Teorie della cospirazione
Seconda puntata
Le cospirazioni al cinema

di Fabio Paracchini

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Il presidente degli Stati Uniti, alla vigilia delle elezioni, si trova coinvolto in uno scandalo sessuale che lo potrebbe rovinare. Per distrarre i media i servizi segreti assoldano un produttore di Hollywood e gli fanno allestire il più grande show della sua vita: una guerra con l’Albania, al tempo stesso assolutamente falsa e più vera del vero.

Cosa ricorda la gente della Guerra del Golfo? Una bomba che si infila in un canale di aerazione. Lascia che ti dica una cosa: io c’ero quando abbiamo girato quella scena con un modellino di trenta centimetri messo insieme con i Lego.

Stai dicendo la verità?

E chi diavolo può dirlo?

(da Wag the Dog)

Anno 1999.
O almeno così credeva l’hacker Neo, fino a che non scopre che tutto ciò in cui crede, tutta la sua vita, tutto il suo mondo è solo una costruzione elaborata da potentissimi sistemi di intelligenza artificiale. In realtà (?) siamo nel 2200 e gli uomini vivono senza saperlo dentro la Matrice, un mondo interamente virtuale progettato per asservirli a loro insaputa.

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Cos'hanno in comune due film come Wag the Dog e Matrix? Il primo è stato girato in 29 giorni con un budget di 15 milioni di dollari (assai limitato per gli standard hollywoodiani, nonostante i grandi nomi in cartellone, dal regista Barry Levinson ai protagonisti Robert De Niro e Dustin Hoffman); il secondo è una produzione costosissima, traboccante di effetti speciali e modellizzazioni elettroniche in 3D che mettono in scena una neural-interactive-simulation, mentre Wag the Dog potrebbe essere visto come una sorta di manuale per la costruzione di una media-imposed-simulation.

Si tratta delle due grandi strade della teoria del complotto al cinema.

Segue