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L'Associazione
a difesa Anime & Manga
Adam è un'Associazione
che si batte per la diffusione dell'animazione giapponese e contro
ogni forma di censura. L'Associazione è presente in Italia e Spagna,
e raccoglie centinaia di soci. Interessante la sezione
Documenti, che presenta una rassegna stampa degli ultimi tre
anni e risorse anticensura. In preparazione una pagina sull'animazione
giapponese non ancora giunta in Italia. Tra le altre attività dell'Associazione
un corso di lingua giapponese on line.
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KW
Qual è il rapporto tra Evangelion e film d’animazione come Akira,
che alla fine si riducono a pura imagérie, alla pura componente visiva?
AH
Anno non è mai stato molto chiaro al riguardo. Film di animazione come
quelli diretti da Otomo (Akira) e Oshii (Ghost in the Shell)
stanno diventando sempre più ossessivamente pittorici e descrittivi, sembrano
voler concentrare in un’inquadratura il maggior numero possibile di dettagli.
Lo stile di Anno è completamente diverso.
KW
In Anno c’è una notevole tendenza minimalista. L’aspetto visivo è essenziale
ed elegante.
AH
Anziché moltiplicare il numero di informazioni presenti in un’inquadratura,
Anno ottiene lo stesso effetto accelerando il ritmo e la velocità del
montaggio.
KW
A volte si vede un’immagine statica anche per qualcosa come 90 secondi.
Ci sono dei movimenti minimi sull’asse verticale e orizzontale, all'interno
di quest’immagine fondamentalmente immobile, tipo il movimento di scale
mobili sulle quali dei personaggi stanno avendo una conversazione. È una
forma visiva che ricorda gli esordi di questo genere, quando una larga
parte della storia era raccontata verbalmente.
AH
Le immagini statiche seguite da una raffica di inquadrature montate con
un ritmo forsennato sono una caratteristica della produzione di Anno,
che considera lo stile di Otomo e Oshii limitato da fattori essenzialmente
tecnici. Gli animatori che lavorano per la tv lo fanno sempre in condizioni
difficili. Mancano sempre o il tempo o il personale necessario. Anche
questo potrebbe aver influito sulla decisione di Anno di assumere uno
stile essenziale. Il tipo di animazione che Otomo e Oshii cercavano non
poteva rivaleggiare con l’immagine dal vivo dei film di ripresa. Seguendo
quella direzione, l’anime non può sviluppare il suo potenziale originario.
KW
D’altro canto sembra proprio che l’anime stia cercando di avvicinarsi
sempre più alla ripresa dal vivo, di imitare la rappresentazione fotografica.
Pensa a Magnetic Rose, l’episodio di Morimoto in Memories di Otomo,
che ricorda terribilmente l’ultima parte di 2001 di Kubrick: la
fantascienza ipertecnologica incontra il barocco e il rococò. In Magnetic
Rose viene rivisitato questo incontro. I personaggi (tutti con fisionomie
occidentali) e l’ambiente sono ritratti in modo molto realistico. E accanto
a questo ci sono cose che non potrebbero esserci nella realtà: personaggi
bizzarri, immagini di mezzi spaziali…
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Le
Brigate Takahashi
E' un club con centinaia di iscritti, che
ha realizzato questo sito su Anime e Manga realizzate dall'autrice
Takahashi. Pagine su pagine dedicate a Lamù e Ranma, informazioni
sulle programmazioni televisive, FAQ sui personaggi, file in Mp3
delle colonne sonore, riassunti degli episodi, filmografia e molto
altro ancora. Le Brigate sono nate da una scissione della usenet
it.arti.cartoni, e tra le loro attività segnalano una newsgroup,
una mailing list, e le molte pagine web. Per capire meglio il mondo
delle brigate leggete la pagina
delle FAQ realizzate dalla mailing list.
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AH
Ma nemmeno questo può essere il potenziale dell’anime. Pensa ai tentativi
recenti di Hollywood di introdurre la compuer graphic nei processi cinematografici…
KW
È un parallelo interessante…
AH
Il parallelo tra Hollywood e gli anime e i manga giapponesi è davvero
interessante, e si potrebbero citare un sacco di casi… è noto per esempio
che James Cameron quando realizzò Terminator II era fortemente influenzato
dal manga Kiseijyu. E nemmeno quello era il potenziale dell’anime. Secondo
me è stato Anno a svelare questo potenziale, utilizzando personaggi estremamente
stereotipati come Shinji, Asuka, Misato e accanto a questi altri decisamente
originali come Rei. È riuscito a descrivere gli anni Novanta attraverso
questi personaggi stereotipati senza tratti caratteristici, senza elementi
di individualità. Quando ho visto Evangelion sono rimasto molto
sorpreso perché… conosci i lavori di Murakami Ryu?
