"Donne e Nuove Tecnologie Informatiche":
primo rapporto di ricerca


Progetto pilota nell'ambito del programma Leonardo
dell'Unione Europea


 
TiConUno ha proposto il progetto "Donne e Nuove Tecnologie" nell'ambito del programma Leonardo dell'Unione Europea nel 1995, con l'intento di cominciare a riflettere anche in Italia sulle nuove tecnologie con un'ottica di genere. Obiettivo del progetto era analizzare in termini qualitativi e quantitativi il rapporto tra le donne e le nuove tecnologie informatiche e individuare modalità formative che favoriscano l'accesso delle donne alle nuove tecnologie, sulla base di una ricerca sviluppata con gli strumenti dell'antropologia visiva in Italia, Francia, Gran Bretagna.

Oggi, a tre anni dalla proposizione del progetto e dopo un anno e mezzo di lavoro, sono disponibili i primi dati del rilevamento effettuato a campione tra la popolazione studentesca e tra gli adulti. Il progetto, della durata di tre anni, è giunto solo al termine della prima fase, ma l'interesse che si sta sviluppando intorno a questo tema suggerisce la pubblicazione - anche se parziale - dei dati.

Lo scenario di riferimento per il nostro progetto si è fortemente evoluto, basti dire che l'utenza femminile di Internet è passata dal 7% del 1995 all'attuale 33% del totale, con un livello di crescita del dato globale notevole, anche se ancora inferiore alle previsioni.
La diffusione dei computer nelle case è in continuo aumento.
Contemporaneamente il Ministero della Pubblica Istruzione ha attivato un piano di finanziamento per favorire la diffusione delle nuove tecnologie informatiche nelle scuole che prevede lo stanziamento di centinaia di miliardi. I progetti pilota che hanno investito poche realtà scolastiche lasciano il passo a una diffusione capillare di computer e Internet in centinaia di scuole: ad oggi siamo al 50%, ma è prevista nell'arco di tre anni la copertura totale.

Questa situazione, apparentemente favorevole per l'accesso delle donne alle nuove tecnologie, richiede un salto di qualità nell'analisi del rapporto tra donne e nuovi strumenti tecnologici, analisi che nel nostro paese è solo agli inizi. Mentre all'estero esiste una vasta letteratura, che risale già alla fine degli anni '70, pochi in Italia sono gli studi con un'ottica di genere. E le realtà che si muovono su questo tema, in ambito accademico o nel sociale, sono poche e circoscritte.

La ricerca sviluppata da TiConUno, direttamente nelle scuole superiori e attraverso la società Doxa sulla popolazione adulta, è stata coordinata da un team che vede al suo interno competenze nell'ambito della sociologia, della formazione, della comunicazione.
Il campione, necessariamente ristretto ma rappresentativo, è formato da 811 adulti, 395 uomini e 416 donne, e da 662 studenti, 285 uomini e 377 donne. Il questionario, lievemente diversificato per gli studenti e la popolazione adulta, è stato sottoposto direttamente agli studenti nelle scuole e telefonicamente agli adulti.

Chi usa e chi non usa il computer

Una delle ipotesi guida della ricerca intendeva verificare se e in quale misura gli strumenti informatici vengono utilizzati, verificando la presenza di eventuali differenze di comportamento tra uomini e donne. Il primo passo dell'analisi consiste dunque nel prendere in esame la distinzione tra chi usa il computer e chi non lo ha mai usato.

Nel gruppo degli adulti il 74,6% degli uomini dichiara di aver usato un computer (vale a dire 3 intervistati su 4).Tra le donne queste percentuali mutano vistosamente: l'uso di un computer riguarda il 57,8% delle donne contro il 42,2% che si dichiara "non utilizzatrice". Ben diverso il dato tra gli studenti. Il 97, 73 % degli studenti dichiara usare il computer, senza una significativa differenza tra uomini e donne: 98,25% per gli uomini, 97,35% per le donne.

