Lo Spirito soffia nella Rete
CULTI ORIENTALI

 

 

Dall'introduzione a
viaggio del Tempio Jomoh:
"Una foglia cade nel deserto
e produce un'ombra sul suolo
come "il positivo e il negativo" ...

Nel tempio virtuale

Restiamo nella grande famiglia buddista ma ci spostiamo in Giappone, visitando il sito del Daioh Temple, grazie al quale facciamo la conoscenza di uno stile radicalmente diverso da quello tibetano. Infatti, conformemente all'affinità elettiva che anche la cultura giapponese tradizionale sembra aver sviluppato nei confronti delle tecnologie elettroniche, qui ci troviamo di fronte al trionfo del virtuale. Dalla home page del sito è possibile partire (ma solo se siete dotati d'un plugin in grado di aprire i file in vrml 2.0) per tre immersioni in 3D: gli obiettivi sono, rispettivamente, il museo e il giardino del tempio e l'interno del Tempio Jomoh, "sezione distaccata" del Daioh Temple (che nella realtà "non virtuale" si trova a Kyoto).
Quando vi sentirete sazi di effetti speciali, potreste approfondire la storia del tempio e del suo "Arciprete", il monaco Shokyu Ishiko, la cui famiglia si tramanda questo ruolo da ben sedici generazioni.
Ma la pagina più interessante e originale è certo quella che invita alla "Preghiera Buddista per l'Informazione Perduta". Di cosa si tratta? Prima che fossero inventati i computer, ci viene spiegato, la gente affidava a penna e carta il compito di registrare i suoi ricordi. Oggi, tutta l'informazione è affidata a strumenti elettronici, ma questo significa che un'enorme quantità di documenti "viventi" vengono cancellati senza lasciar traccia, a causa di decisioni sconsiderate. Il maestro Ishiko invita a pregare per questa Informazione Perduta, nella speranza che la gente la smetta di gettare nel "vuoto" conoscenze preziose. Un'idea che piacerà a chi è convinto che la Vita Artificiale non sia meno viva" di noi.

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