KW
Sì… ad Anno piace Murakami?
AH
Gli piace molto Ai to gensso no fashism (Il fascismo dell’amore
e della fantasia).
KW
In effetti i compagni di scuola di Shinji hanno gli stessi nomi del romanzo
di Murakami.
AH
Però ad Anno piace in particolare il personaggio di Zero. Forse Rei è
Zero, e infatti in giapponese la parola "rei" significa proprio "zero".
Ma quello che volevo dire è che Murakami ha pubblicato un nuovo romanzo
che si intitola Virus. È un romanzo molto interessante, ma il punto
della questione è che il virus di cui parla il titolo è prodotto dal nemico,
un nemico astratto e materiale al tempo stesso. Questo binomio astrazione/materialità
è tipico di Murakami e di quasi tutti gli scrittori giapponesi contemporanei.
Anche gli angeli di Anno hanno questa doppia caratteristica. In alcuni
episodi prendono proprio la forma di virus. Evangelion descrive il concetto
di nemico nel Giappone degli anni Novanta.
Pensa ancora alle corrispondenze con il caso Aum. Negli anni Novanta i
giapponesi si sono resi conto che le cose continuavano a peggiorare, sia
da un punto di vista economico che sociale… Molti hanno iniziato a essere
pessimisti sulla situazione giapponese, ma non riescono a identificare
il nemico. È questa condizione che viene descritta alla perfezione in
Evangelion.
KV
Ci
sono moltissimi misteri in questo anime. La mia impressione è che Anno
abbia costruito la storia accumulando una grande quantità di dettagli
e sottotrame per confondere gli spettatori abituali di anime.
AH
Credo che Anno abbia iniziato Evangelion con l’intenzione di sciogliere
tutti i nodi della trama, e abbia poi cambiato idea a metà dell’opera.
Ha deciso di non risolvere i misteri, ma piuttosto di moltiplicarli, e
questo è un altro modo di attaccare le abitudini consolidate del suo pubblico.
Tutto questo potrebbe sembrare estremamente intellettualistico, ma bisogno
ricordare che la formazione intellettuale di Anno non coincide con i movimenti
intellettuali degli anni Ottanta, come ad esempio il New Aka.
KW
Hai visto Nadia?
AH
Sì, ma non credo sia molto interessante. Per parlare dei primi lavori
di Anno… Negli anni Ottanta, quando aveva 25, 26 anni, insieme a un suo
amico realizzò Honneamise, il primo film della Gainax (la casa
di produzione di Anno), che però non diresse lui. I fan dell’anime ne
furono molto infastiditi, perché non c’era nessuna bella ragazza. Il secondo
film della Gainax, il primo diretto da Anno, era un classico video anime
intitolato Top o Nerae. Era fatto per gli otaku, pieno di stereotipi
che loro apprezzarono molto. Per Anno fu molto ironico realizzare quell’anime.
Il suo secondo lavoro, Nadia appunto, fu commissionato dai produttori
televisivi della NHK. E fu uno scandalo. Volevano che la Gainax facesse
la versione televisiva di Raketa. Nel 1984 Miyazaki Hayao realizzò Laputa
che era una commedia d’azione.
Anime
e Manga all'Università
Precisamente al Politecnico
di Torino: dalle pagine del sito degli studenti si passa alla
sezione di Immagini e musica, con sigle dei cartoni, immagini dei
personaggi, sigle di vecchi telefilm, un archivio dei filmati, colonne
sonore complete di anime, un sito dedicato a Slayers. Il sito è
molto trafficato, e per accedere ad alcune sezioni la procedura
è abbastanza complessa: bisogna procurarsi un biglietto di prenotazione.
Per facilitare lo scaricamento dei file esiste anche un servizio
di FTP. Dalla pagina principale del sito si può accedere anche alla
mailing list per imparare il giapponese, a dimostrazione che la
passione per Manga e Anime può portare anche a un avvicinamento
alla cultura di quel paese, a partire dalla lingua.
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KW
Qual era il protagonista?
AH
Erano due ragazzini, un maschio di 12 anni e una femmina di 13. Era ambientato
in un universo fantascientifico molto fantasioso, basato sui Viaggi
di Gulliver. Nel quarto capitolo Gulliver descrive un paese che si
muove in cielo grazie all’uso di poteri mistici e tecnologici. Nel film
di Miyazaki questo elemento era centrale. Nadia avrebbe dovuto esserne
la versione televisiva, e avrebbe dovuto rispecchiare lo stile di Miyazaki.
Naturalmente l’idea ad Anno non andava a genio. Voleva fare un lavoro
originale, ma non fu possibile con i limiti che gli erano stati imposti.
Per esempio non potevano esserci scene troppo violente. Dopo quel lavoro
decise di fare un film indipendente con la Gainax.
Segue
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