Krystian Woznicki - Azuma Hiroki
Giappone anni 90: Il cinema di Anno Hideaki

KW
A proposito del mercato Dojinshi, era importante il fatto che i personaggi originali fossero molto semplici? I personaggi di Miyazaki erano difficili da copiare?

AH
Non dovresti sottovalutare l’abilità degli sceneggiatori del Dojinshi. Molti professionisti dei manga vengono da lì. I produttori e gli editori seguono le tendenze del mercato Dojinshi, e cercano lì i giovani talenti. Un mio amico scrive per una rivista erotica del mercato Dojinshi, e questa vende più di 3000 copie.

KW
Dove si comprano i fumetti Dojinshi?

AH
C’è un mercato vero e proprio. E anche una grande fiera che si tiene due volte l’anno. Nel 1996 si è tenuta ad agosto e a dicembre ad Ariake. E poi naturalmente si possono comprare nelle librerie underground.

KW
Hanno un vero e proprio canale di distribuzione, quindi.

AH
Sì, negozi eccetera.

KW
Chi li produce?

AH
Niente produttori. Sono autoprodotti. Ho un amico che ci campa, su questi lavori. Si paga la stampa, decide quante copie stampare e le vende.

KW
È illegale?

AH
No. Tra l’altro ci sono molti fumetti Dojinshi che fanno la parodia di Evangelion. La Gainax è d’accordo: gli autori pagano alla casa di produzione una piccola somma per i diritti. È un mercato che si sta espandendo in maniera incredibile.

KW
Qual è il rapporto tra il mercato Dojinshi e la produzione anime regolare?

AH
Con un volumetto da 40 pagine un artista Dojinshi può fare anche 3 milioni di yen. È stupefacente. Ci sono artisti che rifiutano di diventare "professionisti".

KW
È stato anche il caso di una nuova scrittrice come Shinohara Hajime?

AH
Il suo è un caso del tutto particolare. Ha venduto 30 o 40000 copie dei suoi albi. Ma in generale sono molto pessimista sul futuro di scrittori come lei e sulla situazione letteraria in Giappone. I lettori sono così pochi… Genichiro Takahashi, un noto scrittore, ha detto che negli anni Ottanta la letteratura giapponese ha smesso di produrre lavori che potessero essere definiti nuovi, innovativi o anche soltanto sintomatici di quel periodo. È per questo che Evangelion mi ha preso di sorpresa: quell’idea degli angeli, un personaggio come Rei…

KW
Qual è secondo te la caratteristica peculiare del personaggio di Rei?

AH
Fino a Evangelion c’erano solo due tipi di personaggi oppressi e chiusi in sé stessi: in primo luogo le cosiddette Ko-girl ("ko" in giapponese significa bambina). Ci sono moltissime liceali giapponesi che si danno alla prostituzione. Le loro famiglie non sono affatto povere, non hanno problemi sociali di sorta, ma… guadagnano un sacco di soldi prostituendosi, e spendono tutto in vestiti e cosmetici.

KW
Rei potrebbe essere un personaggio di un romanzo di Murakami?

AH
Non credo che Murakami potrebbe creare un personaggio del genere.

KW
Almost Transaprent Blue, di Murakami, ha tutta una serie di personaggi negativi e autodistruttivi…

AH
Descrive una situazione negativa, ma i suoi personaggi sono attorniati da oggetti di lusso, denaro, droghe, prodotti culturali alla moda. Rei non ha alcun rapporto con questo materialismo. La sua solitudine è basata sulla materia pura, come i muri di cemento della sua stanza, o il pavimento sporco. Non ha altri vestiti che la divisa del liceo. Per riprendere quello che si diceva prima sulla solitudine della gioventù giapponese, oltre alle Ko-girl ci sono gli otaku. La Ko-girl fa in un certo modo parte della società ed è attorniata da prodotti commerciali. Anche gli otaku lo sono, ma non si autoescludono dalla vita sociale. Dipendono entrambi dai media: le Ko-girls non battono il marciapiede, usano il telefono per farsi trovare dai clienti, e gli otaku riempiono le loro stanze di programmi elettronici, video, riviste, oggetti che li separano dalla realtà. Credo che in Giappone queste due figure siano i due poli dell’edonismo degli anni Ottanta. Rei rappresenta una nuovo tipo di solitudine, materialista e non commerciale.

KW
C’è un qualche parallelo con il Pinocchio di Fukui?

AH
Mah… tu cosa dici?

KW
Il personaggio principale è un antisociale, ed è escluso dal consumismo. Se ne va in giro in un ambiente che ricorda un po’ le rovine dopo la Seconda guerra mondiale. Anche Rei sembra vivere nel mezzo di una guerra (civile). A differenza degli altri personaggi, lei sta in un edificio in rovina, in una zona periferica. Non c’è nessuna targhetta sulla porta.

AH
È vero che l’appartamento di Pinocchio assomiglia molto a quello di Rei. Ma c’è un altro elemento di vicinanza: l’immagine di un ragazzino senza genitori, in una situazione di dopoguerra, senza relazioni sociali, senza più una patria. E poi l’immagine del dormitorio. Hai mai visto i dormitori di un ospedale o di un’università giapponese? Ci sono macchine molto costose, ma mai nessun ornamento. È tutto molto sporco e mal illuminato. Le porte non hanno serratura.

KW
In effetti la stanza di Rei sembra quella di un ospedale. Forse perché lei porta una benda e ha sempre il corpo e i vestiti sporchi di sangue.

AH
Nel suo appartamento si intersecano due immagini, quella del rifugio e quella del dormitorio, ed entrambe ricordano il Satiyam, il nascondiglio di Aum. Il fatto è che nel cinema di Anno tutte le immagini hanno una motivazione, ed Evangelion non può essere compreso senza tenere conto degli eventi di cronaca che sono avvenuti in Giappone durante la sua realizzazione.

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