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Con quale frequenza viene utilizzato il computer

La seconda domanda del questionario ("Nel corso dell'ultimo anno lei ha usato il computer per qualsiasi motivo ed in qualsiasi luogo almeno una volta alla settimana?") permette di confrontare le differenze di comportamento distinguendo gli utenti in due gruppi. L'aver usato il computer in media una o più volte alla settimana negli ultimi dodici mesi, indipendentemente dal motivo (studio, lavoro, tempo libero) o dal luogo (scuola, ufficio, casa ecc.) è stato assunto come indice di uso regolare; una frequenza di uso minore è invece stata assunta come indice di uso occasionale.
Per il gruppo degli adulti il 74% circa degli utenti uomini usa regolarmente il computer e solo il 26% (circa un quarto) lo usa saltuariamente. Al contrario, tra le utenti donne, la maggioranza si dichiara utente occasionale (53% circa) mentre il rimanente 47% usa il computer regolarmente.
Anche tra gli studenti i dati indicano una differenza piuttosto marcata tra maschi e femmine. L'uso regolare del computer appare decisamente meno diffuso fra le donne (69,5%) rispetto agli uomini (92,5%).
In termini generali si può poi osservare che l'uso regolare di computer è più diffuso tra gli studenti che tra gli adulti: quasi l'80% degli studenti si definisce "utente regolare", mentre per gli adulti la percentuale scende al 61%.

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Il computer a casa: chi lo usa e chi lo ha comperato

L'analisi a questo punto si concentra sugli utenti, donne e uomini, che fanno uso del computer regolarmente. Il primo punto affrontato riguarda l'uso domestico e la proprietà del computer.
Tra gli adulti poco più della metà delle donne dichiara di avere un computer in casa ma solo il 24% lo possiede personalmente (negli altri casi il computer è di altri familiari). Al contrario i due terzi circa degli uomini hanno il computer a casa e per il 42% si tratta di un computer personale.
Tra gli studenti il possesso personale di un computer è dichiarato soprattutto dagli uomini (47% versus meno del 20% delle donne). La maggioranza delle donne (58%) ha un computer a casa che però non è di sua proprietà.

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Frequenza e motivazione d'uso: studio, lavoro, tempo libero

Ma con quale frequenza il computer è utilizzato dagli utenti regolari? La ricerca prende in esame lo studio, il lavoro, il tempo libero.
Tra gli adulti, coloro che usano il computer per motivi di studio dichiarano una frequenza d'uso in media piuttosto alta (tre intervistati su quattro utilizzano il computer per motivi di studio almeno una volta alla settimana), e non ci sono differenze significative tra uomini e donne. Coloro che lo usano per lavoro dichiarano una frequenza d'uso molto elevata (il 72,8% tutti i giorni), senza differenze tra uomini e donne. Il gruppo degli utenti regolari che non usa mai il computer per lavoro è in prevalenza maschile. Diversa è la situazione per l'utilizzo nel tempo libero: il 23,3% degli uomini usa il computer tutti i giorni, contro il 10,6 % delle donne. Il 47,33% delle donne non ne fa uso nel tempo libero, contro il 31,52% degli uomini.
Tra gli studenti non si rileva una significativa diversità nella frequenza d'uso per motivi di studio: circa la metà degli intervistati, donne e uomini, usa il computer una/tre volte la settimana, il 17% tutti i giorni o quattro/cinque volte la settimana, il 2% degli studenti non lo usa mai per motivi di studio. Anche per questo gruppo emerge invece una certa differenza indagando l'uso nel tempo libero: il 33% degli uomini usa il computer tutti i giorni, contro il 12% delle donne. Le risposte sulle frequenze d'uso medie sono omogenee tra uomini e donne. Pochissimi intervistati, infine, hanno dichiarato di non utilizzare mai il computer nel tempo libero: nessuno tra i maschi e poco meno del 2% tra le femmine.

