| Trent'anni
dopo Intervista a James Rado |
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| È passato
parecchio tempo dall'alba della "age of the aquarius" e si
festeggia ora il trentesimo compleanno di Hair, musical-manifesto
della generazione del flower power, di Berkeley e delle marce
della pace. A mettere le candeline sulla torta è arrivata anche in Italia
l'edizione rivista e corretta (ma sempre ricca di boccoli e perline)
allestita ancora una volta da James Rado, che nel 1967 scrisse i testi
dello spettacolo insieme a Geoffrey Ragni. Lo abbiamo incontrato a Milano, da dove è partito quello che avrebbe dovuto essere il tour italiano dello spettacolo. Ma pochi giorni dopo il debutto la produzione ha deciso di sospendere lo spettacolo: non c'erano abbastanza spettatori per il revival del love&peace. Gli attori della compagnia, una volta venuti a sapere della sospensione della performance, sono usciti dai camerini e - nella piazza davanti al teatro - hanno iniziato a cantare le canzoni del loro spettacolo. Hair aveva avuto molto successo nella tournée americana e nelle prime serate di quella europea. L'Italia del calcio e del superenalotto non ha più voglia di sognare? |
Ecco un piccolo percorso tra
le pagine web più curiose dedicate a Hair.
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Be , io dovrei avere tutte le risposte, ma non è così. In realtà non lo so, è una grande sorpresa anche per me il fatto che Hair sia tanto popolare a trent anni di distanza. In realtà qualche idea in proposito ce l avrei. In questi trent anni è passata praticamente tutta la mia vita, io e Geoffrey Ragni (che tra l altro era un americano di prima generazione, suo padre era abruzzese) abbiamo scritto altre cose, altri musical. C è stato un momento, verso la fine degli anni Settanta, in cui nessuno era più interessato a Hair, che poi però è tornato alla ribalta negli anni Ottanta, e credo che questo abbia a che fare con il problema della guerra e della pace, del rapporto che gli uomini hanno con queste due idee, ed è per questo che ancora oggi il nostro musical è drammaticamente attuale.
Prima abbiamo girato l'America. Poi siamo stati in Libano, poi abbiamo fatto moltissimi spettacoli in Olanda (il produttore di questa edizione è olandese) e in Belgio. Ora siamo arrivati in Italia, e dopo Milano faremo tappa in altre grandi città.
Naturalmente sono cambiati innanzitutto gli interpreti. Io per esempio nel ruolo di Claude non sarei più molto credibile. E poi sono cambiate tante altre cose. Nel 1989 io e Ragni ci mettemmo al lavoro con l idea di riscrivere completamente il testo. Poi Ragni scomparve nel 1991 e non se ne fece più nulla, però io a ogni edizione riscrivo qualcosa, adatto il testo agli attori e risistemo i testi delle canzoni. Per questa edizione ci sono tra l altro due canzoni nuove.
Ci piacerebbe molto, ma penso che in quei paesi non abbiano bisogno in questo momento di spettacoli teatrali, quanto piuttosto di aiuti pratici, di cose più urgenti. Certo se ci chiamassero saremmo felicissimi di portare Hair in quei paesi. Qualche anno fa ci siamo esibiti per l ONU ed è stato un esperienza molto intensa.
Sì, ho visto dei cambiamenti, ma credo che gli ideali siano spesso gli stessi, ed è per questo che Hair è tuttora tanto popolare. Quel senso di comunicazione globale, di spirito di riunione, di comunità che caratterizzava la generazione hippy, è stato in qualche modo realizzato oggi da Internet, dove è possibile parlare con tutti, diventare amico di persone che si trovano in luoghi distantissimi, creare vere e proprie comunità, anche se virtuali. |