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Kurt
Vonnegut Jr. |
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Si parla tanto di questa storia di costruire le autostrade dellinformazione, le nuove reti. Ma non si parla mai di cosa succede in questa rete che ho dentro la testa e che è già in funzione. Cè una bella differenza. Cristo, mi ricordo di quando la TV doveva insegnare ai bambini coreani la lettura e la trigonometria. Le aree rurali non avrebbero più avuto bisogno di insegnanti istruiti: sarebbe bastato accendere la televisione. Be, labbiamo visto cosa ha fatto la TV. Guarda cosa ha fatto a tutti quanti il processo a O.J. Simpson. Alla faccia di tutti i Tom Swifts e delle loro favole su tutto il bene che stanno facendo. Lautostrada dellinformazione avrà due corsie costellate di caselli, e ti dirà cosa devi cercare. La gente starà lì a guardare lo spettacolo.
Il circuito dellimmaginazione è allenato a rispondere al minimo stimolo. Un libro è una combinazione di 26 simboli fonetici, 10 numeri e più o meno 8 segni di punteggiatura e la gente ci può buttare sopra un occhio e vedere uneruzione del Vesuvio o la battaglia di Waterloo. Ma non è più necessario che insegnanti e genitori costruiscano questo circuito. Ora ci sono degli spettacoli prodotti da professionisti, con grandi attori, scenografie molto convincenti, suoni e musiche. E poi questa storia dellautostrada dellinformazione. Non abbiamo bisogno di altri circuiti. Chi possiede i circuiti dellimmaginazione può guardare in faccia unaltra persona e vederci una storia; per gli altri, una faccia è solo una faccia.
Poi scendo al piano di sotto e mia moglie mi dice "Dove vai?" e io le dico "Be, vado a comprare una busta" e lei mi fa "Non sei un poveretto. Perché non te ne compri un migliaio, di buste? Te le porterebbero a casa e le potresti tenere nel ripostiglio" e io le dico "Zitta, va". Scendo le scale e vado dal giornalaio sotto casa dove vendono riviste e biglietti della lotteria e cancelleria. Mi devo mettere in coda perché cè gente che compra le caramelle e ogni genere di cose e io ci chiacchiero un po. La donna dietro al bancone ha un gioiello tra gli occhi e quando è il mio turno le chiedo se qualcuno ha fatto grosse vincite ultimamente. Prendo la mia busta e la chiudo e vado allufficio postale a un isolato di distanza, allangolo tra la 47esima e la 2a Avenue, dove dietro lo sportello cè una donna di cui sono segretamente innamorato. Mi metto in faccia unespressione da professionista del poker: non le ho mai fatto sapere quello che provo per lei. Una volta in quellufficio mi hanno rubato il portafogli e sono andato a cercare un poliziotto e gli ho raccontato tutto quanto. Comunque, indirizzo la busta a Carol, Woodstock. Incollo il francobollo e metto la busta nella cassetta davanti allufficio postale, e poi me ne vado a casa. Mi sono divertito un sacco, porco diavolo. E ti dico che noi siamo qui sulla terra per scorreggiare in giro, e non lasciare che ti dicano il contrario. Le comunità virtuali non costruiscono niente. Ti ritrovi con un pugno di mosche. Noi siamo animali danzanti. È bellissimo alzarsi e fare una cosa qualsiasi. E se poi mi danno del luddista, tanto meglio.
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