milia 99

 

L' I N F E R N A L E
Zapping

 



Stewart McBride, gigantesco americano calvo, appare al centro del grande palco. Qui, quando si celebra il Festival cinematografico di Cannes, attori e registi di fama mondiale ricevono la palma d'Oro. McBride, invece, si appresta a celebrare un rito bestiale. Arriva vestito con giacca e cravatta ma, come si vede nell'immagine, un grande STOP! si sovrappone alla sua immagine proiettata dai videobeam sugli schermi giganti. Stoppare è la sua funzione.
Si toglie la giacca, la cravatta e la camicia. Ecco apparire una maglietta a righe da arbitro di basket, con tanto di cappellino nero. Una pernacchia terrificante esplode nel teatro: ma non arriva da un pubblico violento e sgarbato (il teatro è pieno nei suoi 1500 posti). E' sempre lui, McBride, che tiene nella mano destra una di quelle bombolette ad aria compressa che terminano con una trombetta rossa.
McBride pigia il tasto e la tromba esplode; ci vuole, come noto, uno stadio da 100 mila per assorbire la sonorità tromboidale, e qui siamo in un teatro. Incomincia lo spettacolo.
Diciassette autori di Cd Rom o siti Internet si alternano alle postazioni computer che stanno sul palco. Ognuno ha 3 minuti per presentare il suo lavoro. Se sgarra di un secondo McBride lo tromba senza pietà. Perché tutto questo? Non è mai stato chiaro, ma avviene. Presentare un CD Rom in tre minuti è impresa capace di generare qualunque risultato. E' un happening.

Comunque le regole sono ferree in ogni direzione e, se McBride strombazza spietato, è il pubblico che esplode qualora un incidente tecnico saboti la performance di un autore. Poniamo: un collegamento Internet si impianta mentre un autore è appena partito per la sua presentazione. Che colpa ne ha lui? Allora la platea, un concentrato di know how informatico che è possibile trovare in un paio di altri posti al mondo ogni anno e che dovrebbe considerare "naturale" che la rete, in questo caso, si impianti (come se l'autore starnutisse più volte), la platea, dunque, esprime le sue radici umane e legalitarie e prende a gridare "stoppate il tempo! stoppate il tempo".

McBride è grande e grosso, ma non è cattivo. Anche lui è d'accordo, si fa avanti e chiede ai tecnici di fermare l'orologio.
Un autore giapponese - se tentasse una presentazione parlando in inglese, lo si sa, sarebbe straziante; e l'uso del francese da parte dei giapponesi è giustamente vietato in Francia - maneggia intelligentemente le regole del gioco: 3 minuti sono pochi e se lui non dice una parola ma si lancia in una performance di soli suoni e immagini che si dipanano sullo schermo, il successo è assicurato.

Un autore inglese spiega in 2 minuti una piccola sezione emblematica del suo CD Rom, ad occhio e croce non più di 40 megabyte del suo disco. Poi tace e fa partire un frullato appositamente studiato per evitare gli strombazzi di McBride: 600 megabyte di multimedialità sparati sullo schermo a velocità pazzesca.

Una autrice olandese di un web educativo parte con la sua presentazione. Non ha assolutamente capito dove si trova, non è stata avvisata, dopo 2 minuti e 55 secondi pronuncia una frase del tipo "bene, date queste premesse..". Sullo schermo gigante si vedono nettamente le serpentine delle incrinature che le vibrazioni sonore della tromba di McBride producono sul suo volto. E' un po' grassottella e non dovrebbe aver riportato conseguenze permanenti.
E' passata un'ora e mezza. Lo zapping delle Vedette dei nuovi media e del Web - questo il nome dato a tale corrida multimediale - è finito. Gli autori si ripresentano insieme al pubblico tenendosi per mano; bene o male ce l'hanno fatta anche questa volta.

 

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