Suoni a rischio, da Palermo a Milano
di Luigi 0nori

tratto da Ultrasuoni, "Alias" n. 11, 5/9/98 - Il Manifesto

 
L’A Bao A Qu è l’animale fantastico descritto da Borges nel suo Manuale di Zoologia fantastica. Il comportamento di questo essere è determinato dal grado di purezza del visitatore e l’A Bao A Qu può raggiungere la perfezione o restare inanimato.
A partire dal 1996, è diventato il simbolo di un movimento di musicisti jazz italiani dediti all’improvvisazione.
Al suo interno si alternano due generazioni di artisti: la prima legata a maestri come Mario Schiano, la seconda proveniente da rock, new age o centri sociali.
Ecco una mappa dettagliata delle città, dei musicisti e delle riviste che stanno al cuore delle pratiche improvvisative più radicali. Da Gianni Gebbia a Mauro Orselli e Eugenio Sanna. Da Palermo a Milano.
L'animale borgesiano rappresenta la summa di una serie di esperienze che coinvolgono gruppi di musicisti, città, etichette.
Partendo da Sud, la situazione è particolarmente ricca per la musica improvvisata in Sicilia. Il sassofonista Gianni Gebbia costituisce un autentico ponte tra l'isola (e Palermo, in particolare) e le più avanzate proposte europee ed americane.





Gianni Gebbia
foto Mauro d'Agati, dal sito Gianni Gebbia Body Limits & Terra Arsa


A Siracusa opera da tempo, in un'appartata grandezza, il polistrumentista e compositore Stefano Maltese che ha formato vari artisti, dal trombonista Sebi Tramontana al trombettista Roy Paci al percussionista Antonio Moncada. A Ragusa il pianista Giorgio Occhipinti (membro di un paritetico trio con Giuseppe Guarrella e Francesco Branciamore) ha dato vita dal 1993 al Festival Ibleo del Jazz, crocevia di improvvisatori, documentato da un bel cd dell'etichetta inglese Leo records (The Kaos Legend). Provengono da Agrigento il polistrumentista Filippo Portera e il contrabbassista Sandro Sciarratta, attivi sin 'dal '90 (epoca di Pastime In Blue, album del loro N.ex-t. Septet).




Giorgio Occhipinti al Festival Ibleo del Jazz, 1994
foto Cosmo Laera, dal sito Giorgio Occhipinti Hereo Nonetto


In Puglia la situazione è effervescente: l'Europa Jazz Festival di Noci (diretto da Vittorino Curci) quest'anno non ha avuto luogo ma la partita non è affatto chiusa; a Ruvo di Puglia si è già allestita - grazie a Pino Minafra - l'edizione '98 del Talos Festival che continua ad incrociare i destini e i progetti di musicisti italiani ed europei cui piace il rischio sonoro. Interessanti anche le molteplici iniziative della Mia (Musicisti Italiani Associati) che a luglio/ agosto ha allestito la IV rassegna itinerante Jazz & altro e la manifestazione Pietre che cantano; tra i musicisti più attivi Felice Mezzina e Nicola Pisani, mentre nei conservatori di Monopoli e Bari insegnano due movimentisti: il pianista Gianni Lenoci e il sassofonista Roberto Ottaviano.


