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Disegnati
sul corpo. Sulle rocce. Sulle pelli. I simboli della pittura aborigena
australiana raccontano miti e leggende. Ma soprattutto l'origine
della vita.. Il giorno in cui gli Antenati si svegliarono da un
sonno lungo secoli, uscirono dalle profondità della terra e crearono
il mondo
"Voi
credete che io sia seduta sopra una roccia, ma non è così. Io
sono seduta sul corpo di un mio antenato.
La terra, il suo corpo e il mio corpo sono la stessa cosa".
L'anziana donna aborigena pronuncia queste parole senza sorridere.
I suoi occhi grigi, intensamente sereni, sembrano ancora più chiari
su quel volto dalla pelle scura solcato da rughe profonde e antiche.
Il sole di dicembre, qui nel deserto di Ayers Rock, è cocente,
ma lei sembra non sentirlo. Difficile darle un'età e inutile chiederla
a lei, perché lei stessa non la conosce. In nessuna delle centinaia
di lingue aborigene australiane esiste una parola che significhi
"tempo". Per gli aborigeni, non esiste il passaggio dal passato
al futuro, ma il passaggio da una condizione soggettiva a un'espressione
oggettiva: per capirli, bisogna abbandonare il concetto di tempo,
e di spazio inteso come distanza, e sostituirlo con un movimento
della coscienza che va dal sogno alla realtà.
Segue
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