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AMICA
n.9 del 23 febbraio2000

Mondo Gatto
di Marco d'Eramo

Se, diecimila anni fa, ci avessero chiesto quale tra i felini avrebbe vinto la battaglia per la sopravvivenza, la tigre oppure il gatto, certamente avremmo risposto: la tigre, così grande, così forte, veloce, agile, spietata! E ci saremmo sbagliati tutti: la tigre è quasi estinta e nel mondo ne rimangono poche migliaia, se non centinaia di esemplari. Mentre la popolazione dei gatti sulla terra si conta in centinaia di milioni. Il gatto ha quindi vinto la tigre, il leone e il leopardo perché si è adattato e, da abitante delle selve, è diventato casalingo e metropolitano, e da animale predatore è riuscito a diventare parassita (o sfruttatore) dell'uomo. E l'ha vinta attraverso la selezione della specie, che ha appunto selezionato i gatti più carini, più affettuosi, più capaci di strofinarsi contro le gambe, e ha estinto i gatti più scontrosi, feroci, antipatici.
Secondo gli antichi, i primi ad addomesticare i gatti sarebbero stati gli egiziani: dice Eliano nel Trattato sugli animali (IV, 44) che l'addomesticamento era avvenuto "tramite l'adulazione dello stomaco: l'animale serba gratitudine, o meglio smette di aggredire, colui che gli agevola il nutrimento". In realtà, secondo gli archeologi, il gatto era stato addomesticato già nel sesto millennio avanti Cristo, non in Egitto, ma in Asia Minore, a Gerico.
Ma è legittima una domanda: qualcuno è mai riuscito davvero ad addomesticare i gatti?

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