Cervello a Sonagli aderisce
al Circ'a,
circuito per le musiche "eterodosse"
A Roma la scena radicale ruota attorno a Controindicazioni e al Cervello a sonagli. La rassegna ideata da Mario Schiano è stata - ed è - banco di prova per giovani e meno giovani musicisti come il percussionista Mauro Orselli, il cornista/tenorista Pasquale Innarella, i fratelli Elio e Maurizio Martusciello, il trombonista Toto Pilato, il trombettista Giovanni Di Cosimo e via elencando, musicisti che, a loro volta, fungono da poli di aggregazione. Il propulsivo Cervello a sonagli (con Fabrizio Spera e Luca Venitucci, tra gli, altri) lavora sul fronte dei gruppi (Ossatura) e dell'organizzazione di concerti (Hans Reichel/Rudiger Carl il più recente) e rassegne, in collaborazione con il Goethe Institut e la scena radicale tedesca. Importante anche il ruolo svolto dalla trasmissione radiofonica Audiobox e dai curatori Pinotto Fava e Pino Saulo nell'incoraggiare e documentare sperimentazioni sonore varie; attivi anche alcuni centri sociali.
In Toscana le aree più vivaci sono Pisa (tra l'altro con la rassegna estiva Strada facendo) e Firenze. Nella prima città agiscono musicisti ed operatori come il chitarrista Eugenio Sanna e il critico Francesco Martinelli, ideatore di una tre-giorni dedicata all'Italian Instabile Orchestra. Nel capoluogo è attivo (dal 1987) il Gezz Zero Group del sassofonista Carlo Gatteschi che ha catalizzato una vasta area di musicisti trasversali quali Alberto Capelli, Filippo Papucci, Fabio Provazza, Riccardo Onori, Elio Nencioni, Alessandro Gimignani, Mirko Sabatini, Nicola Vernuccio. Il prossimo cd del gruppo comprenderà incisioni con il violoncellista olandese Tristan Honsinger.


Il sito della Italian Instabile Orchestra
si trova in Italian Jazz Music


A Bologna l'associazione Bassesfere - lodevole anche per lo sforzo organizzativo e teorico - comprende vari gruppi: Vakki Plakkula, Francesco Cusa's 66six, Cubo Terzo, Cristina Zavalloni's Open Quartet, Specchio Ensemble, Jorge, Domenico Caliri' Agù, Atman, Gli Impossibili, Guglielmo Pagnozzi/Luigi Mosso duo. Un concentrato di pratiche/poetiche di estremo interesse, vivacità ed apertura.

A Nord, Torino e la zona friulana (con sconfinamenti in Slovenia) concentrano il maggior numero di iniziative. La città sabauda è da decenni la sede della C.M.C. (Cooperativa Musica Creativa, 1977) che - soprattutto come etichetta - fa da punto di coagulo tra musicisti di diverse generazioni.
Ai membri storici (quelli dell'Art Studio, nato nel 1974) come il polistrumentista Carlo Actis Dato, il chitarrista Claudio Lodati, il contrabbassista Enrico Fazio e il batterista Fiorenzo Sordini si sono via via aggiunti, fra tanti, la vocalist Ellen Christi, i sassofonisti Piero Ponzo, Sandro Cerino e Massimo Rossi, i chitarristi Maurizio Brunod ed Enzo Rocco, il trombettista Alberto Mandarini, il gruppo Odwalla. La C.M.C. organizza ancora rassegne mentre l'Art Studio - sciolto da tempo - ha riunito in due cd tutta la sua produzione (1994).L'etichetta ha spesso documentato musicisti affini (affermati o emergenti) provenienti da diverse aree, in particolare da quella friulana. Qui opera una schiera di talenti che appare originale nel linguaggio e determinata nelle scelte: il sassofonista Bruno Romani, il flautista Massimo De Mattia, i pianisti Claudio Codaniz, Giorgio Pacorig e Glauco Venier, il contrabbassista Giovanni Maier, il batterista U.T. Gandhi. E' una zona dove si è reinserito - dopo 14 anni di vita musicale in Olanda - il clarinettista/sassofonista Daniele D'Agaro, musicista di grande talento che ha collaborato con Harry Miller, Sean Bergin, Tristan Honsinger ed Ernst Glerum.

Nell'area milanese operano l'eccellente pianista/poeta Umberto Petrin, lo stabile trio composto da Massimo Falascone, Giancarlo Locatelli e Filippo Monico nonché il pianista Beppe Grifeo e il flautista Emilio Galante (allievi di Tony Rusconi). Locatelli, Monico e il sopranista Alessandro Bosetti - insieme a Fabio Martini e altri musicisti di Milano e dintorni - hanno fondato nel 1997 l'associazione Takla Improvising Group; una mezione anche per il festival di Clusone (Bergamo). Da ricordare, infìne, il contrabbassista umbro Daniele Patumi, membro, fra l'altro, del gruppo Pago Libre.

Questa mappa sarà, senz'altro, incompleta: non se ne dolgano e non me ne vogliano gli esclusi.

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