A margine del Convegno SMAU
"Donna, tecnologia, qualità della vita"

 
Si è tenuto a Milano, il 23 ottobre, all'interno della grande kermesse di Smau. Ed è già un segnale forte, questa attenzione all'universo femminile. Tanto più che come ha sottolineato Paola Manacorda, unica donna dell'Authority per le telecomunicazioni, in Smau si può cogliere l'essenza maschile e giovanile del mondo delle nuove tecnologie. Per chi non lo sapesse, Smau è la più grande fiera italiana di settore, sono presenti centinaia di espositori su migliaia di metri quadri. I visitatori sono decine di migliaia al giorno, pronti a fare chilometri, a trasportare chili di carta di materiali promozionali, a mettersi in coda per qualsiasi cosa: entrare e uscire dal metrò, mangiare un panino o bere un caffè, entrare a un convegno, mettere le mani su un mouse o un computer, parlare con un espositore.

In questa situazione di sovraffollamento, forse una tra le poche aree di tranquillità è stato proprio questo convegno. Una platea non piena, certo molto motivata, varia per età e interessi: dalle imprenditrici alle giornaliste, dalle studentesse di multimedialità alle formatrici, dalle lettrici di Carmen Covito alle operatrici di settore, soprattutto donne.

Vi proponiamo qualche commento e qualche domanda raccolta in ordine sparso tra le ascoltatrici del convegno:

Sarà vero che il 44% per cento degli utenti Internet in Italia sono donne?
Il dato è stato presentato da Chiara Grosselli, Consigliere Smau, nei saluti di presentazione insieme a molti altri dati che dimostrano come siano in continuo aumento le utilizzatrici di nuove tecnologie, in alcuni casi in percentuale superiore a quelle degli uomini. Se la cosa è comprensibile per programmi e tecnologie destinate ad attività tipicamente femminili, per esempio lavori di segreteria o di archiviazione, lascia un po' perplesse il dato su Internet. E' molto più alto di quello presentato da Alchera nel suo report semestrale, da Fiorella Di Cindio della Rete Civica Milanese, dalle fonti Nua e Jupiter, dallo Sda della Bocconi. Tutti per l'Italia parlano di una percentuale oscillante tra il 28 e il 35%. La fonte di questo 44% è l'IBM. Andremo dunque ad indagare.

Perché quando si parla di donne, ci si affretta a dire quanto siano brave, capaci, presenti nei luoghi - imprese, corsi di laurea scientifici, settore informatico - tipicamente maschili?
Lo hanno detto un po' tutte, citando le donne imprenditrici, le laureate in matematica, l'editoria, Margherita Hack e Marisa Bellisario. Ormai è un dato scontato e continuando a ripeterlo sembra quasi che noi stesse per prime siamo un po' incerte in merito a questo. Forse il problema non è se le donne siano capaci o no, ma piuttosto perché così poche affrontino la sfida su terreni nuovi o perché così tante, arrivate a un livello medio, nella carriera, nella ricerca, in politica, decidano di mettersi da parte.

Le donne sono sempre e solo mogli e madri?
Sentendo le relatrici sì. L'intervento della Bolotova, della Casa delle Donne di Mosca, non è un caso isolato. Lei chiede addirittura che le donne in qualità di mogli e madri portino valori etici e morali per influenzare lo sviluppo delle nuove tecnologie a favore dell'umanità. Ma anche chi ha parlato del telelavoro lo ha presentato come uno strumento per favorire la conciliazione del lavoro con i ritmi familiari. Ci pare un autogol, visto che non si è mai sentito nessun uomo inneggiare alle tecnologie perché gli consentono di dedicare più tempo ai lavori domestici o alla preparazione delle pappe dei figli. Molte, moltissime donne sono mogli e madri, ma esistono anche altre identità per la donna e forse sarebbe meglio parlare di libertà di scelta offerta dalle nuove tecnologie, di flessibilità, di uso diverso del tempo. La qualità della vita non è un concetto assoluto. Non a caso Carmen Covito ha invitato le donne a giocare con le nuove tecnologie, a divertirsi, a tentare strade nuove, come quella da lei imboccata affiancando un sito Internet ai suoi romanzi. Cosa che le è valsa, come ironicamente ha sottolineato, l'invito come relatrice alla tavola rotonda che ha chiuso i lavori del convegno.

Esistono modi per favorire l'accesso delle donne alle nuove tecnologie informatiche?
Non se ne è parlato molto, e questo ha creato qualche insoddisfazione tra il pubblico, ma qualcosa è venuto fuori negli interventi di Laura Garcìa-Vittoria, che ha portato l'esperienza francese e di Fiorella Di Cindio, di Rete Civica Milanese. L'esistenza di prodotti interessanti per le donne, utili, pensati per loro, può favorire la diffusione delle nuove tecnologie. La partecipazione a una comunità, in un clima di scambio e collaborazione, può facilitare l'apprendimento. Il rafforzamento e la diffusione di Internet, con la sua dimensione orizzontale, può creare una situazione più congeniale alle donne.
Sicuramente - e su questo in platea e al tavolo delle relatrici c'era unanimità - le nuove tecnologie inducono tali cambiamenti a tutti i livelli, che è essenziale per le donne esserci e farsi sentire.

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