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L'arte del sogno
di Donata G. Giachini






n° 52 del 9 febbraio 2000









Disegnati sul corpo. Sulle rocce. Sulle pelli. I simboli della pittura aborigena australiana raccontano miti e leggende. Ma soprattutto l'origine della vita.. Il giorno in cui gli Antenati si svegliarono da un sonno lungo secoli, uscirono dalle profondità della terra e crearono il mondo

"Voi credete che io sia seduta sopra una roccia, ma non è così. Io sono seduta sul corpo di un mio antenato. La terra, il suo corpo e il mio corpo sono la stessa cosa".
L'anziana donna aborigena pronuncia queste parole senza sorridere. I suoi occhi grigi, intensamente sereni, sembrano ancora più chiari su quel volto dalla pelle scura solcato da rughe profonde e antiche. Il sole di dicembre, qui nel deserto di Ayers Rock, è cocente, ma lei sembra non sentirlo. Difficile darle un'età e inutile chiederla a lei, perché lei stessa non la conosce. In nessuna delle centinaia di lingue aborigene australiane esiste una parola che significhi "tempo". Per gli aborigeni, non esiste il passaggio dal passato al futuro, ma il passaggio da una condizione soggettiva a un'espressione oggettiva: per capirli, bisogna abbandonare il concetto di tempo, e di spazio inteso come distanza, e sostituirlo con un movimento della coscienza che va dal sogno alla realtà.

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