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Software, Cd Rom, Internet

La ricerca prende in esame ora i due gruppi, studenti ed adulti, per individuare le modalità di uso per lo studio, il lavoro o il tempo libero. Il questonario prevedeva circa venti modalità diverse di utilizzo, relative all'uso di software, di Cd Rom, di Internet. Per sintetizzare presentiamo i dati relativi dunque a queste tre principali modalità di utilizzo.
Nel gruppo degli adulti il software è utilizzato per motivi di studio dal 84,62% degli uomini, e dal 73,83% delle donne, i Cd Rom dal 38,46% degli uomini e dal 29,17 % delle donne, Internet dal 33,33 % degli uomini e dal 25% delle donne. Passando al mondo del lavoro, il software è utilizzato dal 94,12% degli uomini e dal 97,96% delle donne, i Cd Rom dal 40,69% degli uomini e dal 21,43% delle donne, Internet dal 39,22% degli uomini e dal 34,69% delle donne. Nel tempo libero usano software il 55,25% degli uomini, contro il 38,47% delle donne. I Cd Rom sono utilizzati dal 39,3% degli uomini e dal 24,67% delle donne, mentre Internet vede un 20,23% di uomini utilizzatori e un 11,33% di donne.
Tra gli studenti si può verificare un utilizzo massiccio del software, senza differenze tra uomini e donne (media del 97%), una forte diversificazione per i Cd Rom, 74,13% degli uomini e 57,65% delle donne, una differenza nell'utilizzo di Internet: 30,1% degli uomini sono navigatori, contro il 24,3% delle donne. Questi dati sono relativi all'utilizzo del computer per motivi di studio. Nel tempo libero l'utilizzo di Internet è più diffuso, ma si nota comunque una differenza: il 46,33% degli uomini va in rete, contro il 38,43% delle donne.

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Come e con chi si impara ad usare il computer

Poiché il nostro progetto ha l'obiettivo di individuare modalità formative efficaci per favorire l'avvicinamento delle donne alle nuove tecnologie, nel questionario sono state inserite domande specifiche sulle modalità di apprendimento.
Tra gli adulti, metà degli uomini hanno imparato ad usare il computer con l'aiuto di altre persone, per le donne la percentuale sale al 64,67%.
Tra gli studenti il ricorso all'aiuto di qualcuno sale per gli uomini al 63,32%, per le donne al 86,67%.
Esaminando le fonti di aiuto, si rileva un dato interessante: sia per gli uomini che per le donne, il referente è molto spesso un uomo, amico o collega. Solo il 17,53% delle donne e il 7,69% degli uomini ha ricevuto un aiuto da una collega.
Fra gli studenti la situazione è di fondo simile: solamente il 26,24 % delle donne e il 10,98 % degli uomini hanno ricevuto un aiuto da amiche. Prevalgono poi le figure maschili, amici, fratelli, padri. Solo il 8,6 % delle donne e il 9,76 % degli uomini hanno ricevuto aiuto dalla madre.
In generale l'apprendimento del computer dunque passa attraverso figure maschili.

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Quanto sei capace di usare un computer?

Una domanda del questionario chiedeva di attribuirsi un voto su una scala da 1 a 10. Tra gli adulti non si rileva in media una differenza tra uomini e donne: 6.2 per gli uomini e 5.9 per le donne.
Tra gli studenti invece si rileva una autovalutazione in media più positiva tra gli uomini che tra le donne: il dato è significativo perché in genere a scuola le studentesse si considerano e sono considerate più brave.

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La prima volta

A che età si comincia ad usare il computer? Anche questo dato manifesta una differenza tra uomini e donne. Tra la popolazione adulta le donne mediamente arrivano ad utilizzare un computer un anno dopo gli uomini. E tra gli studenti i ragazzi mediamente dichiarano di aver iniziato ad avvicinarsi al computer intorno ai dieci anni, le ragazze intorno ai dodici anni.

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Il computer è...

L'ultima parte della ricerca si occupa degli atteggiamenti verso il computer diffusi tra uomini e donne. Si tratta di rilevare se sono presenti delle differenze di valutazione rispetto alle nuove tecnologie informatiche ed in particolare rispetto al computer.
Per arrivare a questo ( domanda basata su una scala a differenziale semantico) sono state proposte agli intervistati 21 coppie di aggettivi e sostantivi opposti; le modalità di risposta comprendono sette categorie, in cui solo le due categorie estreme hanno una denominazione esplicita e la categoria centrale rappresenta la neutralità.
Le coppie di parole utilizzate sono state 21: Facile/Difficile; Caldo/Freddo; Maschio/Femmina; Bello/Brutto; Utile/Inutile; Vecchio/Nuovo; Madre/Padre; Noioso/Divertente; Arte/Scienza; Debole/Forte; Lavoro/Gioco; Concreto/Astratto; Nemico/Amico; Intelligente/Stupido; Morbido/Rigido; Fantasia/Realtà; Triste/Allegro; Giovane/Adulto; Passivo/Attivo; Grigio/Colorato; Veloce/Lento; Aperto/Chiuso.
Per ognuna delle coppie elencate, ad ogni intervistato era richiesto di collocarsi in una delle 7 caselle scegliendo la posizione più vicina a quella parola o aggettivo che si adattava di più alla propria idea di personal computer.
I dati sono poi stati sottoposti ad una analisi che ha individuato quattro dimensioni fondamentali:
  • Genere, che raggruppa le risposte attorno al nucleo Maschio/Femmina;
  • Espressività, che raggruppa le risposte attorno al nucleo Lavoro/Gioco;
  • Potenza, che raggruppa le risposte attorno al nucleo Forte/Debole;
  • Estetica, che raggruppa le risposte attorno al nucleo Brutto/Bello.

