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AMICA
n.9 del 23 febbraio2000

Santi e profeti in nome di Sua Gattità


Naturalmente, accanto alla barbarie c'è tutta un'altra storia che ci parla dell'irta via che ha percorso l'uomo per accostarsi alla perfetta civiltà gattica. Non solo, come abbiamo visto, la pena di morte che gli egiziani infliggevano a chi uccideva i gatti. Ma anche il rito hindu ortodosso obbliga ogni fedele a tenere almeno un gatto sotto il proprio tetto e la legge di Manu precisa che "chi ha ucciso un gatto deve ritrarsi nel mezzo della foresta e dedicarsi agli animali fino a quando non sia purificato".
E Maometto si è accostato davvero alla saggezza quando si è tagliato tutta la manica del vestito, per non svegliare il gatto che dormiva acciambellato sul suo braccio. Benemerito sia anche Hywell Dda che, nel decimo secolo dopo Cristo, introdusse nei codici giuridici del Galles la seguente disposizione: l'uccisione di un gatto è punita con la prigione o con un'ingente pena pecuniaria. Se il gatto si è distinto nella lotta contro i topi, si rincara la condanna col risarcimento al proprietario danneggiato di tanto grano quanto è necessario a coprire l'animale morto appeso per l'estremità della coda in modo che tocchi appena terra con il muso.
Che grande civiltà dimostrò lo stato francese nel 1976 quando morì André Malraux, appassionato amante dei gatti; questo grande scrittore (e mediocre ministro) fu onorato nell'immensa corte del Louvre: da un lato di essa un podio con le autorità e il governo; dall'altro, in fondo, minuscolo, un gatto egiziano in una teca di vetro. E il presidente della Repubblica tenne il discorso funebre rivolgendosi all'enigmatico felino di ossidiana.
Pensando ai ragazzi, che ancora oggi nelle metropoli del 2000, continuano a bruciare i gatti con la stessa crudeltà descritta da Hogarth nelle sue incisioni, c'è da credere che la perfetta "gattità" sia ancora lontana dall'essere raggiunta. È vera la bellissima affermazione dell'antropologo Marcel Mauss: "Il gatto è l'unico animale che è riuscito ad addomesticare l'uomo". Ma quanto caro ha pagato l'incivilimento di questa fiera sanguinaria:

"e se vi dicessero che tutti i gatti di un grande paese si sono riuniti a migliaia in una piana e che dopo aver miagolato con tutta l'anima si sono gettati con furore gli uni contro gli altri, e hanno giocato insieme di denti e di artigli e che, in questa mischia, da una parte e dall'altra, sono restati sul campo da nove a diecimila gatti, non direste: 'Ecco il più abominevole sabba di cui si sia mai sentito parlare?' E se loro vi rispondessero che amano la gloria?"

Jean de La Bruyère

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