Osservare e fotografare

 

Qual è colui ch'adocchia e s'argomenta
di vedere eclissar lo sole un poco,
che, per veder, non vedente diventa;

Paradiso, Canto XXV

 

Lo scriveva già Dante quasi 800 anni fa; detta con parole di oggi:

l'osservazione diretta del Sole può portare a danni permanenti e irreparabili agli occhi.


Un'eclissi è uno spettacolo affascinante e bello, non rovinatelo rischiando la vista.

Anche se il 99% del Sole è oscurato - cosa che succederà nel nord Italia l'11 agosto prossimo - il restante 1% di superficie illuminata è molto brillante e non può essere osservato senza adottare precauzioni.

L'intensa luce del Sole provoca una serie di complesse reazioni chimiche all'interno delle cellule dell'occhio (coni e bastoncini) danneggiando la loro capacità di rispondere agli stimoli visivi, e, in casi estremi ma tutt'altro che infrequenti, porta alla loro distruzione. Osservando il Sole a occhio nudo questi danni fotochimici possono essere accompagnati da danni termici dovuti principalmente all'intensa radiazione infrarossa (non visibile) che può letteralmente "cuocere" la retina esposta ad essa. La fotocoagulazione distrugge coni e bastoncini creando delle piccole aree cieche.
Il pericolo è aggravato dal fatto che, non esistendo recettori di dolore nella retina, il tutto avviene senza sensazioni di dolore.
Gli effetti sulla vista possono essere avvertiti anche a distanza di ore dal danno.

Allora, per godersi in sicurezza lo spettacolo, il modo migliore è procurarsi dei filtri adatti. Se ne possono trovare nei negozi di ottica che hanno anche materiale astronomico, oppure presso produttori specializzati come:
Rainbow Symphony Inc. (http://www.rainbowsymphony.com),
Eclipse99 Ltd. (http://ds.dial.pipex.com/eclipse99page/)
o PaperOptics Inc. (http://www.3dglassesonline.com)
Per pochi dollari potete ordinare online e ricevere a casa dei simpatici occhialini in cartone con i filtri adatti (normalmente vengono accettati ordini per qualche decina di pezzi, perciò riunite amici e parenti interessati).

Se non riuscite a trovarli, un ottimo sostituto sono gli occhiali da saldatore numero 14, che dovrebbero essere reperibili nei negozi di ferramenta ben forniti.

Nel tempo si sono fatte le proposte più fantasiose sugli oggetti da utilizzare quali filtri: da pellicole fotografiche totalmente esposte a floppy disk privi dell'involucro esterno o a CDRom a vetri variamente affumicati.
In verità nessuna di queste dà garanzie di alcun tipo.

A parte, forse, quella che propone il ricorso ad una pellicola fotografica totalmente "bruciata".
Se volete usare questo metodo allora:

  • assicuratevi che la pellicola sia in bianco e nero; quella a colori, anche se totalmente nera, lascia passare quasi il 50% della radiazione infrarossa, che "cuoce" la retina;
  • controllate, magari con una lente d'ingrandimento, che l'emulsione fotografica sia integra e non ci siano graffi o buchi che potrebbero lasciar passare luce solare non filtrata;
  • osservate sovrapponendo due pellicole, per aumentare il potere filtrante.

Se non si ha a disposizione alcun tipo di filtro, si può provare con un'osservazione indiretta, proiettando l'immagine del Sole.

Basta un cartoncino qualunque, posto a una certa distanza da un foglio di carta bianco o da un muro. In esso va praticato un forellino dai contorni netti, attraverso il quale viene proiettata un'immagine invertita del disco del Sole; è osservando quest'immagine, che si potranno seguire con tutta tranquillità le fasi dell'eclissi.
Fori piccoli producono immagini piccole e nette, fori più grossi immagini più grandi ma più sfocate. I risultati migliori si ottengono se la distanza fra il cartoncino e lo schermo è di 200-400 volte il diametro del foro. Per un foro di un millimetro di diametro, la distanza sarà dunque di 2-4 metri; spostando avanti e indietro il cartoncino si può trovare la distanza che dà l'immagine meglio visibile.


Poiché il metodo è sicuro per qualunque tipo di osservazione del Sole, c'è tutto il tempo per fare esperimenti (compreso quello di fare una serie di fori nello stesso cartoncino per avere immagini multiple).

Con un po’ più di pazienza ed amore per il bricolage, il metodo può essere raffinato costruendo una vero e proprio strumento, aggiungendo lenti e specchi in modo da ottenere le migliori condizioni possibili per l'osservazione.
Buone istruzioni si possono trovare sulle pagine dell'Exploratorium (http://www.exploratorium.edu/eclipse/how.html).

