo virtuale, di protezione e di informazione.

 


Seconda riflessione
Avrete notato che nel descrivere l'esperienza di JOBPLACE ho usato il passato. Infatti la notizia, del 26 aprile 2000, è che JOB PLACE chiude. O meglio, cambia la sua impostazione. Potranno partecipare alla nuova lista solo gli enti iscritti al NACE - National Association of Colleges and Employers. E non più di tre persone per ogni istituzione iscritta. Chi non fa parte del NACE potrà iscriversi alla lista solo a pagamento. Non costa molto, circa 80 dollari. E tutte le informazioni possono essere trovate sul sito del NACE.
Inutili per il momento le mail di opposizione a questo provvedimento, malvisto per le restrizioni che pone a una partecipazione collettiva che ha portato nel corso di otto anni a risultati soddisfacenti per tutti.

Riflessione finale
Internet in Italia si sta diffondendo con grande ritardo rispetto ad altri paesi, ma l'attenzione nel nostro paese sembra essere rivolta più alle possibilità di guadagno della rete, e al listino della Borsa, che alle potenzialità di Internet di fare informazione, di creare comunità (anche specialistiche), di offrire opportunità di crescita sociale.
Ci troveremo dunque presto un JOBPLACE in versione italiana, prendendo ad esempio solo l'ultimo atto della vicenda e dimenticando i primi otto anni della storia?
Lo sapremo solo vivendo...