la rivista di 











Fabio Paracchini















 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel romanzo Fuoco sacro di Bruce Sterling gli artisti digitali del tardo XXI secolo non sono più degli ibridi. Sono semplicemente degli artigiani. E in Interface Culture, Steven Jhonson si riferisce a una sorta di vocazione simile a questa:

Gli artigiani della interface culture & sono divenuti una nuova fusione tra artista e ingegnere - interfacer, cyberpunk, web-master che si incaricano del compito epico di rappresentare le nostre macchine digitali, dando un senso all'informazione nella sua forma grezza.

Gallery 9 è un sito per l'esplorazione di progetti tramite il media digitale, di tutto ciò che è 'cyber'. E questo comprende commissioni ad artisti, esperimenti d'interfaccia, discussioni comunitarie, una raccolta di studi, ipersaggi, link filtrati, conferenze e altri raid di guerriglia nello spazio reale. ( &) Come possono dei progetti creativi avvantaggiarsi degli sforzi rigorosi e delle capacità degli architetti dell'informazione? Come possono gli architetti dell'informazione - anziché limitarsi a fornire l'accesso a dei dati - contribuire a raccontare storie interessanti e a porre domande stimolanti?

È con queste parole che Steve Dietz, direttore delle iniziative New Media del Walker Art Center di Minneapolis, presenta l'attività di Gallery 9, un'enclave per l'arte multimediale il cui prestigio e la cui attenzione al nuovo sono confrontabili solo con quelle del Dia Center for the Arts.
La parte più affascinante di Gallery 9 per il navigatore interessato alle nuove direzioni dell'arte contemporanea è senza dubbio la raccolta di progetti d'artista.
Il Walker ha infatti commissionato ad alcuni protagonisti della scena artistica multimediale una serie di lavori sperimentali che - più che per gli esiti in sé, ora più ora meno riusciti - non possono mancare di colpire il visitatore proprio per gli ambiti in cui si avventura la ricerca dei realizzatori.

Tra i progetti più interessanti vanno citati almeno:

Universal Page, di Natalie Bookchin e Alexei Shulgin

Universal Page è una media obiettiva di tutto il contenuto del Web. Uno speciale script, sviluppato da un team di programmatori americani e russi, esplora e ricerca il Web, analizzando e processando i dati che incontra e generandone una media secondo un preciso algoritmo. Per tenere il ritmo del Web in perenne mutazione, tutti i contenuti di Universal Page sono costantemente aggiornati in tempo reale.

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