In un campo di granturco
a cura di Elena Rossi


 
Non fanno solo "vorticare le alfabetiche", ma tutto un sistema di segni di comunicazione, questi ragazzi di Melgùn che hanno prodotto il Cd che vi presentiamo. Usano un linguaggio trasversale che passa tra parole e suoni, mischiando citazioni letterarie, assonanze, calamboures, espressioni dialettali e onomatopee.
La voce di Antonello Cassinotti - Lello - galleggia sulle note di sottofondo o si mimetizza con loro; a volte il dialogo è affidato solo agli strumenti - una vera orchestra, in cui prevalgono gli ottoni - che sembrano parlare, ridere o lamentarsi come solo gli strumenti fatati sanno fare.
Che cosa raccontano? Storie, si direbbe, o meglio, fiabe, perché delle fiabe hanno la capacità di evocare mondi suggestivi, di viaggiare tra le stelle o in fondo all’oceano.
Il loro melgùn, il campo di granturco dove si sono persi a suonare una notte trovando così il loro nome, è forse il mitico campo di segale già rivisitato da Salinger e Guccini1. Solo lì, infatti, si possono raccogliere tradizioni e leggende popolari e trasformarle in modo che ricadano piene di nuovi significati nella realtà.
Anche le immagini che accompagnano il libretto dei testi hanno la loro importanza, piene di luce e di magia, per la penna di Antonio Catalano; autore della maggior parte dei testi e delle musiche è Alessandro Bosetti, sax soprano della compagnia.
Gli altri musicisti sono: Giancarlo Locatelli, clarinetto e clarinetto basso; Achille Succi, sax alto, clarinetto e clarinetto basso; Adele Madau, violino; Marianna Finarelli, violoncello; Tito Mangialajo Rantzer, contrabbasso; Filippo Monico, percussioni. Il Cd è prodotto dalla Erosha.

Abili come sono a muoversi sia sul territorio che tra i diversi linguaggi, li abbiamo invitati a fare un giro su Internet, cominciando da un’intervista con Alessandro Bosetti e Lello Cassinotti.

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Nota

1 Riferimento a una ballata popolare americana, da cui il titolo del romanzo di Salinger, Catcher in the Rye (Il giovane Holden). Vi si parla di un campo di segale in cui stanno i bambini prima di nascere e il Catcher li afferra al volo perché non cadano sulla terra. Guccini si ispira alla stessa storia nella canzone "La Collina", dal LP L’isola non trovata.