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Di
piacere al volgo non mi proposi mai,
perchè quello che a lui piace io non so;
quello che io so, il volgo è ben lungi dall'approvare.
Non sono un esperto
di Giordano Bruno e l'ho scoperto piuttosto tardi, confesso: quello che
mi ha colpito innanzitutto è che è un malmostoso. Mai contento, sempre
arrabbiato, litiga con tutti e questo me l'ha reso subito simpatico. Lo
so, si è scritto che è stato un precursore della relatività: a me sembra
vero e falso.
A lungo, è stato considerato un pensatore medievale attardo, poi è venuto
un periodo in cui lo si è considerato come un precursore di Galileo e
perfino di Einstein. Vero e falso: è il solito problema posto dai precursori
e da una lettura retroattiva della storia la quale mi pare sempre piuttosto
problematica.
E' esatto che cercando in alcuni testi, e in particolare nella Cena
delle ceneri, si trovano passi dove Giordano Bruno si pone sul movimento
relativo domande che prefigurano quelle che si ritroveranno decenni dopo
in Galileo. Ma non hanno affatto lo stesso significato. Bruno, contrariamente
a Galileo, non è un fisico: è un metafisico, o un cosmologo se vogliamo.
E perfino quando certe sue idee sono poi riprese o amplificate da Galileo,
sarebbe un abuso trasformarlo in un fisico ante literam o in un annunciatore
della meccanica.
Eppure
sono idee familiari per la fisica odierna: universo infinito, mondi multipli,
vita cosmica.
Proprio così, ed è qui il grande paradosso di Giordano Bruno. E' un precursore
non tanto dei suoi immediati successori come Galileo quanto della modernità.
Per certi versi, è più moderno di Galileo, prima di tutto sull'argomento
del cosmo infinito, un punto sul quale Galileo rimane invece molto cauto.
Poi sulla pluralità dei mondi e sulla vita generalizzata, cosmica, che
riempirebbe l'intero universo. La sua visione del mondo - è preferibile
chiamarla così piuttosto che "teoria fisica" - è del tutto moderna.
Si
capisce facilmente che un fisico teorico si interessi a Galileo, stupisce
di più che legga Giordano Bruno.
Deve essere per il fatto che non sono unicamente un fisico! Se fossi unicamente
un fisico, non potrei fare a meno di interessarmi a Galileo - con vera
passione - e mi basterebbe. E' difficilissimo leggere Bruno, da fisico,
mentre quando leggo Galileo mi sento "fra colleghi", lo riconosco: scrive
"come uno di noi". Con Bruno la distanza è grande. Ovviamente, non pretendo
di capire tutto - ci vorrebbero riferimenti culturali e una conoscenza
del contesto storico ben più vasta della mia.
Quindi l'interesse e addirittura il fascino - piuttosto recente, lo ripeto
- che G. Bruno esercita su di me, vengono appunto dalla sua esteriorità
rispetto alla scienza propriamente detta, dal paradosso di cui parlavo
prima e che riformulerei così: nonostante non fosse ancora uno scienziato,
né un fisico, e avesse ereditato modi di pensare arcaici, medievali, legati
a concezioni ermetiche, e forse per queste stesse ragioni, Bruno ci appare
estremamente moderno. Ci dimostra che non possiamo avere una visione lineare
della storia ed è questo ad appassionarmi. Elementi che
in un periodo dato possono essere giudicati arcaici e superati diventano
di converso quelli che si rivelano più moderni e anticipatori.
Scusi
se ci impicciamo dei fatti suoi, ma cosa fa il 17 febbraio?
Sarò a Campo dei Fiori, a Roma.
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