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Rai e Internet per le scuole: Mosaico


 


di Attilia Cozzaglio

















Lezione di storia in una scuola media inferiore. Zitti tutti perché accendiamo la televisione.
Sullo schermo compare un breve documentario che illustra diversi aspetti della vita nell'antico Egitto, intrecciando momenti di vita quotidiana al culto dei morti, proprio come i graffiti sulle pareti delle tombe, che fanno continuamente riferimento sia alla vita oltreterrena che alla quotidianità. Poi l'insegnante comincia a raccontare della prossima gita scolastica al Museo Egizio di Torino, e solo alla fine si prende il libro di testo, e comincia la lezione tradizionale.
In un' altra classe, questa volta in un liceo, è la volta del buco del Manzoni, e si parte dallo sceneggiato di Salvatore Nocita, con l'episodio della Monaca di Monza. Poi si cerca sul testo il brano, si legge e si commenta.

Fantascienza? No, semplicemente le lezione sono state preparate con l'aiuto di MOSAICO, un progetto di RAI EDUCATIONAL che mette a disposizione delle scuole italiane il grande patrimonio della RAI.

Ce la racconta Luca Rolandi, che ha vissuto le diverse fasi di sviluppo del progetto, da una fase pionieristica, quando le scuole con Internet e la parabola erano pochissime, fino ad oggi.

"Le insegnanti visitano il nostro sito, Mosaico, consultano le oltre 4.500 voci del nostro data base, scelgono i filmati di loro interesse, ne fanno richiesta compilando una scheda e inviandola via rete, e con almeno una settimana di preavviso agli insegnanti interessati, i video vanno in onda sul canale satellitare della Rai. La nostra produzione, costantemente aggiornata, si rivolge a tutto il mondo della scuola, dalle materne alle superiori. C'è una trasmissione tutti i giorni in diretta dalle 10.30 alle 13.30, e poi due repliche in differita, al pomeriggio e la notte. Gli insegnanti possono registrare i video, e utilizzarli in classe per la didattica. I filmati, della durata variabile fra i 10 e i 30 minuti, sono scelti e montati da una redazione che oggi conta più di venti persone, e coprono ben ventisette aree disciplinari. Un'area è quella della formazione, e in questo caso i video non saranno visti in classe, ma solo dagli insegnanti per il loro aggiornamento. Quest'anno prevediamo più di 7.000 richieste, ma già da gennaio il palinsesto della trasmissione è interamente costruito seguendo le richieste che provengono dalle scuole."

Ma poi cosa succederà, quando le richieste saranno superiori alle ore di trasmissione disponibili?

Giosuè Boetto Cohen, che conduce le trasmissioni dallo studio, a Milano, prevede:

"Con i prossimi sviluppi di Internet, la prospettiva è quella di diffondere i video direttamente on line. Le scuole potranno collgarsi al sito, scegliere nel catalogo, e scaricare direttamente i file sul computer. La trasmissione via satellite è una fase di transizione, il futuro è Internet."

Oggi i video, domani i file, sono completamente a disposizione dell'utenza. E il diritto di autore? Renzo Salvi, capo progetto nella fase iniziale, e ora responsabile di "Scuola in diretta", un nuovo programma di Rai Educational, racconta:

"Per scopi non commerciali, per questi prodotti non ci sono problemi o vincoli per i diritti d'autore. Anzi noi incoraggiamo le scuole a crearsi una propria videoteca, e in diversi casi abbiamo verificato un intervento degli insegnanti anche sul montaggio: inseriscono stacchi, che segnano le varie fasi della lezione, o voci, o quanto può servire per facilitare la didattica. La creatività degli insegnanti è notevole, quando si va a vedere come strutturano un modulo di lezione: c'è il video, poi si passa all'analisi di documenti, poi al libro di testo, e ancora ad articoli di giornali. E in molti casi il nostri materiali vengono utilizzati in contesti che non avevamo previsto: la vita di un personaggio serve per illustrare un' epoca storica o un movimento artistico, facendone una lettura trasversale."

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