Manga e Anime,
dal Giappone all'Italia


Mentre i canali televisivi trasmettono costantemente cartoni animati giapponesi, seguiti con grande interesse da bambini e adolescenti, anche in Italia la presenza di otaku comincia a diventare visibile. Ai raduni giovanili si presentano vestiti come i loro beniamini, divorano i fumetti d'importazione scritti al contrario, creano siti Internet spesso appoggiandosi ai server dell'università, fondano club.

Sin dalla prima diffusione di anime in Italia, la critica ufficiale si è divisa tra coloro che ne condannavano l'ideologia e i contenuti, troppo violenti o ammiccanti all'erotismo, e quelli che vedevano i protagonisti come difensori delle libertà. La diffusione televisiva di anime supportava poi un ricco mercato di personaggi, mostri, robot, destinati ai giochi dei più piccoli.

Come spesso avviene, il nuovo fenomeno era analizzato come omogeneo, senza entrare nello specifico di una produzione molto differenziata, dal punto di vista del pubblico, della grafica, dei contenuti. La distanza culturale tra il nostro mondo e il Giappone non favorisce poi la comprensione di questo fenomeno, senza contare che gli anni che separano la distribuzione di una serie in Giappone dall'arrivo sui nostri teleschermi altera anche la percezione dell'evoluzione che pure c'è stata nella produzione di anime in quel paese.

Interessante ci sembra dunque riproporre in collaborazione con Trax una lunga conversazione tra Krystian Woznicki, critico polacco che vive a Tokyo e Azume Hiroki, giovane ricercatore universitario giapponese.
Partendo dall'opera di Anno Hideaki, regista di animazione autore di Evangelion, nella conversazione troviamo il contesto in cui si è sviluppata la produzione di Anime e Manga, il riferimento a fatti di cronaca giapponese che hanno influenzato i processi creativi, accenni a diversi autori, a generi e scuole.

Un percorso di siti, molti dei quali in lingua italiana, consente poi di approfondire l'argomento in rete.

Un piccolo glossario aiuta infine a destreggiarsi tra i termini, per molti lettori italiani del tutto inconsueti.

vai alle pagine relative ai cartoon giapponesi

 

GLOSSARIO

ANIME
cinema di animazione giapponese, dal termine animator.

MANGA
produzione editoriale di fumetti, con personaggi spesso poi ripresi nel cinema di animazione.

MECHAS
robot, protagonisti delle vicende narrate in album e cartoni.

PRETTY GIRLS
sono le protagoniste femminili, spesso ragazze dotate di poteri soprannaturali o ragazze guerriere.

OTAKU
sono i fan più accaniti di Anime e Manga, ormai milioni in Giappone e nel resto del mondo.

DOJINSHI
è un mercato non ufficiale di Manga, che sceglie una distribuzione alternativa alle edicole. Sono album autoprodotti e distribuiti in proprio, ma con tirature - e guadagni - notevoli. I personaggi spesso sono ispirati a protagonisti di Manga ufficiali. Grandi fiere annuali consentono poi lo scambio tra il pubblico e i creatori di fumetti, e sono momenti di commercializzazione degli albi.

SHUNGA MANGA
fumetti per adulti, ad alto contenuto erotico.

OAV
Original Animation Videos, produzione di Anime su videocassetta, destinate a un pubblico di adulti o di appassionati.


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