Nel gruppo degli adulti l'analisi delle risposte evidenzia che:
  • le donne, più degli uomini, percepiscono il computer come maschio; ma questa percezione nella fascia di età sotto i trent'anni tende ad essere simile per uomini e donne.
  • non ci sono differenze tra uomini e donne nelle risposte sulla dimensione espressiva.
  • le donne si posizionano verso il polo forte della dimensione potenza, differentemente dagli uomini.
  • le donne, più degli uomini, percepiscono il computer come brutto nella dimensione estetica.

Nel gruppo degli studenti
  • nella dimensione di genere le studentesse si posizionano verso il polo maschio, come le adulte.
  • le studentesse si collocano più verso il polo lavoro nella dimensione espressiva, differentemente dalle donne adulte
  • le studentesse si posizionano verso il polo forte della dimensione potenza, più degli studenti.
  • non ci sono differenze tra uomini e donne relativamente alla dimensione estetica.


Un'altra domanda proposta nel questionario ha utilizzato la scala Likert. L'intervistato doveva esprimere con un voto da 1 (molto in disaccordo) a 5 (molto d'accordo) la sua opinione riguardo a 10 affermazioni:
Il computer è una perdita di tempo
Il computer è difficile da usare
Il computer è roba da maschi
Il computer è il mio migliore amico
Il computer soffoca la creatività
Con il computer si può fare tutto
Il computer allontana dagli altri
Il computer serve ad aprirsi a nuove idee
Il computer crea troppe aspettative
Il computer è indispensabile nel mondo in cui viviamo.

L'immagine degli atteggiamenti verso il computer che si delinea dalla lettura dei dati è un'immagine articolata e complessa, tendenzialmente non negativa pur non essendo sbilanciata in senso eccessivamente ottimista.
Il computer non rappresenta una perdita di tempo, è uno strumento difficile da usare ma è ritenuto indispensabile; e soprattutto non è roba da maschi. Su altre questioni relative al computer come oggetto aperto, creativo, che stimola la relazione con gli altri, o come oggetto forte, potente, in grado di fare tutto, la posizione del campione adulto è più incerta. Circa la metà degli intervistati dice di essere d'accordo con queste affermazioni.
Una analisi successiva dei dati mostra che nella collocazione sulla scala Likert non ci sono significative differenze tra uomini e donne.
Cominciando dalle posizioni che esprimono disinteresse verso le tecnologie informatiche, gli studenti sembrano rifiutare in modo massiccio l'idea che il computer sia una perdita di tempo. Sia tra le femmine che tra i maschi la stessa percentuale, circa il 90%, è "molto o abbastanza in disaccordo" con tale affermazione.
Che il computer sia difficile da usare è invece un'affermazione condivisa soprattutto dalle donne (38% circa contro il 29% dei maschi). Di estremo interesse è poi l'affermazione relativa al carattere maschile del computer. In questo caso c'è un forte disaccordo sull'idea che il computer sia "roba da maschi": maschi e femmine esprimono un netto rifiuto di questa visione, ma sono soprattutto le donne a farlo in modo deciso (molto in disaccordo: f=91,8%, m=68,4%).
E' poi molto diffusa (75%), ma in misura maggiore tra i maschi (77%), l'idea che il computer sia ormai diventato un oggetto indispensabile: uno strumento di cui ci si può fidare, che non crea aspettative eccessive, ma con cui si può fare tutto (43%), uno strumento aperto che non allontana dagli altri, ma anzi serve ad aprirsi di più verso il mondo.
Anche tra gli studenti la collocazione sulla scala Likert non varia tra uomini e donne.