Se si ha la fortuna di essere in una delle località in cui l'eclissi è totale, la fase centrale, quella in cui il Sole è totalmente oscurato, è l'unica che può essere osservata a occhio nudo.
Anzi, la bellezza dell'evento è tale che l'osservazione senza schermi o filtri è caldamente consigliata.

Gli stessi discorsi valgono per chi desidera fotografare l'evento.


Anche i delicati meccanismi di una macchina fotografica possono essere rovinati irrimediabilmente dalla luce diretta del Sole e anche in questo caso un buon filtro è l'unica soluzione possibile.

Per quanto riguarda la fotografia, gli esperti consigliano una macchina a controllo manuale, con obiettivi di focale abbastanza lunga.
Tenete presente che con un obiettivo da 50 mm, l'immagine del Sole sarà di circa mezzo millimetro di diametro, con un 200 mm di circa 2 mm.
L'obiettivo ideale è un 500 mm (l'immagine ottenuta sarà di circa 4.9 mm).
Per calcolare il diametro approssimato dell'immagine risultante basta dividere la lunghezza focale dell'obiettivo per 109.
Le pellicole consigliate sono di media e bassa sensibilità: 50 o 100 ASA.
L'esposizione corretta può essere calcolata, ma il modo migliore è sempre quello di prepararsi in anticipo sperimentando sul campo con l'attrezzatura che avete a disposizione.
Usate un'apertura f/8 o f/16, scattate fotografie del Sole a mezzogiorno usando tutti i tempi possibili e segnandovi le combinazioni usate. Una volta sviluppato il rullino potrete scegliere le combinazioni che vi soddisfano di più. Queste saranno quelle che userete per tutte le fasi di oscuramento parziale: la luminosità del Sole è costante per la durata dell'eclissi.

La fase di totalità va trattata come per l'osservazione visiva: rimuovete il filtro.

Per non sbagliare fissate un'apertura e scattate una serie di foto con tutti i tempi che avete a disposizione (aggiungendo qualche posa da mezzo e un secondo) e ripetete la sequenza in senso inverso: qualche immagine "buona" la otterrete di sicuro. Con un po' di pratica ci si riesce nei due minuti, due minuti e mezzo di durata.
Ricordatevi di rimettere il filtro appena finita la fase di massimo oscuramento.

Ultima considerazione: il Sole si muove in cielo di circa 15 gradi l'ora.

Se la macchina fotografica viene orientata in modo che il Sole si muova lungo la diagonale del fotogramma, con un obiettivo da 50 mm ci vorranno circa 3 ore per coprire la distanza fra un angolo e quello opposto. Anche in questo caso, qualche giorno prima dell'evento fate delle prove per trovare il luogo migliore e l'orientazione più adatta per la fotocamera.
Va da sé che l'uso di un cavalletto è altamente raccomandato per essere sicuri di non muovere la macchina.
Un buon consiglio può essere quello di scattare foto a intervalli regolari (circa 5 minuti).

I risultati ottenuti con un po' di preparazione saranno sicuramente splendidi.

In alternativa alla foto diretta, si può riprendere quella proiettata dal cartoncino bucato. In questo caso si può usare una qualunque macchina fotografica, anche automatica, a patto di disabilitare il flash se la macchina ne è provvista.

C'è una sola cosa che può guastare lo spettacolo: il tempo.

Una giornata nuvolosa non è poi così infrequente in pieno agosto, soprattutto se si è deciso di andare a godersi lo spettacolo in una delle località poste sulla fascia di totalità.
La figura che segue, presa dal web di Frank Espenak (http://sunearth.gsfc.nasa.gov/eclipse/TSE1999/TSE1999.html), mostra la copertura media del cielo in agosto, derivata statisticamente dalle osservazioni dei satelliti meteorologici dell'ISCCP (International Satellite Cloud Climatography Project):

Carta di Fred Espenak, NASA/Goddard Space Flight Center
(cliccando sull'immagine potete averne una copia ingrandita, il file è di 165kB)
Figura di Fred Espenak, NASA/Goddard Space Flight Center (cliccando sull'immagine potete averne una copia ingrandita, il file è di 57kB)


Lungo la fascia di totalità, la probabilità di osservare l'eclissi (cielo sereno)
è mostrata nella figura a lato.

Contro il tempo c'è poco da fare, l'unica precauzione possibile è un'attenta consultazione dei bollettini meteo nei giorni immediatamente precedenti l'eclissi e, in caso di previsioni sfavorevoli, una corsa verso una località per la quale si prevedono condizioni migliori.


C'è da scommettere che verso i primi d'agosto i siti meteorologici (una buona lista si trova su Yahoo: http://www.yahoo.com/News_and_Media/Weather/) saranno presi d'assalto.

 

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