Teorie della cospirazione
Prima puntata

 

"Se pensi di sapere cosa diavolo sta succedendo, probabilmente sei un coglione." Recita così una targhetta che campeggia sulla scrivania di Robert Anton Wilson, il coautore (insieme a Robert Shea) del classico underground The Illuminatus! Trilogy, premiato nel 1986 con il Prometheus Hall of Fame Award. Tra i suoi altri scritti vi sono anche la Schrodinger's Cat Trilogy (definita dal New Scientist come "il più scientifico di tutti i libri di fantascienza") e diversi lavori saggistici che Wilson stesso definisce di "psicologia futurista e ontologia guerrigliera", come ad esempio Prometheus Rising e The New Inquisition. R.A.W. tiene seminari in comunità New Age, ha registrato un disco comico e uno punk, ha recitato per all'Edmund Burke Theatre di Dublino nella sua commedia Wilhelm Reich in Hell, è stato redattore di Playboy e - cosa che maggiormente ci interessa - è l’autore di Blackops, l’enciclopedia della cospirazioni, di cui si può consultare una versione online all’indirizzo http://www.cruzio.com/~blackops.

La titanica enciclopedia di Wilson ci dice chi cospira che cosa, dove, quando e perché, ma lascia ancora insoddisfatta una domanda. Quando è scoppiata la conspiracymania, e perché?

Il 6 gennaio del 1997 Newsweek pubblica un articolo dedicato al sempre più massiccio diffondersi negli Stati Uniti delle teorie della cospirazione. "La paranoia della cospirazione è dappertutto. Un paranoico potrebbe anche dire che siamo accerchiati, perché queste cervellotiche teorie oggi non vengono diffuse solo attraverso le solite rivistine fatte in casa. Fomentata da Internet (...) la paranoia della cospirazione è divenuta una sorta di parareligione. I suoi adepti vanno dai semplici creduloni agli zeloti secondo i quali O. J. Simpson è stato incastrato dalla mafia giapponese e che il Principe Carlo è un burattino nella mani del Nuovo Ordine Mondiale."

John Whalen, il coautore di 50 Greatest Conspiracies, la bibbia del paranoide moderno, sostiene che "le teorie della cospirazione sono spesso spurie. Ma che siano vere, parzialmente vere o false, hanno una notevole comunicatività. Si diffondono come virus; spesso divengono delle leggende metropolitane che si spostano da una comunità all'altra e da una generazione all'altra. Le radio a microfono aperto e Internet sono tutte un risuonare di scenari cospirativi: gli elicotteri neri, le forze d'invasione dell'ONU pronte a occupare gli States, le mistifazioni del governo riguardo agli UFO... Le tecnologie usate per disseminare queste teorie (Internet, la radio, le fotocopiatrici, le videocassette) sono eccezionalmente efficienti nel far viaggiare le teorie della cospirazione attarverso la Zeitgeist, più velocemente e meglio di quanto sia mai successo in passato".

In un secondo articolo di Newsweek, questa volta pubblicato il 24 marzo del 1997, si spiega così il fenomeno della paranoia di massa da cospirazione per dare un senso a questo mondo incasinato. Una specie di fast-food pronto a fornire qualsiasi spiegazione. Le cose non vanno a rotoli da sole, ci deve essere qualcuno a farcele andare. E puntare l'indice è più facile che convivere con la complessità. (...) A rendere tutto più incerto c'è poi il fatto che anche i paranoici hanno dei veri nemici e anche le teorie della cospirazione possono a volte rivelarsi vere."

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