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AMICA
n.9 del 23 febbraio2000

 

Gatti nel futuro

Un articolo di Francesco Grasso sulla rivista Delos per conoscere Heinlein e la sua opera

Proprio per la loro alienità, i gatti popolano i romanzi di fantascienza, ha scritto in un articolo Riccardo Mancini.
In Una porta sull'estate, uno dei suoi romanzi più noti, Robert Heinlein descrive con tenerezza il rapporto tra il protagonista e il freddoloso gatto Petronio Arbitro, detto Pete, che lo segue in tutti i viaggi nel tempo e che lo costringe, quando è brutto tempo, a verificare con lui tutte le porte-finestre della casa nella speranza che almeno una si apra su una calda giornata estiva.
Il più gattofilo tra gli scrittori di sciencefiction è Fritz Leiber nei cui romanzi di maggior successo i gatti occupano sempre una posizione centrale. Ne Il verde millennio del 1953, i Verdi gatti di Vega compaiono all'improvviso sulla terra; scambiati all'inizio per subdoli agenti del Kgb, disvelano poi la loro straordinaria capacità di pacificare gli animi e di rendere mansueti anche gangster senza cuore.
In Gatti, un racconto del 1974, Leiber racconta che i gatti sono una razza cosmica, arrivata sulla terra qualche migliaio di anni fa e conclude che hanno il pieno diritto di essere i veri padroni del pianeta.
Il tema dell'assoluta alienità dei gatti è trattato anche da Theodore Sturgeon nel racconto Fluffy. Quando l'umano chiede come mai i gatti non abbiano ancora eliminato la razza umana, la risposta del felino è gelida:

"Pensi che non ci riusciremmo? Noi siamo superiori alla razza umana nell'intelligenza, nella velocità, nella riproduzione: Ma perché dovremmo eliminarvi? Fino a quando vi comporterete come avete fatto in queste ultime migliaia di anni, nutrendoci, difendendoci e non chiedendoci niente altro che la nostra presenza al solo scopo di ammirarci, fino ad allora potrete rimanere qui."

E la più premiata scrittrice americana di fantascienza, Ursula Le Guin, ha dichiarato che spera, nella sua prossima reincarnazione, di diventare una gatta veneziana.

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