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AMICA
n.9 del 23 febbraio2000

Una vibrissa segnalibro

Nel corso degli anni sono state pubblicate varie riviste, alcune su cani e gatti (tipo Argos, Quattro zampe, Amici miei) altre specifiche (Tutto gatto, Gatti).
Per quanto riguarda i libri, nel catalogo Amazon sono disponibili la bellezza di 5.356 titoli relativi ai gatti. Invece, nel catalogo dei libri in commercio in Italia, il soggetto gatti conta 132 titoli, tra cui tre bei volumi dell'etologo Giorgio Celli.
Ma nella storia della letteratura i gatti sono stati per lo più umanizzati, come ne Il gatto con gli stivali di Charles Perrault: i fratelli Grimm e Jean de La Fontaine scrissero fiabe in cui i gatti facevano innamorare gli uomini, al punto che una splendida magia li trasformava in umani. Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e Felix Lope de Vega li esaltarono per le loro capacità quasi umane. Sul versante opposto, trapela l'aspirazione umana a diventare gatti: con il suo curioso trattato "Sul gatto: cenni fisiologici e morali" (1845), il medico lombardo Giovanni Rajberti vuole dimostrare che, "se è vero che, meta di ogni umano operare debba essere sapienza e felicità, il nostro tipo vuole essere il gatto: perché il gatto è tra tutte le bestie la più sapiente, e per necessaria conseguenza, la più felice".

In questo bel sito dedicato a Baudelaire, troverte gli originali delle poesie citate, gli indirizzi che vi diamo corrispondono rispettivamente a
Le Chat
Le Chats
a voi scoprire la terza.

Non è un caso infine se i due più grandi testi letterari che sono stati scritti sui gatti ci vengono da due autori romantici e sulfurei. Prima de "I fiori del male", nella raccolta Spleen e ideale, Charles Baudelaire dedica ben tre poesie a questo felino:

"Vedo attonito il fuoco delle sue pupille pallide, chiari fanali, opali vivi, che mi contemplano fissi".

I gatti,
"sognando prendono nobili atteggiamenti, da grandi sfingi sdraiate in fondo alle solitudini, che sembrano addormentarsi in un sogno senza fine. Le loro reni feconde sono piene di scintille magiche e dei grani d'oro, come una sabbia fine, stellano vagamente le loro pupille mistiche".

Non per nulla Baudelaire era un fervente ammiratore di Edgar Allan Poe che, in uno dei suoi racconti gotici, "The Black Cat", riscrive in chiave di perversione psicologica, dovuta all'alcolismo del protagonista, la storia della gratuita crudeltà umana verso i gatti. E della conseguente vendetta di questo felino di cui la moglie del narratore ("il cui cuore era estraneo a qualunque superstizione"), parlando della sua intelligenza, "faceva frequenti riferimenti all'antica nozione popolare che considerava tutti i gatti neri come streghe travestite".

 

Se lui diventa amico dello scrittore
di Stefano Di Michele

Dopo l'amore, i gatti sono uno degli argomenti che più scaffali occupano in libreria. Per restare alle novità, si va da "Come vivere con un gatto nevrotico", di Sthephen Baker, dove si scopre che nevrotico è il padrone, a "Che ha detto il gatto?", un "dizionario ragionato gattese-italiano" curato da Grazia Valci. C'è "Il gatto che mi rubò il cuore", di Richard e Teresa Capuzzo e ci sono i "Gatti con le ali" di Doreen Tovey.
Il libro di Colette è in vendita presso WEBazaar

Poi, dei veri classici per i gattofili. Come lo splendido "Gatti molto speciali", di Doris Lessing - con la vita bella e dolente dello spaventato Rufus o la tenera favola di Antonia White, "Mila e Cuor di Leone", e l'intramontabile
James Herriot, "Storie di gatti". Ci si può divertire con "Il gatto che andò a Parigi", di Peter Gethers, o magari con le "Meditazioni per gatti che hanno troppo da fare" di Michael Cader. O tuffarsi in un saggio di Giorgio Celli, "Il gatto di casa: etologia di un'amicizia", per poi godere degli straordinari gatti colorati disegnati da Andy Warhol.
Da Poe a Baudelaire, da Hoffman a Lewis Carrol, da Calvino alla Morante, molti grandi hanno scritto - innamorati - dell'orgoglioso felino. Un vero e proprio monumento, un autentico poema a Sua Maestà, è "Il libro dei Gatti Tuttofare" di T. S. Eliot, "è una faccenda difficile mettere il nome ai gatti".
Sempre ricordando, come diceva Colette, che "non esistono gatti comuni".

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