Lo Spirito soffia nella Rete
EBREI

 

La musica delle sfere celesti

Le immagini del percorso che abbiamo sin qui compiuto fra i siti ebraici, evocano una devozione "bassa" e popolare, iscritta nella ritualità quotidiana,oppure ossessionata dalla memoria storica dell'Olocausto, o infine dilaniata dalla schizofrenia fra anima laica e anima integralista della cultura ebraica. Onde evitare di trarne una visione incompleta e distorta, è bene concludere il viaggio documentando le forme più elevate e complesse della religiosità ebraica, legate, in questo caso, alle speculazioni mistiche della Kabbalah. La visita a "Bnei Baruch Kabbalah" richiede una certa disponibilità di tempo (il materiale è molto), ma richiede soprattutto una certa disposizione di spirito che il sito tenta d'indurre nel navigatore con le sue celestiali melodie, perciò è consigliabile dotarsi del plugin Midi Crescendo che consente di godere di questo piacevole sottofondo. La home page ci rivela subito l'immensa ambizione della Kabbalah: insegnare agli uomini come raggiungere la perfezione, assumere il controllo della propria vita e trascendere i limiti spaziotemporali. Quindi vengono indicate le fonti alle quali si ispira l'insegnamento trasmesso, vale a dire le opere dei maestri Shimon Bar Yochai, Luria e Ashlag.
Dalla pagina che spiega perché sia necessario imparare la Kabbalah, apprendiamo che la vera fede non consiste nel brancolare nel buio, senza "vedere" né percepire l'essenza del Creatore: la vera fede non è affatto cieca, ma nasce dalla percezione diretta della luce divina, un'esperienza che crea un legame indissolubile col Creatore.

Quindi Bnei Baruch ci rivela perché è giunto per lui il tempo di agire: il diffondersi di pubblicazioni di presunti esperti che pretendono di svelare il significato della Kabbalah (mentre i non iniziati non possono capire una parola dei testi esoterici cui solo gli iniziati hanno avuto accesso per millenni) può procurare danno, quindi è giunta l'ora di trasmettere, a chi è capace di intenderlo, il vero messaggio della Kabbalah.
Ma in un'altra pagina ecco la sorpresa: Bnei Baruch non è una persona, bensì una comunità che si ispira all'insegnamento del Kabbalista Rabbi Ashlag (1882-1955) e del suo figlio maggiore Rabbi Baruch Ashlag (1906-1991). Si tratta insomma d'un gruppo di dotti che (come i matematici del gruppo francese Bourbaki) si firmano con un nome collettivo. Infine, esaurite presentazioni e premesse, ecco le lezioni online. Lezioni che, secondo gli autori, non richiedono nessuna preparazione preventiva, in quanto si propongono di trasmettere anche ai profani "una piena comprensione di tutto ciò che riguarda l'esistenza creata da Dio, e di tutti i mondi spirituali, compreso il nostro universo". Pretesa eccessiva? Non vi resta che verificare di persona.

I kabalisti Rabbi Y. Ashlag
(1882-1955) e suo figlio
Rabbi Baruch Ashlag
(1906-1991 )

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