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AMICA
n.9 del 23 febbraio2000

Storia della stregoneria
(in inglese), dal 1200 al 1700

Le ricette di Halloween:
Black Cat Cupcakes, il dolce del gatto nero, per combattere gli spiriti nella notte di Halloween dal SOAR - the Searchable Online Archive of Recipes

Donne, diavoli e misteri felini

Naturalmente il gatto porta anche sfortuna (il leggendario gatto nero che traversa la strada), il suo alito è fetido e causa la morte di chi lo fa dormire accanto a sé nel letto. I suoi peli sono velenosi e nocivi. Perché, in realtà, per tutta la storia, il gatto porta con sé il diavolo, e la donna, e tutti e due insieme, anche se, come scrive Voltaire nel Dizionario filosofico parlando dei nomi delle costellazioni: "Notiamo che non ci sono gatti nei cieli, come ci sono capre, gamberi, tori, arieti, aquile, leoni, pesci, cani".
Nell'alto Medioevo, secondo la chiesa cattolica, le due dee nordiche Freia e Holda apparivano tute le notti, una su una carrozza tirata da venti gatti, l'altra seguita da un corteo di vergini a cavalcioni su gatti maschi o travestite con le loro spoglie.
Il gatto partecipa al Sabbah: il primo pare si sia tenuto nel 1090 e la strega celebra il sabba mascherata da gatto nero e le donne ballano attorno a satana con gatti appesi alle camicie.

E così, nel 1180 Walter Map, nel De nugis curialium, scrive che gli eretici aspettano, raccolti in silenzio, l'improvvisa discesa di un gatto nero mostruoso cui nelle tenebre baciano i piedi, gli organi genitali e il disotto della coda.
Tra il 1179 e il 1202 Alain de Lille nei Contra hereticos propone una curiosa etimologia per il nome "catari" della setta eretica: proviene da catus, gatto in latino, perché come gatto, Lucifero riceve i loro omaggi.
D'altronde, secondo il vangelo del diavolo, "solo gli imbecilli ignorano che tutti i gatti hanno un contratto col diavolo; nessuno può dire cosa ci guadagnino, ma è certo che il diavolo li invita a far bisboccia con lui il martedì grasso: per questo in tale giorno è così raro incontrare un solo gatto".
Voi capite perché durante tutto il giorno i gatti dormono o fingono di dormire, l'inverno presso il fuoco, l'estate al sole. È perché la notte devono vigilare in permanenza.
Non basta: tra il 1231 e il 1236, il vescovo di Parigi, Guillaume d'Auvergne, afferma che Satana, con il permesso di Dio, si mostra ai suoi fedeli sotto forma di gatto, da baciare sotto la coda, o di rospo, da baciare sulla bocca.
Il 13 giugno 1233 il papa Gregorio IX, nella bolla Vox in Roma, parla del "Gatto nero che cadde dal cielo": tutti sanno infatti che il giorno del giudizio si vedranno tutti i gatti intenti ad arrampicarsi sui muri dell'inferno.

Contro le deformazioni attuali

Una pagina di protesta - in italiano e in inglese - degli utenti del NewsGroup it.discussioni.animali.gatti contro l'allevamento dei Twisty Kats. Si tratta di gattini nati con una malformazione (zampe cortissime a causa di un osso deforme o mancante) che in America qualcuno sta cercando di selezionare e riprodurre presentandoli come "ideali per l'appartamento, dato che non saltano e non graffiano".

Ed ecco un'infallibile ricetta per rendersi invisibili. Procurarsi una pentola nuova, una pietra d'agata, un gatto nero e dell'acqua attinta da una fontana a mezzanotte precisa. Mettere l'acqua nella pentola assieme all'agata, poi metterci il gatto nero tenendo il coperchio nella mano sinistra (altrimenti la ricetta non funziona), lasciar bollire per 24 ore, mettere la carne in un piatto nuovo, gettarla dietro le spalle. Guardatevi allo specchio e non vi vedrete più.
Chi dice diavolo dice streghe e stregoneria. Così, nel 1388, un eretico piemontese è bruciato perché ha visto un gatto nero, un demonio. Nel 1427 san Bernardino da Siena scrive che le streghe presumono di trasformarsi in gatte con un unguento preparato con erbe cotte la notte di San Giovanni o dell'Ascensione. Nel 1579 è bruciata la strega "Dewell di Windsor" il cui gatto Gille è stato testimone dei suoi patti col diavolo. Nel 1586 è bruciata viva a Bergheim la strega Anna Winzelkipfel, colpevole di essersi introdotta, indossando pelli di gatto nero, nella camera di tale Jacques Potter per lanciargli il malocchio. Nel 1620 è bruciata viva a Vesoul la strega Jeanne Boille che ha confessato di essersi assicurata i favori di un potente demone che le appariva nelle spoglie di un mostruoso gatto nero. Nel 1662 confessa lo stesso crimine la strega Isabel Gowdie, ad Auldearn, nella contea di Nairn, prima di essere bruciata anch'essa.
Ancora nel 1681, il drammaturgo Regnard, di ritorno da un viaggio in Lapponia, racconta che in quella terra gli stregoni si vantano di poter trasformare in gatti neri tutte le persone malvagie. Una lunga storia di sangue. Sono gli umani, e non i diavoli, a puzzare di bruciato in questo caso.

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