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Incantati dalla rete - un libro di Carlo Formenti
recensione di Federico Pedrocchi















 

Incantati dalla rete è un libro di Carlo Formenti.
Perché "incantati"?
Perché quanto intorno ad essa e su di essa viene affermato, prefigurando disastri o sorti meravigliose, sembra l'effetto di un sortilegio.
Un'analisi meno influenzata da tale sortilegio, scopre che c'è molto da capire e, in parte consistente, che è anche troppo presto per farlo.

 

Libro scritto su carta, che l'autore pensava di pubblicare in rete ma poi ha capito che il lavoro si sarebbe trasformato in una specie di condanna a vita ai "web forzati", questo perché Incantati dalla rete ha una sua spina dorsale (vogliamo chiamarla "back bone", come si usa fare nel gergale Internet per definire la struttura centrale dei grandi computer che regolano il traffico planetario?), un back bone, allora, di tesi centrali che, però, derivano da fenomenologie oggi non più chiare di tanto. A volte, anzi, oscure.

In queste condizioni, molli e sfumate, se ci costruisci sopra un web quasi sicuramente ti ritrovi con un allevamento di pagine-trota-sguscianti che si nutrono voracemente di HTML (il software dei web). Fermare dei concetti su carta, quindi, può essere la strada migliore, almeno temporaneamente.

Formenti voleva fare, come scelta di seconda battuta, un web d'appoggio al libro, e ci comunica che l'editore non si è detto disponibile. Forse si sarebbe "introtato" pure questo, ma è difficile dirlo. Probabilmente gli faremo, a Formenti, una proposta.

Parlavamo di fenomelogie poco chiare. Non chiare all'autore? Tutt'altro: è lui stesso che afferma l'esistenza di tale intrinseca oscurità delle cose, e quando delle forme più chiare si individuano, la carica di ambiguità che posseggono è elevata. Una delle tesi centrali del libro è infatti la seguente: quasi tutte le riflessioni teoriche su Internet sono prodotte a partire da una divisione netta fra entusiasti e catastrofisti.

Divisione errata. E molto comoda, allo stesso tempo, perché l'insieme dei processi che la Rete sta mettendo in moto è un territorio largamente sconosciuto, da esplorare con molta cautela; descriverlo come un continente di voragini e vulcani in eruzione o come un paradiso terrestre, significa sbarazzarsi di un compito analitico difficile, confortati dal fatto che le dichiarazioni di "orrore" e "splendore" hanno sempre pubblici numerosi. Al centro, invece, tutte le cose che non sappiamo.

Internet è un potentissimo supporto e può veicolare tutto e il suo contrario. La danza è appena incominciata.

Segue

 

 

 

 

Carlo Formenti, Incantati dalla rete, edizioni Raffaello Cortina, Milano, 2000.

 

link consigliati dall'autore

 http://www.well.com/user/markdery/Il sito di Mark Dery (l'autore di "Velocità di fuga", pubblicato in Italia da Feltrinelli), uno dei critici più colti e attenti delle cyberculture di fine millennio. L'analisi di Dery è caratterizzata da un taglio fortemente politico e polemico bei confronti delle ideologie neoliberiste e dell'estetizzazione del rapporto uomo-macchina.

  http://www.cato.org   Home page del Cato Institute, uno degli organismi più prestigiosi della cultura ultraliberista americana. Incarna le posizioni più estreme dell'anarcocapitalismo Usa: fine del controllo statale sull'economia, fine del welfare, fine del monopolio governativo sull'emissione di moneta, ritorno al capitalismo di frontiera (con Internet al posto delle prime grandi reti ferroviarie).

 

 

Su URL, vedi "Kurt Vonnegut, Per un nuovo luddismo"