Cent'anni di paura: 1889-1999
In memoria di Alfred Joseph Hitchcock

 

Hitchcock scrittore

Se tutti conoscono Hitchcock regista, pochi sanno che il maestro del brivido ebbe anche dei trascorsi di scrittore. Dal numero 0 della rivista TRAX ecco un suo racconto del 1919, Gas, gentilmente concesso dall'editore italiano di Hitchcock secondo Hitchcock, Baldini & Castoldi:

"Non era mai stata in quella zona di Parigi prima di allora, ne aveva soltanto letto nei romanzi di Duvain e l'aveva vista al teatro del Grand Guignol. Così era questa Montmartre? Quell'orrore in cui il pericolo stava in agguato al riparo della notte, dove anime innocenti perivano senza preavviso, dove un orribile destino attendeva l'incauto, dove l'Apache prosperava. Si muoveva con cautela all'ombra dell'alto muro, guardandosi furtivamente alle spalle per scorgere la minaccia nascosta che poteva seguire i suoi passi. All'improvviso si precipitò in un vicolo, senza curarsi di dove portasse… muovendosi a tentoni nell'oscurità d'inchiostro con un unico pensiero fisso nella sua mente: sfuggire all'inseguitore… Andò avanti… Oh! Quando sarebbe finito? Finalmente un ingresso dal quale una lama di luce si offrì alla sua visione… Lì dentro… dovunque porti, pensò. La porta si trovava in cima a una rampa di scale… scale scricchiolanti per l'età, mentre tentava di discenderle… Poi udì risuonare una risata da ubriaco ed ebbe un brivido - di sicuro quello era… No, non quello. Tutto, ma non quello! Raggiunse il fondo delle scale e vide un bar che odorava di malsano, con resti di quelli che furono uomini e donne che partecipavano a un'orgia sfrenata… Poi la videro, una visione di purezza piena di terrore… Meglio essere preda del suo inseguitore, fu il suo unico pensiero fuggevole, mentre la trascinavano per la stanza. I mostri non persero tempo nello stabilire il suo destino. Si sarebbero divisi le sue cose… e lei… Non era questo il cuore di Montmartre? Lei sarebbe stata un premio per i topi. La legarono e la portarono lungo il passaggio scuro, sopra una rampa di scale che dava sul fiume. I ratti di fiume avrebbero festeggiato, dissero. Poi… dondolando il suo corpo avanti e indietro, la gettarono nelle acque scure e turbinose. Scendeva, continuava a scendere, giù. Provava soltanto una sensazione di soffocamento, questa era la morte… poi… "Ho finito, signora", disse il dentista. "Mi deve mezza corona, grazie."


Psycho 1999

Nel corso del 1999, il più grande omaggio reso ad Alfred Hitchcock è stato il remake di Psycho firmato da Gus Van Sant. Si è trattato di un caso unico nella storia del cinema, la prima volta che un regista si impegnasse nel rifacimento filologico, quasi inquadratura per inquadratura, di un classico del cinema. I risultati hanno suscitato discussioni molto accese (cosa non nuova per un autore a cavallo tra Hollywood e cinema indipendente come Gus Van Sant), e per chi non si fosse ancora formato un'opinione può essere utile una visita al sito ufficiale, dove - insieme a molte altre cose - si trova un interessante "dietro le quinte", con filmati, interviste e testi che ripercorrono le cinque W (where, when, who, what, why) della storia di questo film.
Da questo sito (molto ben progettato) potrete anche scaricare degli screensaver oppure esplorare (se avete i nervi saldi) la mente sconvolta del protagonista Norman Bates, raccontata in un'applicazione multimediale di notevole impatto che richiede l'installazione del plug-in Flash.
Qui invece potrete ascoltare delle interviste agli attori del remake, in Real Audio. Se infine volete fare un passo indietro, potrete tornare a rabbrividire davanti all'arcinota scena della doccia (nella versione hitchcockiana) scaricandola in formato AVI (attenzione: 2.9 MB).



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