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Qualche riflessione

In base ai risultato della nostra indagine, il rapporto tra donne e nuove tecnologie informatiche si delinea in un quadro complesso e articolato.
  1. L'indagine tra gli adulti mostra una situazione differenziata nelle possibilità di accesso alle tecnologie informatiche, ma non evidenzia tra le donne un particolare disinteresse o una forma più o meno velata di tecnofobia.

  2. Si conferma invece una forte differenza tra uomini e donne relativa all'uso regolare o occasionale del computer. Le donne sono utenti più saltuarie, si rivelano meno coinvolte, meno interessate ad uso maggiore, si percepiscono meno capaci.

  3. Le donne più giovani, invece, come dimostra l'indagine nelle scuole, accedono alle tecnologie informatiche in misura maggiore delle donne adulte: non ci sono differenze di rilievo nell'uso del computer tra studentesse e studenti.
    La scuola gioca un ruolo determinante nel diminuire la distanza tra la donna e il computer, però immediatamente si possono cogliere dei segnali "forti" e contradditori: le donne usano il computer in modo regolare meno degli uomini, si autovalutano in modo differente, si sentono meno capaci.
    Da un lato la scuola rappresenta dunque potenzialmente l'ambiente maggiormente in grado di far superare gli ostacoli di accesso delle donne alle tecnologie informatiche: e in realtà questo accade almeno ad un primo livello; d'altra parte la scuola è anche l'ambito istituzionale che subito dopo riproduce una differenziazione nella frequenza di uso, (o se si vuole, non è in grado di influire su questo aspetto).

  4. Se si analizzano i possibili modi e i possibili scopi di utilizzo del computer, si ha un panorama molto vario e articolato, con differenze tra uomini e donne, e tra studenti e adulti, ma più lievi e sfumate.
    Un dato degno di maggiore approfondimento è quello relativo al tempo libero: la netta prevalenza maschile nell'uso di giochi e in genere nell'uso del computer nel tempo libero è rivelatrice. Si può ipotizzare una relazione, nel caso degli utenti uomini, tra l'uso più frequente nel tempo libero, l'uso più frequente in casa, e la più alta autovalutazione delle proprie abilità d'uso. In questo modo l'uso del computer diventa con il tempo un fattore di identità più tra i maschi che tra le femmine.
    Al contrario, il dato riguardante il tempo libero dice anche la maggiore difficoltà delle donne a instaurare e rafforzare le modalità di relazione con il computer.

  5. Le modalità di formazione, il contesto di apprendimento, gli atteggiamenti verso le nuove tecnologie e il computer richiamano immediatamente il modello culturale che tradizionalmente accompagna il mondo informatico.
    Molto si è già detto e scritto su questo modello culturale, percepito generalmente come maschile.
    Molte indagini svolte sul tema, concentrano la loro attenzione soprattutto sugli aspetti comunicativi, sui linguaggi che i media usano per parlare di tecnologie informatiche, sul sistema di simboli che elaborano e diffondono.
    Secondo queste indagini, l'idea continuamente riproposta e condivisa dai messaggi esaminati è quella del computer come "cosa da uomini": un ambito di esperienza essenzialmente maschile soprattutto per quanto riguarda i suoi usi più specializzati e sofisticati. L'assimilazione di questo "modo di pensare" sarebbe così uno dei motivi in grado di spiegare l'atteggiamento di "resistenza" o le ragioni del mancato coinvolgimento emotivo nei confronti della tecnologia informatica da parte delle donne; per alcuni sarebbe questa la causa di una vera e propria "paura del computer" a cui sarebbe soggetta la maggior parte delle donne.
Ma il quadro che emerge dalla nostra ricerca non è così netto.
Senz'altro, analizzando i percorsi formativi e di apprendimento, i nostri dati evidenziamo la prevalenza di figure maschili nella trasmissione del sapere.
D'altro canto il computer sembra essere visto prevalentemente dalle donne come maschio, forte, potente e brutto. Le giovani donne lo annettono poi all'ambito del lavoro, e questa è l'unica differenza che si evidenzia tra le donne prendendo in considerazione l'età.
Però sull'affermazione se il computer è cosa da uomini, il 91,78% delle studentesse è fortemente in disaccordo, e così pure il 80,52% delle donne adulte.
La situazione si presenta dunque complessa e in evoluzione, anche perché nell'ambito delle nuove tecnologie informatiche si sta affermando Internet, le cui caratteristiche sono strutturalmente diverse da quelle dell' "informatica classica".

 

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