milia 99

Se Glenn Gould
avesse fatto
un CD Rom...

"Sono nato a Toronto, e lì sono rimasto sempre. Non so bene perché; probabilmente anche per un semplice dato di fatto. Non sono tagliato per la vita di città... Toronto appartiene ad una breve lista di città che mi sembrano offrire serenità d'animo, città che, per dirla in breve, non ti impongono la loro 'cytiness'. Leningrado è forse il miglior esempio di città veramente pacifica".
E Leningrado - ora San Pietroburgo - è a Nord. Al suo orizzonte si scorgono i primi ghiacci.
Un paesaggio canadese, terra di Glenn Gould, uno dei più grandi pianisti classici del secolo, nato a Toronto nel 1932 e in questa città morto nel settembre del 1982.
Se Gould avesse avuto l'opportunità di progettare un Cd Rom multimediale - e lo avrebbe senz'altro fatto - è molto probabile che non sarebbe stato molto diverso da questo, edito dalla canadese DNA Media, presentato a Milia '99 e non ancora distribuito in Europa.

Grandi spazi bianchi, pianure innevate e cieli color perla. Sono queste le basi per la navigazione nel CD Rom. Su di essi scorrono, veloci o lente, piccoli immagini. Vanno prese al volo, fermate, clicate, e si entra in uno dei mondi del vasto racconto multimediale.


Gould amava questi grandi spazi vuoti, le giornate passate in solitudine. Ma non era un solitario assoluto, ai vuoti alternava i pieni. Tutti, in Canada, lo ricordano come personaggio radiofonico e televisivo, sia per trasmissioni dedicate alla musica che per altre nella quale la musica non c'entrava affatto.
Memorabile, comunque, la serie di appuntamenti televisivi dedicati a Beethoven ma, di fatto, a tutta la musica da Bach ad oggi. Trasmissioni nelle quali Gould spiegava, commentava, spesso si lanciava in "versi" musicali con la voce per meglio sottolineare quanto poi si ascoltava uscire dal suo piano.
Gould percorreva la tastiera in un modo decisamente buffo, determinato anche dalla posizione molto bassa del seggiolino che spesso lo portava quasi a sfiorare, con il naso, il dorso delle mani.
In quelle trasmissioni televisive (trasmesse integralmente da RAI 3 qualche anno fa) emerge con molta chiarezza come fosse vissuta la musica da Gould. Grande percezione di tutto l'apparato tecnico, certamente. Gould era un grande teorico. Ma la musica come voce, linguaggio parlato con i tasti, suono, anche rumore e, allo stesso tempo, sistema meccanico smontabile e ricomponibile in modo infiniti.
Una sezione del CD Rom esprime tutto ciò perfettamente. Vediamo delle rocce grigie e dei massi colorati di varie dimensioni. Con il mouse si possono comporre, al centro dell'immagine, tutte le possibili colonne di massi, i più grandi in basso e poi a diminuire. Per ogni pila si può poi ascoltare una diversa successione di una porzione della fuga di Bach numero 20 in A minore. Prima di comporre a nostro piacimento le sequenze possiamo ascoltare Glen Gould che spiega - e suona - la fuga, descrivendone la struttura come un puzzle le cui tessere, comunque composte, danno sempre una configurazione compiuta.


La struttura narrativa del CD Rom è lontana da ogni forma didascalica. Bisogna entrare lentamente nel Mondo di Gould, accompagnati dalla sua voce, dalle sue suonate, da rumori di vento che accompagnano le distese di neve da cui si parte e si ritorna. Ma questa è la struttura centrale. In parallelo si può percorrere una mole documentaria considerevole, corredata da un notevole archivio di immagini.

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